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Fantasia nascosta nella realtà

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fantasia


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Se mi dovessero chiedere quali sono le tre regole d’oro della scrittura, e me l’hanno chiesto, non avrei dubbi a rispondere così:

1. leggere molto;
2. scrivere molto;
3. liberare la fantasia.

La prendo larga. Oggi gli scienziati sanno quasi tutto del nostro cervello e sono in grado di descrivere i comportamenti più complessi delle sinapsi, spiegare quali aree siano interessate dalla logica, dalla memoria e via dicendo. Ben poco sappiamo invece dell’anima più creativa della nostra mente, quella che vive della nostra fantasia o immaginazione.

Cominciamo col dire che i due termini sono interscambiabili: “fantasia” è parola che origina dal greco, “immaginazione” la sua controparte latina. Di fatto sono sinonimi, indicano la stessa cosa: la capacità di pensare cose inesistenti, non presenti nella realtà sensoriale.

Io amo fare un’ulteriore distinzione. Se la nostra parte razionale è governata dal cervello, a mio avviso la creatività e l’immaginazione sono frutto della mente, che non è il cervello inteso come organo fisico, ma il pensiero. Quando pensiamo qualcosa che non esiste nella realtà, abbiamo un pensiero creativo. Sai, una volta mi sono imbattuto in un elefante viola e… alt! L’hai visto? Sì, gli elefanti viola non esistono, ma io ne ho appena pensato uno e forse anche tu l’hai visto. È questo, il potere dell’immaginazione.

Nota di servizio. Da questo momento utilizzerò solo il vocabolo “immaginazione”, ma se preferisci puoi sostituirlo con “fantasia” come e quando ti pare. La mia scelta è più che altro un piccolo omaggio a ‘Imagine’ di John Lennon, il quale nella sua canzone immagina un mondo utopistico di pace e fratellanza, ahimè ancora lontano dal realizzarsi, e nella sezione a contrasto continua a cantare:

Potrai dire che sono un sognatore, ma non sono l’unico.

Come dice la parola stessa, l’immaginazione è la facoltà dell’uomo di creare immagini partendo dall’esperienza passata o dall’osservazione della realtà. Nota che ho usato il verbo “creare” di proposito. Non voglio buttarla troppo sul filosofico, ma noi pensiamo per associazione di idee e le idee stesse non sono qualcosa di tangibile. Non le puoi toccare, però esistono.

L’immaginazione nuota nello stesso mare delle idee, un infinito specchio d’acqua che non appartiene al mondo dei cinque sensi, ma c’è, è da qualche parte e lo puoi vedere. Dico “vedere” perché sono proprio immagini quelle che si formano dal nulla, idee nate forse per caso ma che diventano realtà nel momento stesso in cui le pensi.

Qualsiasi cosa puoi immaginare, è reale.
Pablo Picasso

Se lo puoi sognare, lo puoi fare.
Walt Disney

Se ci fai caso i più grandi geni in ogni ambito – arte, letteratura, musica, ecc. – vengono definiti visionari proprio per la loro capacità di “vedere” oltre la realtà, anticipando spesso nuovi stili e paradigmi che verranno poi accettati come nuovi standard nel loro specifico ambito di pertinenza. In pratica sono persone che vedono le cose prima degli altri, vedono cose che non ci sono ancora e le rendono reali. Dunque non è vero che immaginazione e realtà siano concetti in antitesi. Anzi, l’immaginazione crea la realtà.

Perdonami la citazione pallonara, ma un compianto allenatore – nonché personaggio – degli anni ’80 e ’90, Vujadin Boskov, una volta disse:

Un grande giocatore vede autostrade dove altri solo sentieri.

Se la metafora non ti è chiara, alziamo il livello:

Ho visto un angelo nel marmo e l’ho scolpito finché non l’ho liberato.
Michelangelo

Questa capacità di vedere l’invisibile e di vederlo prima degli altri potrebbe sembrarti una caratteristica innata di pochissimi eletti, un dono naturale. Invece io credo che l’immaginazione sia un’attitudine, una qualità latente che puoi allenare. Ci sono soggetti più predisposti, certo, però non biasimarti se in un blocco di marmo non ci vedi un angelo. Buonarroti, come tutti noi, ha dovuto lavorare parecchio prima di vederlo. Ammesso che sia vero.

Come si fa ad allenare l’immaginazione? È una questione di stato mentale, perché bisogna davvero “guardare oltre” le cose, e per farlo devi avere la volontà di superare i limiti della fisica, della logica e della materia. Einstein diceva che la logica ci può portare da A fino a B, ma l’immaginazione ci porta dappertutto.

Cosa significa superare le barriere della realtà fisica? Una cosa che hai già sentito, letto, spesso da me: rompere gli schemi mentali. Quando guardi il muro della tua camera da letto cosa vedi? Giusto, il muro. Con tutti gli oggetti che lo decorano: non so, quadri, foto e via dicendo. Cosa c’è dietro il muro? Un’altra stanza, forse, o il corridoio. E dopo? La porta di casa. E dopo? Le scale, il palazzo, il cortile, la strada dove vivi con la gente che sta passando in questo preciso istante, il quartiere che respira. E dopo? La tua città, le campagne limitrofe, il tuo capoluogo di provincia, la forma della tua regione, la regione confinante o il mare, se vivi in un’isola… e dopo? Il Mediterraneo, o le Alpi, l’Europa, il canale della Manica, la Gran Bretagna, la Groenlandia, l’Atlantico, il triangolo delle Bermuda, gli Stati Uniti, il Giappone, la Cina. E dopo? Fai il giro del mondo, torni nella tua stanza e c’è ancora il muro. Ma cosa c’è dentro il muro? L’intonaco, la calce, il mattone, le formiche nelle intercapedini… uh, guarda! Quelle formichine stanno giocando a tressette! Ma se passa il caporeparto e vede che non stanno lavorando saranno guai…

L’immaginazione è infinita. Quando finisce è perché sei stato tu a fermarla, hai messo un paletto, un limite. Altrimenti quella va, e se solo tu la lasciassi andare chissà quante cose potrebbe vedere e raccontarti quando torni in te!

A questo punto mi aspetto tu abbia capito. È il pensiero la chiave di tutto. Il pensiero è come un fantasma: oltrepassa i muri, vola sopra gli oceani e sorvola nazioni mai visitate. Non lo puoi fermare, ed è tuo, è l’unica cosa che ci rende davvero diversi da ciascun’altra persona al mondo, che ci caratterizza rendendoci unici, che fa di te ciò che sei.

Se desideri vedere le valli, sali sulla cima della montagna.
Se vuoi vedere la cima della montagna, sollevati fin sopra la nuvola.
Ma se cerchi di capire la nuvola, chiudi gli occhi e pensa.
Kahlil Gibran

Forse ora ti starai chiedendo una cosa. Se immaginare vuol dire vedere cose inesistenti ma, al tempo stesso, creare una nuova realtà attraverso il potere del pensiero, allora la realtà che cos’è? Mi tocca citare di nuovo il buon Einstein:

La realtà è una mera illusione, anche se un’illusione molto persistente.

Che significa tutto questo? Senza scomodare Schopenhauer, il “velo di Maya” e la tradizione induista, provo a spiegartelo con un linguaggio pane e salame – che poi è l’unico che mi appartiene sul serio.

William si avvicinò al Doctor Franz, mordendosi un labbro.
«Sicuro che quest’aggeggio funzioni?»
«Ja! Kvesto krande ritrovamento di teknologien Tetesken! Preko, tu zalire in makkina del tempo Zeitmaschine, brevetto di Cermania, ja…»
Siccome si credeva furbo, non appena fu catapultato nel XII secolo William provò a farsi adorare come un Essere Celeste raccontando agli abitanti del villaggio di automobili, Internet, calcio e chitarre elettriche. Per un po’ li affascinò, ma un giorno gli chiesero di costruire quegli oggetti mirabolanti e non essendo in grado di farlo finì per diventare un pollo allo spiedo dopo aver subito un processo sommario per eresia.

Cosa dimostra questo raccontino, a parte la demenza dell’autore? Macchine, computer e cellulari esistono oggi, ma un tempo non c’erano. Il mondo intorno a noi è pieno di oggetti creati dall’uomo grazie alla sua immaginazione, oggetti che in passato non esistevano.
Poi qualcuno li ha pensati e costruiti. Se viaggiamo in aereo è perché molti uomini prima di noi hanno sognato di poter volare. Quello che cerco di dirti è che tutta la realtà circostante è frutto dell’immaginazione.

Oso andare ancora più in là. Se esistono gli alberi, il mare, le cascate, le montagne e se esistiamo noi, mi piace pensare che forse all’alba dei tempi un’Intelligenza ha immaginato di creare l’universo così come lo conosciamo. In piccolo, e spero di non risultare blasfemo, tutti noi possiamo “giocare a fare Dio” e creare uno spicchio di realtà attraverso il potere della mente e la sua arma più efficace: l’immaginazione.

Esercizio.

Immagina di inventare qualcosa. Pensa a un’invenzione che potrebbe risolvere un problema o migliorare la qualità della nostra vita, descrivine il funzionamento nei dettagli e spiega il perché della sua utilità. Sono gradite invenzioni spiritose!

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