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Consigli pratici per uccidere mia suocera, di Giulio Perrone

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'Consigli pratici per uccidere mia suocera', Giulio Perrone


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Titolo: Consigli pratici per uccidere mia suocera
Autore: Giulio Perrone
Editore: Rizzoli
Collana: Narrativa Italiana
Prezzo: €18,00

Giulio Perrone
Vive a Roma, dove nel 2005 ha fondato la casa editrice che porta il suo nome. Con Rizzoli ha pubblicato ‘L’esatto contrario’ (2015) e ‘Consigli pratici per uccidere mia suocera’ (2017).

A dispetto Giulio Perronedel titolo ‘Consigli pratici per uccidere mia suocera’, non si tratta di un manuale con le istruzioni per liberarsi della scomoda presenza, quasi per tutti, della suocera, bensì di un libro ironico, che tratteggia con penna sapiente e leggerezza, la figura di un quarantenne tipico dei nostri tempi, insicuro, che si lascia trasportare dalla corrente, che non si vuole impegnare, che non vuole e non sa scegliere, il classico Peter Pan, un uomo che non si decide mai a crescere.

Siamo nella Roma di San Lorenzo, bella e popolare.
Leo è un uomo diviso tra due donne, convive con Annalisa, una venticinquenne neo laureata, ed ha per amante l’ex moglie Marta.
Sì l’ex moglie, colei che tradiva proprio con Annalisa, la cosiddetta donna con gli attributi, risoluta e forte, con cui condivideva il sogno di aprire un caffè letterario, che, inspiegabilmente, accetta il ruolo di amante, non si capisce per quale motivo.

È costretto, con improbabili bugie, a barcamenarsi tra le due donne, una madre assente ed un padre tornato dal passato, un sognatore completamente inaffidabile ed incosciente, che racconta di essere stato la controfigura di Dustin Hoffman ne ‘Il laureato’, che continua a metterlo nei pasticci, con malavitosi di mezza tacca che Leo si ritrova in casa.

Sento vibrare la tasca sinistra dei jeans. Guardo il display e la cronologia dice quattro chiamate non risposte e tre messaggi.
“Che cazzo”, penso, “non si può mai stare tranquilli”.

La prima chiamata è di Annalisa e in un attimo mi rendo conto di essere un coglione. Dopo quello stupido messaggio mandato per tamponare un po’ la situazione non l’ho più chiamata. Che cosa avrei potuto dirle d’altronde? Contrapporre cosa alla sua legittima felicità?

Le altre tre sono di un numero che non conosco, quasi sicuramente Marta. Oppure mio padre? L’alternativa in fondo potrebbe essere peggiore, perché ho imparato negli anni che i numeri sconosciuti possono appartenere solo a tre categorie.

Uno: il classico call center a Tirana che vuole proporti una straordinaria offerta per cambiare operatore. Due: un amico che non senti da un millennio (e ci sarà un motivo) che vuole salutarti e raccontarti di come è felice e realizzato. Tre: qualcuno che vuole soldi a vario titolo.

Passo quindi saggiamente ai messaggi convinto che siano una serie di parole gentili, leggere, ma con qualche piccolo rimprovero di Annalisa.
Ci avrà pensato e ripensato, prima di mandarmeli.

È sempre convinta che io, da buon lettore professionista, da buon appassionato di libri, pesi sempre ogni minima parola di quello che mi capita di leggere.
Sbaglia.

Comunque, a sorpresa, solo il primo è suo.

Non è che sul lavoro le cose vanno meglio, Leo è impiegato nella casa editrice di Enea Ranieri Malvosi.

L’editore tormenta i suoi dipendenti con vari espedienti, devono trovargli la soluzione al suo libro noioso che nessuno mai leggerà, appunto Come uccidere la suocera, li assilla su WhatsApp, con riunioni, messaggi minacce non tanto velate. Chi troverà la soluzione sarà premiato, gli altri saranno licenziati.

La situazione del povero Leo è disperata, pressato com’è da tutte le parti. Dovrà pur reagire e finalmente crescere e decidere.

È un libro simpatico, ironico ma intelligente, si legge velocemente, ti strappa più di un sorriso, ma allo stesso tempo è un fotogramma dei nostri tempi.

Leo è uno dei tantissimi uomini che non vogliono essere principi azzurri, che non sanno prendersi i loro sogni e realizzarli e non sanno decidere nemmeno quale donna amare, perché amare è un impegno.

La trama
Leo era sposato con Marta – seducente, comprensiva, i piedi ben piantati per terra – e con lei aveva un sogno, aprire una libreria. Poi ha conosciuto Annalisa – tenerissima, vitale, lo sguardo sempre rivolto al futuro – e ha mandato all’aria il suo matrimonio, iniziando con lei una nuova vita che sembrava finalmente appagarlo. Ma mettere radici non è il suo forte, tantomeno fare scelte definitive e impegnarsi troppo a lungo in qualcosa. Lo sa chiaramente, eppure non riesce a essere diverso.

Così ha sentito Marta al telefono, si sono rivisti, hanno fatto l’amore, e adesso Leo si ritrova nella paradossale situazione di avere come amante… la propria ex moglie. Dividersi tra due donne che ti vogliono per sé e che si odiano può essere eccitante, ma alla lunga diventa una discesa infernale tra bugie, scuse improbabili, sensi di colpa e la consapevolezza di stare rimandando, insieme alle decisioni importanti, anche la possibilità di realizzare i propri sogni.

Per Leo è arrivato il momento di scegliere – già, ma quale delle due? – e di certo non lo aiuta avere come unici modelli un padre che ha il vizietto del gioco e racconta d’essere stato la controfigura di Dustin Hoffman nel Laureato, e un datore di lavoro che lo assilla per sapere in che modo eliminare la propria suocera…

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