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Allah, san Gennaro e i tre Kamikaze, di Pino Imperatore

1949
'Allah, san Gennaro e i tre kamikaze' di Pino Aprile


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Titolo: Allah, san Gennaro e i tre Kamikaze
Autore: Pino Imperatore
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Prezzo: € 17,50

Nato a Milano da genitori emigranti napoletani, vive ad Aversa, in provincia di Caserta, e lavora a Napoli. Nel 2001 ha ideato e fondato il Laboratorio di scrittura comica e umoristica “Achille Campanile”.

Pino ImperatoreDal 2005 è responsabile della sezione Scrittura Comica del Premio “Massimo Troisi”.

Il suo romanzo ‘Benvenuti in casa Esposito. Un nuovo anno tragicomico’, Giunti 2012, ha scalato le classifiche grazie al passaparola e ha ottenuto riconoscimenti nei premi “Città di Latiano”, “Umberto Domina” e “Giancarlo Siani”.

A questo libro si aggiungono ‘Benvenuti in casa Esposito. Le avventure tragicomiche di una famiglia camorrista’, Giunti 2012, ‘De vulgari cazzimma. I mille volti della bastardaggine’, Cento Autori 2014, ‘Questa scuola non è un albergo’, Giunti 2015, ‘Capita solo a Napoli’, Mondadori, 2014, ‘Allah, san Gennaro e i tre kamikaze’, Mondadori, 2017.

Pino Imperatore affronta, con leggerezza, ironia sferzante ed umorismo intelligente il terribile e quanto mai attuale tema dell’integrazione e dell’odio.

Ti fa sì sorridere ma ti pone davanti ai motivi più nascosti, facendoti riflettere amaramente. In alcuni punti ci sono bombe ma di risate, nel raccontare con amore, le tante sfaccettature di Napoli, una città che con i suoi chiaroscuri riesce ad incantare anche i tre ragazzi del romanzo.

Ma veniamo alla storia.

Feisal, Amira e Salim sono tre giovani che sono stati formati in un campo di addestramento jihadista, per immolarsi come kamikaze.

Il loro addestratore detto “Il Macellaio”, comunica loro che è arrivato il momento tanto atteso, devono trasferirsi in Europa, a Napoli, dove si immoleranno in un triplice attentato.

Salim, il capo missione, è il più fanatico, Amira la più temibile, arrabbiata che ha perso tutta la famiglia per colpa dei bombardamenti occidentali, Feisal è il primo kamikaze raccomandato della storia.

I ragazzi arrivano nella città partenopea ed il primo approccio con essa è tramite l’incontro con “’O Volpacchiotto”, un sensale imbroglione che subaffitta loro un appartamento in un palazzo fatiscente infestato dagli scarafaggi in un quartiere non proprio bene.

Ma voi credete che i protagonisti del romanzo siano i tre ragazzi?
No, affatto. Napoli contende loro spazio a grandi gomitate, è la città stessa a decidere le sorti della storia. Metterà a dura prova le convinzioni dei tre aspiranti kamikaze.

I tre giovani si dividono le zone della città da esplorare.
Feisal si occuperà delle chiese e dei monumenti, Salim dei mezzi di trasporto, Amira di luoghi di aggregazione come locali ed università.

Feisal incontrerà san Gennaro e l’amore di Napoli per il suo patrono, si lascerà incantare dai monumenti più famosi e comincerà una collezione di santini che andrà a prendere di chiesa in chiesa in tutta la città, finendo con l’adottare Mustafà, il gatto del quartiere, che poi porterà con sé.

Amira incontrerà l’amore con Matteo, uno studente del Professor De Bottis, uno studioso di integrazione islamica, che la capirà e le aprirà nuovi orizzonti di vita e non di morte.

Salim, nei suoi viaggi sui mezzi di trasporto, avrà incontri ravvicinati con il popolo napoletano e soprattutto con un uomo non vedente, che, con la sua grande sensibilità, legge l’animo del ragazzo e gli dice che la città non merita altro male, perché ne già ne ha avuto tanto.
E poi l’attacco del gabbiano, “Il pizzicatore”…

Ogni sera i ragazzi tornano al covo per raccontarsi cosa hanno scoperto nel corso del loro tour quotidiano, ma ognuno tiene per sé le proprie scoperte e disavventure, in quanto, giorno per giorno, quasi senza accorgersene, cominciano a cambiare atteggiamento verso la città e soprattutto le loro convinzioni vacillano.

Salim tracciò un bilancio delle ultime settimane e si autoassolse dall’accusa di essere un portatore insano di pressappochismo.

Per le manchevolezze e gli errori a catena di cui si era reso interprete gettò tutta la colpa su Napoli, sui napoletani, sull’Occidente, sugli infedeli e sui gabbiani. Amira aveva i nervi a fior di pelle.

La spedizione stava assumendo i contorni di un ridicolo fallimento e Salim ne era il principale colpevole.

Napoli li accoglie, come ospita tutti, è una città forse senza regole, ma i suoi abitanti hanno un sorriso per chiunque, anche per loro.

La città partenopea è difficile e contraddittoria, ma, nel corso della narrazione, cambierà profondamente i tre ragazzi, li porrà davanti a delle domande, metterà in crisi le loro certezze e le loro motivazioni e li porterà a scegliere la vita.

È un romanzo di pace, di ricerca della verità e delle motivazioni di fondo. Io l’ho trovato divertente, piacevole e profondo.

Lo stesso Imperatore nella postfazione dice:

In ultimo, una speranza: che ‘Allah, san Gennaro e i tre Kamikaze’ venga citato e ricordato come un libro di pace. L’ho scritto con questa intenzione. Chi desidera la morte propria e quella altrui, anche se mossa da una “giusta causa” è, sempre nel torto. È sempre perdente.

La trama

I mesi di addestramento sono stati durissimi. Ma adesso per Salim, Feisal e Amira il momento tanto atteso è arrivato. Il terribile Macellaio, l’uomo che li ha formati, che li ha resi degli invincibili guerriglieri, sta per comunicare il luogo dove andranno a compiere la loro santa missione. L’attesa è spasmodica. Finalmente l’obiettivo è svelato: Europa, Italia, Napoli.

Napoli? Perché proprio Napoli? Così, i tre giovani aspiranti terroristi si trovano a dover organizzare un attentato in una delle città più affascinanti e imprevedibili del mondo. Il primo passo è cercare un covo.

In loro soccorso arriva Sament detto ‘o Volpacchiotto, mediatore immobiliare poco autorizzato, che in una virtuosistica catena di subaffitti dà loro in locazione un appartamento disastrato, già sede operativa di un’efferata e organizzatissima colonia di blatte, poco incline ad accogliere benevolmente gli intrusi.

I tre giovani non si lasciano scoraggiare e si suddividono le aree di competenza, per individuare obiettivi sensibili. Salim si occuperà dei mezzi di trasporto: stazioni ferroviarie, metropolitane, traghetti. Feisal passerà in rassegna musei, chiese e monumenti, mentre ad Amira toccherà il compito apparentemente più semplice: bazzicare i locali della movida e osservare le abitudini dei residenti e dei turisti.

Una volta fissati gli obiettivi, agiranno insieme.

Ma i tre hanno sottovalutato Napoli, che manda sistematicamente a monte i loro piani: scioperi improvvisi, tifosi inviperiti, gabbiani prepotenti, vicine di casa procaci quanto disinibite, filosofi da metrò e, su tutto, le prodigiose liquefazioni del sangue di san Gennaro.

Sotto il tiro incrociato delle bellezze artistiche e di un’umanità fantasiosa, bizzarra e piena di calore, riusciranno Salim, Feisal e Amira a rimanere fedeli alla loro missione? O Napoli, con la sua storia e i suoi abitanti, scioglierà il ghiaccio dei loro cuori?

All’ombra del Vesuvio, tra il Maschio Angioino, la Cappella Sansevero e le isole del Golfo, in uno scenario impareggiabile che Pino Imperatore evoca con maestria, un romanzo coraggioso e attuale, una commedia divertente e dissacrante che racconta l’importanza dell’integrazione e della tolleranza, contrapponendo al fanatismo e all’odio le armi irrinunciabili dell’umorismo e dell’ironia.

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