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E saprai di me

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Adesso che sei distante dalla materialità del mio corpo, riscopro l’intensità della “Luce” del tuo spirito, della tua essenza.

Non ho mai osato scrivere di te; eppure, in questi momenti in cui non ti vedo girare tra le mie cose, avverto la necessità spirituale di parlarti.
Socchiudo gli occhi e d’improvviso, rivedo l’immagine della mia “origine” nel tuo sguardo di bambino. Avverto la genuinità della radice familiare che ti ho trasmesso, avvalorata dal soffio delicato dell’Amore.
L’assenza momentanea della tua voce mi conduce al silenzio e, da esso, ricomincio a percorrere il mio vissuto all’incontrario, diretto verso quell’Origine da cui provieni e a cui inevitabilmente… ritornerai.

Scoprirai, nel corso del tempo, che il dolore è l’unico “amico” sincero che non ti mente mai. Cercherai in tutti i modi di tenertene lontano, ma ad un certo punto, l’accoglierai e, con esso, assaporerai la primizia della “gioia” che egli stesso ti offre in segno di riconoscenza.

Lentamente, percepirai i cambiamenti naturali del tuo giovane corpo e ne scoprirai le potenzialità. In perfetta altalenanza, nel criptico equilibrio dei perpetui contrapposti, ti sentirai padrone e schiavo di questo mondo: figlio obbediente e imperatore dispotico, fin quando, nella maturità dello spirito che ti accompagna dai tuoi primi vagiti, ti renderai conto che nello sguardo dell’altro, in un mutevole, cangiante ed autentico sentimento, ritroverai la parte segreta di te, legata a quell’origine da cui, per tutto o per niente, ti eri allontanato, accantonandone il valore.

Persone che ti hanno apparentemente amato ti si rivolteranno contro; chi ti avrà odiato, per superbia o mera invidia, potrà cambiare idea: tu, giovane futuro uomo, non fidarti né degli uni né degli altri: aggrappati al tuo intuito e ascolta la voce profonda del tuo essere, perché è attraverso di essa che Dio ti parla.

Ci saranno giorni in cui crederai di sapere tutto e ti opporrai con estrema forza a me: fallo, purché tu sia convinto, nel bene e nel male, che ciò che stai facendo sia giusto; abbi però, nel contempo, l’umile saggezza di imparare a comprendere le ragioni spirituali di chi hai di fronte.

Vivrai momenti in cui ti sembrerà di non aver bisogno di me; o di non averne in realtà mai avuto: stai attento a queste cadute dello spirito, possono trascinarti in tenebre interiori da cui è difficile venir fuori.
Per tutta la tua permanenza in questo mondo fisico, cerca a tutti i costi di restare agganciato alla purezza della tua Origine spirituale: soltanto Lei ti condurrà dall’inizio alla fine, alla riscoperta della tua “Luce Divina”.

Non esistono istruzioni d’uso nel cammino di un uomo verso il proprio divenire: ma soltanto la consapevole continua ricerca di sé stesso, in mezzo a tanta chiassosa moltitudine umana.

Quando ti sentirai solo, non temere la paura, ma abbi l’ostinato e caparbio coraggio di guardarla in faccia: sarai tu la sua “Gorgona” e, così facendo, ne paralizzerai l’operato ed i conseguenti indesiderati effetti.

Durante il tuo ciclo vitale, penserai diverse volte di buttarla in malora questa vita: non ascoltare quella voce! È la subdola ed insidiosa “Signora Disperazione” che, come un canto di sirena, cerca di scaraventarti in un baratro oscuro, simile ad un ventre sterile, privo di vita, privo di “Luce”.

E quando le lacrime ti inumidiranno gli occhi, bagnando il tuo viso, segnandone i primi solchi di maturità, lascia che il sorriso della tua donna ti conforti, restituendoti alla purezza del tuo spirito.

Allontanati dai falsi idoli e cerca di non perdere mai la tua direzione: se seguirai il tuo istinto, ti salverai ogni volta.

Quando poi, i tuoi anni futuri combaceranno con i miei anni di adesso e magari ti girerò intorno in una “nuova forma”, non pensare a me con nostalgica malinconia, ma con certezza della mia esistenza nel tuo stesso spirito.

Non ti serviranno parole, né immagini, ma soltanto il silenzio del tuo respiro: lì, attraverso un fruscio di vento, mi troverai nuovamente.

Se ciò, ti comporterà la nascita di una flebile lacrima di dolore, non temere: se respirerai a fondo ed in profonda intimità con te stesso, vi scorgerai dentro il calore del mio sorriso.

E, soltanto allora, proprio in quel tempo così “ingannevolmente”, lontano e distante, che per la prima volta, saprai di me.

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Autore Antonio Masullo

Antonio Masullo, giornalista pubblicista, avvocato penalista ed esperto in telecomunicazioni, vive e lavora a Napoli. Autore di quattro romanzi, "Solo di passaggio", "Namastè", "Il diario di Alma" e "Shoah - La cintura del Male".