‘I vivi e i morti’, di Andrea Gentile

‘I vivi e i morti’, di Andrea Gentile

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'I vivi e i morti' di Andrea Gentile


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Titolo: I vivi e i morti
Autore: Andrea Gentile
ISBN: 978-88-7521-903-1
Anno pubblicazione: 2018
Edizione: Minumum Fax
Prezzo di copertina: €18,00
Pagine: 549

Fare l’arte è venire al buio. E se fai l’arte devi vivere come un relitto. Bisogna andare nel deserto.
Vedere se anche in una landa incolta non si può vivere, respirare, esistere, volere e fare sinceramente il bene, e dormire di notte e sognare. La voce si avverte solo nel punto che muore.

Capita, a volte, di incappare in un libro talmente potente da non poter essere taciuto. Perché nei libri, quelli con la “L” maiuscola, ti ci imbatti, non li cerchi ed irrompono all’improvviso, lasciandoti un segno indelebile che non dimenticherai mai.

L’ultima volta era capitato quando lessi ‘Il tempo materiale’ di Giorgio Vasta, Minimum fax, capace di scuoterti e lasciarti ore a pensare su come sia possibile che una storia ti tocchi in maniera così viscerale, nel tuo intimo. Perché se vogliamo pensarci un po’ su, leggere un libro è un po’ come conoscere delle persone nuove. E come le persone ognuno porta dentro di sé storie, vite, tragedie, personaggi di cui tu non sai nulla finché quella persona non vorrà raccontartele.

E se vi fermate ad ascoltare le storie di questo libro, vi assicuro che non ve ne pentirete. ‘I vivi e i morti’ di Andrea Gentile, Minimum fax, è tra le cose più belle che vi capiterà mai di leggere. Forse è una esagerazione. Forse. O forse no. Nulla è sbagliato in questo libro, a partire dalla copertina che ritrae un uomo con una maschera di cervo, ispirata a quelle del carnevale di Mamoiada, disegnata in pieno stile Frank Miller, in rosso sangue e nera come la notte.

Tutto si svolge in un profondo e remoto Sud Italia immaginario, a Masserie di Cristo, lungo le pendici del monte Capraro. Tebaldo costringe la piccola figlia Italia ad ucciderlo, e la madre la punisce rinchiudendola in una cantina, la giovane Assuntina è scomparsa, e tutto il villaggio non si dà pace.

Il romanzo parte da qui e ci catapulta e trasporta passo dopo passo in un immaginario cupo, tetro, gotico. La terra è assoluta protagonista, il mondo è quello magico descritto nei saggi da Enrico de Martino. Magia, tradizione, religione tutto si fonde e poi si annulla. Non c’è mai luce nel romanzo di Gentile, tutto è tenebre. Non c’è spazio per la luce.

Gli stessi personaggi sono modellati attraverso buio e giochi d’ombre, le anime di tutti gli abitanti di Masserie di Cristo sono nere come la pece, legati alla terra e a tutte le privazioni che un uomo può o non può immaginare.

Qui le torture degli esseri umani fanno parte delle legge, che è legge dell’uomo ma anche di Dio. Compare raramente uno spiraglio di quella che noi chiamiamo umanità, ma repressa immediatamente dopo. I morti sono attori comprimari forse protagonisti più dei vivi, rifacendosi a quella letteratura sud americana da cui prende liberamente ispirazione a piene mani Gentile, come il ‘Pedro Paramo’ di Rulfo, ma staccandosene e prendendo un percorso proprio.

Tutto è principio e fine, e diventa ciclico come la vita e la morte, ambientato in un tempo sospeso che non viene quasi mai percepito, come in un mondo onirico gaimaniano.
La visione e la realtà, tutto è confuso e si fonde. La scrittura di Gentile è rapida e cruda, non c’è spazio per la banalità, ma allo stesso tempo è scorrevole e coinvolgente.

‘I vivi e i morti’ è un romanzo potente, originale che scava, senza curarsi della sensibilità di chi legge, nella vera natura dell’uomo e che ci ricorda da dove veniamo, e soprattutto chi siamo sotto la maschera che indossiamo, di qualsiasi Dio egli sia e che non c’è mai, mai redenzione dai nostri peccati.

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Marco Trotta

Autore Marco Trotta

Marco Trotta è nato a Napoli nel 1981. Laureato in Conservazione dei Beni Culturali con indirizzo Storico-Artistico alla S.U.N. con una tesi sul restauro del Duomo di Napoli. Ha conseguito un master regionale di “Rilievo architettonico per i Beni Culturali”. Restauratore di beni culturali e poi catalogatore per la Soprintendenza di Caserta. Attualmente è anche redattore per Campaniarock.it e per la prestigiosa Art apart of culture.