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Aldilà o Aldiquà?

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Aldilà o Aldiquà?


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Vale la pena torturarsi tanto?

Mi hanno chiesto:

Ma tu non ti poni mai domande sulla vita dopo la vita? Non te ne sento mai parlare!

Come tutti, da sempre, mi sono fatto molti interrogativi al proposito, fino a quando ho capito che serve a ben poco e che, per quanto ricerchi, la mente non sarà mai pienamente soddisfatta delle risposte che si possono trovare.

I dubbi sono sempre in agguato e, alla prima cosa storta, tornano imperterriti a riportarti sulle ripetitive domande di sempre.

Come sarà la vita dopo la vita? Cosa troveremo, o non troveremo, nell’aldilà?

E intanto ci perdiamo l’aldiquà!

Ricordo una risposta del Buddha a chi continuava a tormentarlo chiedendogli di parlare delle questioni ultraterrene:

Avete tanti veleni mentali, come l’odio, il rancore, l’attaccamento, da risolvere ora, in questa vita, ma continuate a chiedere delle vite passate e delle vite future.

Fate come quel tale che, dopo essere stato morso da un serpente velenoso andò dal dottore e, anziché chiedere velocemente un antidoto, per potersi salvare la vita, interrogò il medico per sapere, secondo lui, se il serpente fosse sposato, se avesse figli, amici e nipoti.

Vi serve un antidoto, qui, ora, adesso, per superare l’egocentrismo, la rabbia, i conflitti e per ottenere finalmente una mente quieta, ma continuate a cercare risposte che non vi daranno mai una vera pace.

Chiedetevi come vincere gli stati mentali negativi, adesso, in questo momento, poiché avete bisogno di un antidoto che combatta i vostri veleni interiori ora, e occupatevi dell’aldilà quando lo sperimenterete in prima persona.

Ci sono migliaia di teorie sull’aldilà, nel mondo, ed ognuna che pretende di essere quella giusta. Senza una sperimentazione diretta la mente non sarà mai appagata.

Forse che dicendo il nome di una pietanza vi sentiate già pieni e senza la necessità di calmare la fame?

Quando sarà il momento sperimenterò.

Fino ad allora le migliaia di ipotesi e di teorie incontrate mi sono servite solo per creare ancora più prurito alla mia mente, e io non voglio grattarla fino a farla sanguinare.

Ho un aldiquà di cui dovermi occupare.

Un aldiquà con tanti problemi da risolvere, quindi non vedo perché dovrei aggiungerne altri lavorando di fantasia.

Ho fiducia nell’eternità, poiché credo nel detto:

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma

e come quando perdi qualcosa e non trovandola ti dici:

sarà pure da qualche parte, accidenti!

allo stesso modo, per dirla con De Crescenzo, quando giungerà il mio momento finirò pure da qualche parte, mica si può sparire così, no?

Prima di allora ho molte cose da sbrigare qui, adesso, ora, occupandomi del mio benessere e, potendo, un pochino anche di quello degli altri.

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Autore natyan

natyan, presidente dell’Università Popolare Olistica di Monza denominata Studio Gayatri, un’associazione culturale no-profit operativa dal 1995. Appassionato di Filosofie Orientali, fin dal 1984, ha acquisito alla fonte, in India, in Thailandia e in Myanmar, con più di trenta viaggi, le sue conoscenze relative ai percorsi interiori teorici e pratici. Consulente Filosofico e Insegnante delle più svariate discipline meditative d’oriente, con adattamento alla cultura comunicativa occidentale.