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‘Sangue di un popolo’ #GiùLeManiDaSanGennaro

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Il docufilm di Lucilla Parlato, Francesco Andoli, Federico Hermann

Il 5 marzo 2016 migliaia di napoletani scesero in piazza, sul sagrato del duomo, per difendere la laicità della gestione del tesoro di San Gennaro, gestito da 500 anni dall’organismo laico della Deputazione del Tesoro, composta dagli ultimi discendenti dei sedili di Napoli, a causa di un decreto firmato Alfano, che ne avrebbe cambiato la natura, inserendo anche la Curia partenopea nella gestione del tesoro.

Un gruppo di “San Gennariani” e il quotidiano online Identità Insorgenti decisero di convocare i partenopei in piazza per farne una lotta di cultura e identità e migliaia di napoletani risposero all’appello per difendere il loro santo sventolando un fazzoletto bianco, simbolo di laicità.

‘Sangue di un Popolo #giùlemanidasangennaro (il giorno dei fazzoletti)’, il film di Lucilla Parlato, Francesco Andoli e Federico Hermann presentato al Napoli Film Festival 2017, racconta quel giorno attraverso la voce dei protagonisti e la successiva vittoria con il ritiro del decreto da parte dell’allora ministro dell’Interno.

L’ultima parte del docufilm è dedicata alla nuova iconografia del Santo Patrono di Napoli che parte dal murales di Jorit a Forcella per passare attraverso una rapida carrellata agli artisti, artigiani, imprenditori che hanno riletto, con i loro lavori, la figura di San Gennaro in modo innovativo e al passo coi tempi.

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Paco De Renzis

Autore Paco De Renzis

Nato tra le braccia di Partenope e cresciuto alle falde del Vesuvio, inguaribile cinefilo dalla tenera età… per "colpa" delle visioni premature de 'Il Padrino' e della 'Trilogia del Dollaro' di Sergio Leone. Indole e animo partenopeo lo rendono fiero conterraneo di Totò e Troisi come di Francesco Rosi e Paolo Sorrentino. L’unico film che ancora detiene il record per averlo fatto addormentare al cinema è 'Il Signore degli Anelli', ma Tolkien comparendogli in sogno lo ha già perdonato dicendogli che per sua fortuna lui è morto molto tempo prima di vederlo. Da quando scrive della Settima Arte ha come missione la diffusione dei film del passato e "spingere" la gente ad andare al Cinema stimolandone la curiosità attraverso i suoi articoli… ma visto i dati sconfortanti degli incassi negli ultimi anni pare il suo impegno stia avendo esattamente l’effetto contrario. Incurante della povertà dei botteghini, vagamente preoccupato per le sue tasche vuote, imperterrito continua la missione da giornalista pubblicista.