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Strutture narrative

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Strutture narrative


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L’altra volta abbiamo accennato alle strutture narrative e l’abbiamo fatto secondo un approccio scolastico, con tanto di definizioni e concetti da imparare “a memoria”. Ormai mi conosci, penso, quindi saprai che questo modo di insegnare non mi appassiona. Per cui, oggi torneremo sull’argomento ma da una prospettiva del tutto diversa.

Rispolveriamo un mio vecchio cavallo di battaglia: le domande. Io credo che porsi domande, avere dubbi, in generale nella vita ci aiuti a vivere meglio. Mi fido poco, di chi dichiara di essere depositario della Verità, di chi ostenta troppe certezze.

Prima di procedere, facciamo una cosa nuova. Ti invito a guardare questo breve video tratto da un film di Luciano De Crescenzo, ‘Così parlò Bellavista’, il cui titolo fa il verso alla ben più nota opera di Nietzsche, ‘Così parlò Zarathustra’:

Torniamo “in classe”.

Dicevamo, le domande. Bisogna sempre porsene tante: il mio romanzo piacerà all’editore? L’idea portante è davvero vincente? La trama ben articolata? I personaggi saranno memorabili? E via dicendo.

Ora è invece giunto il momento di farsi domande di tipo narratologico, cioè relative alla struttura narrativa dell’opera che hai in mente. Le più importanti sono:

  • Quando si svolge la storia? ⇒ in che tempo;
  • In quale luogo si svolge?spazio;
  • Che cosa succede nella storia? ⇒ cosa;
  • Come voglio raccontarla?ordine di presentazione;
  • Da quale punto di vista intendo raccontarla? ⇒ narratore;
  • Qual è il vero protagonista?chi.

Non sono tutte le domande inerenti all’architettura del tuo romanzo, ma di sicuro quelle più importante. Nota che, fra le altre cose, queste domande rispondono a quattro delle famose “5 W”, alla base del racconto di una storia anche in ambito giornalistico:

  • Quando? When?
  • Dove? Where?
  • Cosa? What?
  • Chi? Who?

Manca all’appello il Why?, il perché… ma a questa domanda bisognerebbe rispondere prima ancora di mettersi a concepire una nuova storia.

Oggi ci concentreremo sulle prime due domande, quando? e dove? Parleremo quindi di tempo e spazio, e scusami se ancora una volta mi tocca citare il vecchio Kant. Così come lui, anch’io desidero parlartene in termini di categorie. Ma non da un punto di vista filosofico, bensì dalla nostra prospettiva preferita, quella narratologica.

Devo introdurre un altro signore, un saggista e critico letterario francese di nome Gérard Genette. Recentemente scomparso, è considerato insieme ai già citati Lévi-Strauss e Barthes fra i principali esponenti del cosiddetto strutturalismo e, per estensione, uno dei padri della narratologia.

Nella sua opera più importante, ‘Figure’, Genette si occupa di spazio e tempo in chiave letteraria. Sintetizzando al massimo, perdonami, egli sostiene questo: ammesso che non si tratti di una trama fantastica, dove spazio e tempo possono anche avere un significato non necessariamente logico, i riferimenti cronologici secondo cui far scorrere le vicende, e gli spazi entro cui si muove la narrazione, devono potersi integrare tra loro per coerenza narrativa e perfino linguistica. La consecuzione temporale deve infatti essere rispettata, le scelte fatte dall’autore durante il percorso devono sempre ottemperare alla logica imposta dal momento storico che si è scelto per l’ambientazione della storia.

Perché un romanzo sia credibile dal punto di vista dell’ambientazione nel tempo l’autore deve aver padronanza del periodo di cui sta narrando: ad esempio, una trama su sfondo storico dovrà contenere maggiori dettagli e caratterizzazioni sui periodi narrati, sullo spazio in cui le vicende sono ambientate.

Riassumendo:

  • Il tempo definisce l’arco temporale entro cui è possibile incorniciare una storia;
  • Lo spazio, invece, la geografia del mondo raccontato dall’autore.

Molto bene, questa volta sì che ho un esercizio da farti fare!

Esercizio.

Prepara due file, chiamati rispettivamente Tempo e Spazio.

Nel primo riporta la scaletta cronologica degli eventi del tuo romanzo. L’ordine dev’essere quello naturale, dal più vecchio al più recente, non importa se poi racconterai gli eventi in un ordine differente. Cerca la precisione assoluta, ove possibile. Esempio:

30 luglio 1977 ⇒ Nasce William

30 luglio 1980 ⇒ William offende sua zia perché le dice che il suo regalo di compleanno non gli piace

Ecc..

Nel secondo file, invece, riepiloga tutti i luoghi fisici in cui si muoveranno i personaggi della tua storia. E occhio, vanno indicati sia i nomi delle città o dei paesi, o delle nazioni, sia le location:

  • Napoli
  • Ospedale Loreto mare
  • Casa della nonna di William

Non è importante elencarli in un ordine prestabilito, ma cerca di enumerare i luoghi del romanzo nel modo più esaustivo possibile.

Prepara infine un terzo file, che se vuoi mi puoi inviare, chiamato Ambientazione. Questo file dovrà fondere i due precedenti, sotto forma di cronistoria spaziotemporale degli avvenimenti, da riportare in forma più breve possibile:

30 luglio 1977, ospedale Loreto mare di Napoli ⇒ Nasce William

30 luglio 1980, casa della nonna di William a San Giovanni a Teduccio (NA) ⇒ William offende sua zia.

A presto!

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William Silvestri

Autore William Silvestri

Autore, formatore e direttore editoriale di Argento Vivo Edizioni. Prima di entrare nel mondo dell'editoria ha pubblicato i romanzi 'Divina Mente', 2011, 'Serial Kinder', 2015, e 'Ci siete mai stati a quel paese?', 2017, 'Io e la mia scimmia', 2019, oltre al saggio esoterico 'Chi ha paura del Serpente?', 2015.