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L’arte di ascoltare i battiti del cuore, di Jan-Philip Sendker

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L'arte di ascoltare i battiti del cuore, di Jan Philip Sendker

Titolo: L’arte di ascoltare i battiti del cuore
Autore: Jan-Philip Sendker
Editore: Neri Pozza
Collana: Le tavole d’oro
Prezzo: € 17,00

Jan-Philipp Sendker è nato nel 1960 ad Amburgo, ha vissuto negli Stati Uniti dal 1990 al 1995 ed è stato corrispondente in Asia per Stern dal 1995 al 1999.

Do Jan Philip Sendkerpo un secondo soggiorno negli Stati Uniti è tornato in Germania, dove lavora come giornalista per Stern. Vive a Berlino con la sua famiglia.

Nel 2000 ha pubblicato un reportage sulla Cina: ‘Risse in der Grossen Mauer’.

‘L’arte di ascoltare i battiti del cuore’ è il suo primo romanzo. Nel 2007 ha pubblicato il suo secondo romanzo ‘Das Flüstern der Schatten’.

Un viaggio meraviglioso, tra le montagne birmane, nelle case da tè e nei conventi dei monaci buddisti.

Un mondo completamente diverso da quello cui siamo abituati, dove tutto è tranquillo e lento, dove la vita miserabile non è infelicità, dove le priorità sono altre.

Una bella favola d’amore, un universo di sensazioni, dove il cuore si ascolta e l’amore è al di fuori di ogni disabilità.

Julia è una giovane newyorchese segnata dall’inspiegabile ed improvvisa sparizione del padre, Tin Win, avvenuta anni prima. Il casuale ritrovamento da parte della madre di un’intensa lettera dell’uomo in cui traspare un amore puro e totale verso una certa Mi Mi la sconvolge fortemente.

La ragazza decide così di seguire le tracce dei primi vent’anni di vita del genitore recandosi nel suo Paese d’origine per saperne di più di questa donna misteriosa.

In Birmania si imbatte in U ba che l’accompagna per mano in questo mondo a lei ignoto narrandole la storia di suo padre e di Mi Mi.

Attraverso il suo resoconto, Julia apprenderà la storia del piccolo Tin Win, nato cieco ed abbandonato dalla madre perché convinta dall’astrologo che il bimbo è venuto al mondo sotto le avversità delle stelle ed è quindi portatore di sventure, e quella di Mimi, impossibilitata a camminare.

Conoscerà il loro amore, così grande e forte da non aver bisogno di occhi e di gambe per volare e per sentirsi, perché basta ascoltare i battiti del cuore.

La ragazza scoprirà un uomo molto diverso dal celebre avvocato che è stato suo padre negli USA e, pian piano, quasi senza accorgersene, verrà in contatto con la sua interiorità e si innamorerà della Birmania.

Una favola per adulti, l’unione assoluta tra due persone, due invalidità che creeranno un legame inscindibile.

Nel leggere il romanzo ti metti in discussione e, insieme alla protagonista, cominci ad interrogarti anche tu in merito alle priorità della vita.

I nostri sensi amano ingannarci, e gli occhi sono i più ingannevoli di tutti. Ci inducono ad avere troppa fiducia in loro.

Crediamo di vedere quello che c’è intorno, ma quello che percepiamo è solo la superficie.

Dobbiamo imparare a comprendere l’essenza delle cose, la loro sostanza, e per fare questo gli occhi ci sono più d’impedimento che altro.

Ci inducono a distrarci, e noi ci lasciamo abbagliare.

Chi si fida troppo dei propri occhi trascura gli altri sensi, e non intendo solo le orecchie o il naso.

Parlo di quell’organo che è dentro di noi e per il quale non c’è un nome.
Chiamiamolo la bussola del cuore.

Un mondo affascinante che ti avviluppa completamente.

È un libro che ti emoziona senza tuttavia essere sdolcinato. L’autore ha un grandissimo talento, sa toccare le corde del cuore.

È un mondo magico, di sensazioni, di vita semplice, una vita sconosciuta a Julia che, quasi senza rendersene conto, ne rimane completamente affascinate e con lei il lettore.

Imparò che la fantasia conosceva solo i confini che lei stessa le dava.
In quei momenti Mi Mi capì di non essere più sola e che non lo sarebbe stata mai più. Non era un peso. Era necessaria a qualcuno.

Con infinita pazienza Tin Win le insegnò l’arte di ascoltare. Naturalmente l’udito di Mi Mi non era raffinato come il suo. Non imparò mai a sentir battere il cuore, tranne quando gli appoggiava la testa sul petto.

Non imparò nemmeno a riconoscere le libellule dal ronzio, o a distinguere le rane dal loro gracidare, ma apprese a sentire i suoni e le voci con attenzione, non solo a udirli, ma anche a concentrarsi su di essi.

La trama

A Kalaw, una tranquilla città annidata tra le montagne birmane, vi è una piccola casa da tè dall’aspetto modesto, che un ricco viaggiatore occidentale non esiterebbe a giudicare miserabile. Entrando, sulla parete di fronte è possibile scorgere una vetrina con biscotti e dolcetti di riso sui quali si posano mosche a dozzine.

Accanto, un fornello a gas con sopra un bollitore nero di fuliggine con l’acqua per il tè. Negli angoli, cataste di cassette di legno con bottigliette piene di una bibita arancione. Il caldo poi è soffocante, così come gli sguardi degli avventori che scrutano ogni volto a loro poco familiare con fare indagatorio.

Julia Win, giovane newyorchese appena sbarcata a Kalaw, se ne tornerebbe volentieri in America, se un compito ineludibile non la trattenesse lì, in quella piccola sala da tè birmana.

Suo padre, avvocato di successo, marito fedele e genitore integerrimo, è scomparso. Un giorno, semplicemente, non è più rincasato, e nei mesi successivi non ha dato alcuna notizia di sé, nemmeno un breve cenno di commiato. Solo il silenzio più assurdo e crudele.

La polizia ha fatto le sue indagini e tratto le sue conclusioni.
Tin Win, arrivato negli Stati Uniti dalla Birmania con un visto concesso per motivi di studio nel 1942, diventato cittadino americano nel 1959 e poi avvocato newyorchese di grido… un uomo sicuramente dalla doppia vita se le sue tracce si perdono nella capitale del vizio, a Bangkok.

L’atroce sospetto che una simile ricostruzione della vita di suo padre potesse in qualche modo corrispondere al vero si è fatto strada nella mente e nel cuore di Julia fino al giorno in cui sua madre, riordinando la soffitta, non ha trovato una lettera di suo padre.

La lettera era indirizzata a una certa Mi Mi residente a Kalaw, in Birmania, e cominciava con queste struggenti parole:
«Mia amata Mi Mi, sono passati cinquemilaottocentosessantaquattro giorni da quando ho sentito battere il tuo cuore per l’ultima volta».

Una pura, indimenticabile lettera d’amore che ha scosso profondamente Julia. Il desiderio di scoprire i segreti del padre, e magari persino di ritrovarlo, si è fatto così irresistibile che Julia ha deciso di partire immediatamente per Kalaw, quella piccola città annidata tra le montagne, dove tutto ora le appare estraneo: la luce, i profumi, i rumori, le persone.

La giovane figlia di Tin Win non sa ancora che proprio a Kalaw, in quella modesta casa da tè, conoscerà per bocca del più miserabile dei suoi avventori, un vecchio dalla camicia ingiallita e dai sandali di gomma, una storia meravigliosa fatta del destino segnato dalle stelle, di forza della fede, di misteri e saggezza buddhista e di un amore sconfinato…

Romanzo che ci conduce nel cuore segreto della Birmania, ‘L’arte di ascoltare i battiti del cuore’ ha svelato sulla scena letteraria internazionale il talento di Jan-Philipp Sendker.

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