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Abbasso la pancia!

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Come accorgersi se veniamo ingrassati nella mente

No, non è un corso per dimagrire o buttare giù la pancetta, è molto di più, è un metodo per imparare a ragionare di testa e non di pancia.
I manipolatori, così come molti politici, fanno leva sulle nostre emozioni per poterci convincere, ed uno dei sistemi più usati è l’utilizzo di eufemismi e disfemismi.

Che cosa sono? Quando li spiego al corso ‘Filosofia per Mamme e Bambini’ faccio un esempio molto facile:

Sono bravissimo al volante, sembro Schumacher!

e riferisco loro che si tratta di un eufemismo, cioè di una esagerazione in positivo, ma poi qualcuno mi risponde:

Figurati, sei una lumaca quando guidi!

e spiego che questo è invece un disfemismo, cioè un’esagerazione negativa, infatti non sono né bravo come Schumacher, né lento come una lumaca.

Eu, prima di ogni parola, sta a significare buono, come per esempio eutanasia (una buona morte) e dis, invece, è un opposizione, come per esempio grazia e disgrazia, agio e disagio, funzione e disfunzione e così via.

Se non volete essere presi “per la pancia” dovete fare molta attenzione agli eufemismi e ai disfemismi e, per allenarvi, vi basterà diventare attenti osservatori delle dichiarazioni dei politici.

Eufemismi e disfemismi sono comunque utilizzati dalla stragrande maggioranza dei politici, e sarà bene sapere perché.

Il politico non agisce. Il politico reagisce. Cosa significa?

Ha due modalità per mettersi in moto. La prima prevede che qualcuno di esterno offra a lui proposte soddisfacenti, basate sui numeri, che possano garantire risultati favorevoli, come per esempio la dimostrazione di vantaggi accertati, prima di darsi da fare per promuovere un finanziamento nell’ambito della ricerca.

La seconda è basata sulla loro capacità di far reagire emotivamente la gente per testarne la quantità e poi decidere, di conseguenza, la propria campagna elettorale propagandistica.

Quando per esempio sentite urlare:

Il popolo vuole!

si tratta di eufemismo, poiché la volontà declamata sui giornali appartiene solo ad un nucleo ristretto di persone, non all’intero popolo. Con questo slogan si vuole creare la percezione che tutti vogliano la stessa cosa, in modo da influenzare anche altri possibili votanti.

Come possiamo difenderci?

È molto semplice, non lasciamoci prendere dalla pancia e verifichiamo sempre se ciò che leggiamo ed ascoltiamo abbia a che fare con gli eufemismi, promesse esagerate o autopromozioni sensazionalistiche, o i disfemismi, previsioni catastrofiche se non il tal politico non viene votato, attacchi sproporzionati ai partiti avversari.

Se vogliamo avere una testa libera e una mente aperta dobbiamo mettere a dieta le reazioni di pancia.

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Autore natyan

natyan, presidente dell’Università Popolare Olistica di Monza denominata Studio Gayatri, un’associazione culturale no-profit operativa dal 1995. Appassionato di Filosofie Orientali, fin dal 1984, ha acquisito alla fonte, in India, in Thailandia e in Myanmar, con più di trenta viaggi, le sue conoscenze relative ai percorsi interiori teorici e pratici. Consulente Filosofico e Insegnante delle più svariate discipline meditative d’oriente, con adattamento alla cultura comunicativa occidentale.