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Cacciari: Green Pass: discriminazioni intollerabili verso i lavoratori

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Massimo Cacciari


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Lo spiraglio del filosofo veneziano, nell’intervista a ExPartibus: ‘Ci sono le forze per fermare la deriva’

Nelle ultime ore una delle voci che si è levata in modo netto e deciso contro le restrizioni legate al Green Pass volute dal Governo italiano è stata quella del filosofo Massimo Cacciari.

Prima in una lettera scritta congiuntamente a Giorgio Agamben, poi con un intervento su ‘La Stampa’, ha denunciato una deriva antidemocratica nelle limitazioni delle libertà personali, ma soprattutto nel creare delle discriminazioni nei confronti dei non vaccinati.

Un discorso che va specialmente nella direzione del diritto di scelta che ogni cittadino dovrebbe avere.

Posizione attorno alla quale si sono create polemiche ma anche reazioni di plauso.

Abbiamo contattato il Prof. Cacciari per un’intervista, per approfondire alcuni aspetti delle sue posizioni in merito.

Assieme al Professor Giorgio Agamben ha denunciato una tendenza discriminatoria in corso. A questa regola non è sfuggito nemmeno lei. Un altro sintomo della deriva anti-democratica di cui parlava?

Le reazioni al mio testo con Agamben non mi hanno affatto stupito. Mi hanno stupito le centinaia di mail a sostegno delle mie posizioni che ho ricevuto (e quasi nessuna contraria) – non esistendo sui social (è un bel test: la differenza tra chi scrive mail, cioè ancora lettere, e chi fa battute tipo I like…).

Una delle questioni che pone circa le restrizioni legate al Green Pass è di natura giuridica. Fa chiaramente riferimento al Regolamento (UE) 2021/953. Perché secondo lei si rinuncia praticamente ad impugnare il DL 105/2021 nelle sedi opportune?

Perché ormai è lo stato di emergenza, malgrado nulla lo ancori alla Costituzione. L’art. 16 come ho spiegato su ‘La Stampa’ pone precise questioni in merito alla “dignità della persona” – che significa? Che la persona può essere costretta di fatto a un trattamento sanitario?

Molte reazioni di rigetto delle sue ipotesi arrivano anche dalla gente comune, che, paradossalmente, sembra sempre meno sensibile alle tematiche che riguardano le libertà personali. Secondo lei, il decadimento delle forme democratiche in Italia può essere favorito dalle caratteristiche culturali di un Paese che si sta dimostrando più propenso a scendere in piazza per una partita di calcio che per i propri diritti?

Tra la gente cosiddetta comune vi è anche chi sostiene l’illegittimità sostanziale del Green Pass – ma non importa.
La politica da anni fa leva sulle paure e angosce della gente. Più è debole più “assicura” paternalisticamente.
Ogni fazione politica ha la sua paura da coltivare. E naturalmente le “passioni plebee” non possono essere toccate…

I cittadini, ma non solo. Le spinte illiberali spesso trovano terreno fertile in diversi strati della società. La gente, ma anche le élite. Lei è uno dei pochissimi intellettuali che in Italia hanno preso posizione, in modo anche autonomo e isolato, contro le restrizioni collegate al Green Pass. Anzi, molti “pensatori” si sono affrettati ad attaccarla. Può essere anche questa incapacità di fare opinione, di far “camminare le idee” una delle cause della deriva anti-democratica?

Diciamo che vi è anche una certa differenza tra “i pensatori”, no? Io mi trovo benissimo in compagnia di persone come Giorgio Agamben… comunque, le assicuro, che sono molti altri vicini, magari ovviamente con dei distinguo, alle posizioni da noi due sostenute – provi a chiedere a Gianni Vattimo o a Franco Cardini…

Da docente, il Governo “minaccia” di trasferire gli insegnanti che rifiutano la vaccinazione. Questo apre un altro fronte, quelle delle possibili discriminazioni nei confronti dei lavoratori, di cui molto si sta parlando in questo momento. Qual è la sua posizione?

Ritenendo il Green Pass politicamente pericoloso, ne consegue che forme di discriminazione di questo tipo mi appaiono ancora più intollerabili.

Dicevamo della tendenza a denigrare, anche con toni forti, chi la pensa diversamente sulla vaccinazione. Premi Nobel etichettati come anziani con l’Alzheimer. Di recente sono molto frequenti gli interventi di psicologi e psichiatri che stanno cominciando ad ipotizzare meccanismi di negazione nei confronti di chi decide di non vaccinarsi. Quanto ritiene sia possibile una svolta verso l’opposizione come malattia mentale, così come denunciato dal dissidente sovietico Vladimir Konstantinovič Bukovskij per la ex Unione Sovietica, realtà che lei stesso cita?

Quando arriveremo a questo, non staremo neppure più qui a raccontarcela… Vi è ancora tutto lo spazio e vi sono tutte le forze per fermare la deriva.

Non crede che in questo particolare momento storico, ci possa essere la necessità di creare un movimento trasversale ed apolitico, per la difesa delle libertà in un Paese che anche in altri settori, come per la libertà di stampa, è agli ultimi posti in termini di processi democratici?

Sì, lo credo – basta non pensare di istituzionalizzarlo e bloccarlo nella vecchia forma dei partiti…

Dato che il Green Pass diviene indispensabile per una serie di attività che rientrano nel quotidiano, si sono registrate non solo molte disdette di prenotazioni in hotel da parte di turisti, con quello che immaginiamo essere il collasso definitivo dell’economia italiana, ma quei pochi eventi culturali di spessore ancora in piedi, come spettacoli teatrali, concerti, presentazioni libri, mostre, rischiano di andare deserti se non saltare del tutto. Tanti artisti continuano a ribadire che la cura allo sconquasso creato dalla pandemia è da ricercarsi nell’Arte. Nella stanza dei bottoni prevale “cecità” o “lungimiranza”? Cosa si sente di suggerire in questo contesto?

Tutti i settori dell’attività culturale sono stati brutalmente penalizzati rispetto ad altri. Ciò la dice lunga sul livello intellettuale della nostra politica.

Nei musei, nei teatri, nei cinema ecc. è evidente che ci si infetti di più che negli stadi o nei ristoranti… ma la risposta è stata debole, perché le strutture sono state garantite finanziariamente – sono gli artisti a non esserlo…

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Autore Pietro Riccio

Pietro Riccio, esperto e docente di comunicazione, marketing ed informatica, giornalista pubblicista, scrittore. Direttore Responsabile del quotidiano online Ex Partibus, ha pubblicato l'opera di narrativa "Eternità diverse", editore Vittorio Pironti, e il saggio "L'infinita metafisica corrispondenza degli opposti", Prospero editore.