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Cardito – Sanità finisce 0-2

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Altra sconfitta per il Cardito

Solita storia: crea tanto, concretizza zero

CARDITO. Tante occasioni create dal Cardito, poche quelle del Sanità ma, a fine gara, sul tabellino dei marcatori è il Sanità a far scrivere due dei suoi giocatori, mentre per i gialloblu alla voce reti bisogna scrivere un rotondo zero. Finisce con un’altra sconfitta per il Cardito che paga, ancora una volta, la lunga lista degli infortunati e la poca, pochissima cattiveria dei suoi giocatori sotto porta.

Il tabellino
Cardito-Sanità 0-2

Cardito
Credendino, Fusco, Palmieri (30’ st Prisco), Brianese A., Ambrosio A., Salzano, Romano (25’ pt Russo), Olivieri, Leone, Chioccarelli, Vastarella (35’ st Granata). All. Dello Margio.
Sanità
Tallarino, Pelorusso, Giuliano, Mazzone, Bevilacqua, Fabozzi, Arno (25’ st Formato), Piscopo (35’ st Marsiglia), Di Giovanni (48’ st Pezzella), Savarese, Mango. All. Cuomo.

Arbitro: Manzone di Napoli.
Reti: 10’ pt Savarese, 45’ st Di Giovanni.
Note: espulso Ambrosio al 38’ st per fallo da ultimo e Mango al 40’ st per fallo di reazione.

La classifica e i risultati costringono il Cardito a rivedere gli obiettivi stagionali. La squadra del patron Rubino, nonostante gli innumerevoli sforzi e il buon gioco mostrato, proprio non riesce a raccogliere quanto meriterebbe. Anche contro il Sanità i gialloblu fanno una buona gara, gli avversari costruiscono davvero poco. Ma il loro cinismo a fine gara consegna nelle loro di tasche la vittoria. Mentre al Cardito non resta che un taccuino zeppo di occasioni sciupate.

Doccia fredda Al via il team di Dello Margio parte con una marcia in più e ci prova subito con Chioccarelli, ma la palla va alta. Dopo 10’ arriva il gol del Sanità come una doccia gelata: lancio dalla trequarti, il difensore Savarese si fa trovare lì avanti e, indisturbato, batte Credendino sul palo più lontano.

Reazione inoffensiva I gialloblu reagiscono immediatamente. Ma senza cattiveria. La foga del Cardito non riesce ad abbattere il muro alzato dalla difesa degli ospiti che, dopo il gol, mettono su un vero e proprio fortino. Leone e Romano ci provano con conclusioni dal limite dell’area ma vanno tutte fuori. Al 25’ altra tegola per il Cardito. L’infermeria continua a riempirsi. Il centrocampista Romano infatti è costretto a uscire dal campo per infortunio, un fastidio muscolare a causa della pubalgia. Da valutare i danni e le tempistiche, ma sicuramente non una sciocchezza. Dello Margio, sconsolato per l’ennesimo infortunio, lo sostituisce con Russo.

Ripresa, la storia non cambia Nel secondo tempo il Cardito continua a costruire azioni in avanti, il Sanità si difende bene e si rende pericoloso in contropiede. Al 38’ altro episodio che condiziona il Cardito: l’undici gialloblu diventa un dieci per l’espulsione di D’Ambrosio, costretto a fare fallo da ultimo uomo su un giocatore del Sanità lanciato a porta. Nell’occasione proteste dei gialloblu perché l’azione di contropiede da parte degli avversari era stata viziata da un’irregolarità (il pallone era andato fuori). 1’ dopo il nervosismo dei carditesi aumenta per un presunto calcio di rigore per un fallo di Talarino su Granata, lanciato da Brianese Pio). Nell’occasione il direttore di gara concede solo l’angolo. Nervosi, i ragazzi di Dello Margio non riescono a impiegare le ultime forze per un disperato tentativo di agguantare almeno il pari e, nel finale, subiscono la rete del definitivo ko con Di Giovanni, su assist di Formato.

Gerardo Rubino
Il presidente del Cardito Calcio Gerardo Rubino

Le voci A fine gara si registra di nuovo l’amarezza del patron gialloblu, Gerardo Rubino: «La lunga serie di infortuni continua. Si è aggiunto anche quello di Romano, non ci voleva. E purtroppo non recupereremo nessuno a breve. Siamo dispiaciuti di non avere a disposizione tutti gli uomini che volevamo per fare bene in questo campionato. E’ difficile per mister Dello Margio doversi inventare una formazione ogni settimana. Mancano le pedine ed è costretto a dover cucire addosso a quelle che abbiamo ruoli che spesso non sono tagliati per loro. C’è il rammarico di non poter dimostrare le nostre potenzialità. La classifica recita 9 punti ma è bugiarda sia per quello che abbiamo mostrato sia e soprattutto per quello che avremmo potuto mostrare. Ciò che possiamo fare ora è cercare di migliorare la nostra vena realizzativa. Costruiamo molto e realizziamo poco». Nell’infermeria non si possono fare miracoli, ma sull’essere più cattivi e determinati lì avanti sì, forse su quello si può lavorare.

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