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Guerre di religione

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Guerre di religione


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Sulle cose che cambiano solo in apparenza

Mi hanno chiesto:

Perché non parli anche tu apertamente della guerra in Ucraina? Perché non esponi il tuo parere?

Non so nulla di politica e non mi soffermerò sugli intrallazzi economici del momento.

Tutte le guerre nascono prima di tutto dai conflitti interiori, che poi traslocano violentemente verso l’esterno.

Siamo tutti in viaggio sulla stessa nave da tanti anni.

Pur essendosi venute a creare molte falle abbiamo continuato a preoccuparci di rendere comoda la navigazione.

Sta facendo acqua da tutte le parti la nostra nave ma, come se niente fosse, impieghiamo affannosamente il tempo a cercare di abbellire le cabine, a lucidare il timone e a lustrare i vetri degli oblò, perseverando a guardar fuori.

Si muore dentro, tutti i giorni, agonizzando nella precarietà, invocando la libertà di un cappuccino come se il problema risiedesse veramente nelle false libertà.

Stritolati dalle fauci del progresso veniamo consumati da un arrivismo inarrivabile, nonché del tutto inutile.

Patriottismo?

Al di fuori della necessità di difesa lo concepisco solo come una sarcastica forma di auto-venerazione collettiva, narcisismo di massa unito ai meschini miti degli eroi.

Miti creati dai testi sacri e dalla cinematografia, dove sono sempre i registi a decidere i buoni e i cattivi, sempre gli innocenti a farne le spese e sempre e solo i produttori a trarne profitto.

Tutte le guerre sono guerre di religione in cui cambia, di volta in volta, il dio al comando.

Oggi l’idolo è Putin, ieri Mosè, Hitler, Mussolini, Stalin, Mao… ognuno con le proprie bibbie e le proprie prediche in piazza, i propri proselitismi in nome della pace da ottenere con i cadaveri.

Cambiano i popoli eletti, cambiano i signori degli eserciti, ma il sangue che scorre è sempre dello stesso atroce e angosciante colore.

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Autore natyan

natyan, presidente dell’Università Popolare Olistica di Monza denominata Studio Gayatri, un’associazione culturale no-profit operativa dal 1995. Appassionato di Filosofie Orientali, fin dal 1984, ha acquisito alla fonte, in India, in Thailandia e in Myanmar, con più di trenta viaggi, le sue conoscenze relative ai percorsi interiori teorici e pratici. Consulente Filosofico e Insegnante delle più svariate discipline meditative d’oriente, con adattamento alla cultura comunicativa occidentale.