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Sei coraggioso o temerario?

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Coraggioso


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Quando conoscersi evita grossi rischi

Il coraggio è donare il Cuore, tutta l’ampiezza del petto, di fronte al rischio e al pericolo.

Ambrose Redmoon così ebbe a dire:

Il coraggio non è assenza di paura bensì il giudizio che c’è qualcosa di più importante della paura!

Ecco quindi un modo per riuscire a superare il timore di parlare in pubblico; occorre concentrarsi su ciò che è più importante e questo vale per ogni genere di paura.

Però attenzione, non dobbiamo confondere il coraggio con l’essere temerari.

Il temerario, infatti, è colui che non tiene conto dei rischi, è colui che potrebbe affrontare il pubblico in modo spavaldo senza essersi preparato, senza aver studiato, ignaro delle figuracce a cui potrebbe andare incontro.

Colui che è coraggioso, grazie al fatto di essere accompagnato anche da un po’ di timore di sbagliare, si preparerà con cura, starà più attento ai dettagli, si allenerà prima dell’incontro con il proprio pubblico e ciò significa anche rispetto per tutti coloro che lo ascolteranno.

Un minimo di tensione è certamente produttiva, perché significa che diamo importanza a quello che facciamo e anche a chi ci assisterà.

Il temerario prende sotto gamba il pubblico, credendo che si berrà ogni cosa, indipendentemente da tutto, non contempla minimamente il rischio di fallire e penserà di poter sottomettere i suoi ascoltatori a proprio piacimento.

Coraggio deriva da cuore, a voler dire che nell’affrontare il pericolo occorre amore e passione, non certamente la superbia e l’arroganza.

La paura diventa allora una preziosa alleata e, anche se non sarà di ostacolo, permetterà una migliore concentrazione, un’intelligente preparazione, una saggia valutazione preventiva dei rischi e la necessaria adrenalina per sentirsi attivi, vivi, partecipi empaticamente e solidalmente con tutti gli ascoltatori.

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Autore natyan

natyan, presidente dell’Università Popolare Olistica di Monza denominata Studio Gayatri, un’associazione culturale no-profit operativa dal 1995. Appassionato di Filosofie Orientali, fin dal 1984, ha acquisito alla fonte, in India, in Thailandia e in Myanmar, con più di trenta viaggi, le sue conoscenze relative ai percorsi interiori teorici e pratici. Consulente Filosofico e Insegnante delle più svariate discipline meditative d’oriente, con adattamento alla cultura comunicativa occidentale.