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Praga, il luogo dell’Essere

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Ci sono viaggi che fanno parte del mio essere da sempre. Praga è uno dei luoghi in cui il mio essere viaggia!

Arriviamo con il cielo immerso nelle nubi cariche di neve. È un altro tempo. Le lancette girano in maniera diversa. Lo sento subito. Dall’aereo, guardando i laghi di nuvole circondati da montagne, ho avvertito il cambiamento, il mutare del tempo che già era in atto. Si arriva in un mondo altro. La sensazione è di essere fuori e guardare dentro attraverso vetri appannati. Ci accoglie così, con un vento freddo e piangente neve!

Le giornate sono state scandite dal vento e dalla neve, che diventava acqua quando si posava a terra e sui nostri corpi. Paesaggi irreali creati dall’anima viva di questa città.

Il cimitero ebraico nuovo e il vecchio cristiano, l’uno accanto all’altro condividono la stessa terra. Alberi spogli che proteggono le lapidi, ricordi di chi si era. Una strana nebbia. Sottile. C’è solo all’interno delle mura di questi suoli sacri. Fuori no.

L’orologio  astronomico incastonato nell’axis mundi, che la sera, con il cielo cobalto, ricorda a tutti che qui il tempo scorre diversamente e come tale va misurato.

Il cuore ebraico di Praga, con le sei sinagoghe e il cimitero antico, ti sfiorano. Hanno paura che possano ancora essere distrutti. Che possano ancora soffrire l’ennesimo oltraggio. In quei giorni cadeva il Giorno della Memoria, non me ne ero reso conto. Inconsciamente mi sono ritrovato lì. Il dolore è ancora tangibile! Lo leggi nei nomi che coprono le pareti della sinagoga Pinkas. Lo tocchi osservando, ascoltando la sinagoga Vecchia-Nuova.
Cammino per quelle strade e sento la volontà che ha cercato di cancellare.

Arriviamo al Ponte Carlo. Le statue ci osservano in questa notte di neve. Nero. Più del cielo. Il contatto, il collegamento tra due mondi. Malastrana con i tetti rossi, le strade incastonate tra gli antichi palazzi e le chiese sacre, tra le piazze e le strade dalle mille fughe, e, in alto, il castello e la cattedrale di San Vito e Stare Mesto. Il Ponte che trattiene il male, che sta a custodia della Porta sulla Moldava con i suoi santi. Bruncvík, sulla sponda di Malastrana, sta lì pronto a difendere. Il fiume con le isolette e i ponti che lo puntellano, che, come punti di sutura, cercano di chiudere la ferita aperta del fiume.

Praga è un susseguirsi di aperture, feritoie, anfratti, porte, ponti, spazi che collegano mondi. Spazi costruiti per comunicare e per proteggere.

Praga ha due realtà: una fuori e una dentro. Una per le strade e una negli edifici. Una fuori e una dietro le porte. Una fuori e una dentro la gente. Realtà che vivono separate, che riescono solo a sfiorarsi. Realtà indipendenti, ma che necessitano l’una dell’altra per vivere. Due anime della stessa città che hanno come unico collegamento le persone che le attraversano.

Tanti i teatri. Ho sperato mi si presentasse quello dei Passi Perduti. L’ho immaginato mostrarsi nel diradarsi della nebbia. Ho immaginato quella strana luce che si dice emetta al suo comparire.

Praga dalle mille storie concatenate, concentriche.
Praga dalle mille lacrime, dalle mille metamorfosi.

Praga avvolta perennemente nella nebbia che non vedi. È la sua difesa per non farsi scorgere. Solo pochi possono arrivare ai suoi segreti. Pochi possono vedere al di la della nebbia. La sto osservando, cerco di sfiorarla, di afferrare un lembo del suo vestito. Mi sfugge. C’è sempre una Praga dentro e una fuori, e poi c’è il confine.

Ho accolto dentro di me il suo dolore, la sua gioia, il senso particolare della sua vita. La sua magia, i suoi confini incisi su ogni singola pietra su cui è costruita. Un’immagine di come ho sentito Praga è il mio corpo avvolto da una nebbia densa che creava la mia Praga interiore, lasciandomi scorgere solo pochi e piccoli frammenti della Praga vera, o forse anche questi appartengono a un’ illusione creata dal suo cuore, il Golem del rabbino Lowe che è a sua perenne difesa.

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Autore Fabio Picolli

Fabio Picolli, nato a Napoli nel 1980, da sempre appassionato cultore della conoscenza, dall’araldica alle arti marziali, dalle scienze all’arte, dall’esoterismo alla storia. Laureato in ingegneria aerospaziale all'Università "Federico II" è impiegato come capo reparto in "Leonardo", ex Finmeccanica. Il Viaggio? Beh, è un modo di essere, un modo di vivere!