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Toscana invita risoluzione equa ex lavoratrici Piaggio a Pontedera (PI)

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Piaggio di Pontedera (PI)


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Una soluzione può e deve essere trovata

Riceviamo e pubblichiamo da Agenzia Toscana Notizie.

La Regione auspica che si possa trovare una risposta positiva e in tempi brevi al problema delle lavoratrici che da giorni stazionano sul tetto del Palazzo Blu di Pontedera a causa del mancato rinnovo dei loro contratti.

La vicenda è stata al centro di una riunione che si è tenuta questo pomeriggio, 21 febbraio, nella sede della presidenza della Regione Toscana, alla quale hanno partecipato il Consigliere del presidente Rossi per le questioni del lavoro, Gianfranco Simoncini, l’Assessore di Pontedera Carla Cocilova e l’USB che ha accompagnato alcune delle lavoratrici in protesta.

Dopo il mancato rinnovo del proprio incarico, dovuto secondo l’azienda, a causa delle norme contenute nel decreto dignità, le lavoratrici rivendicano il loro diritto ad essere assunte, dato che molte di loro in varie forme hanno lavorato in Piaggio per molti anni e sottolineando che l’azienda sta progressivamente procedendo alla stabilizzazione di molti precari lavoratori ed ha bisogno di personale qualificato. Hanno confermato la loro volontà di restare sul tetto del Palazzo Blu finché non sarà trovata una soluzione e l’azienda non sarà disposta a procedere con assunzioni a tempo indeterminato.

Il Consigliere Simoncini ha ricordato i molti interventi di mediazione svolti dalla Regione e la richiesta fatta pochi giorni fa dal Presidente Rossi a Piaggio di trovare una soluzione equa.

Simoncini ha inoltre sottolineato che circa un anno fa tutti i sindacati, in maniera congiunta, avevano avanzato una proposta che prevedeva un percorso di progressivo inserimento in organico di queste lavoratrici a partire dalla formula del part time verticale. Questa proposta, accettata da tutte le sigle sindacali, potrebbe rappresentare una base di partenza per risolvere il problema. Ovviamente – ha precisato – non sta alla Regione indicare la modalità per trovare la soluzione per questi 30 tra lavoratrici e lavoratori, ma anche alla luce delle dichiarazioni aziendali sull’attività che starebbe mettendo in atto di attenzione ai precari, una soluzione può e deve essere trovata.

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