Rossella Rocciola: la danza e ‘Lo Schiaccianoci’

Rossella Rocciola: la danza e ‘Lo Schiaccianoci’

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Rossella Rocciola


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La ballerina casertana ci racconta il suo “regno incantato”

Ho conosciuto Rossella Rocciola, membro dell’Internacional Dance Council – CID, un sabato mattina di ottobre, durante la presentazione di una rassegna teatrale a Puccianiello, piccolissima frazione di Caserta. Mi parla del suo spettacolo ‘Lo Schiaccianoci – Il Regno incantato’ che andrà in scena il 25 e il 26 novembre al Teatro Don Bosco di Caserta. 
Rossella impressiona subito per bellezza e luce. Ce ne si accorge non appena comincia a parlare del suo lavoro e della sua vita in generale, fatta di palcoscenici internazionali e poppate. Rossella è anche madre di quattro splendide creature, oltre ad essere ballerina di grande fama. Il suo corpo sembra un miracolo di tendini e nervi, un’opera in tensione muscolare creata ad arte. Le maternità da lei attraversate, per i nostri tempi sterili, sembrano quasi racconti mitici.

E invece, proprio con l’ultima nata tra le braccia ho sentito parlare la Direttrice della More Dance Studios, per la prima volta de ‘Lo Schiaccianoci’ ed è stato subito sorprendente.
Alla memoria sono sobbalzati il fascino e l’incanto della narrazione a firma di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, annoverata, nel 1816, tra i più bei classici della fiaba internazionale. E, numerosissime le rivisitazioni successive, hanno fatto de ‘Lo Schiaccianoci’ una delle opere maggiormente rappresentate in tutti i teatri del mondo.

Dumas, per esempio, padre del romanzo storico ‘I tre moschettieri’, ne amplificò la fama e il successo con una sua versione del testo scritto risalente al 1845, caratterizzata da uno stile prosastico affabulatorio e scorrevole, ma mai più visionario e affascinante dell’opera originaria di Hoffmann.

Proprio ispirandosi allo Schiaccianoci di Dumas, Čajkovskij nel 1892 realizzò il celebre balletto, musicandolo, per il direttore dei Teatri Imperiali di San Pietroburgo e sempre rimaneggiando Dumas, Marius Petipa ne sviluppò la drammaturgia e scrisse il libretto.
Infatti, la famiglia protagonista prende il nome di Silberhaus, anziché Stahlbaum, e la piccola Marie viene sostituita da Clara.

La coreografia fu affidata da Petipa al suo assistente Lev Ivanov.
In occasione della composizione dello Schiaccianoci, Čajkovskij sperimentò l’utilizzo di alcuni strumenti per bambini come la trombetta, i pattini, i cucù, insieme alla celesta inserita nel secondo atto del balletto con la comparsa in scena della Fata Confetto.
Un’altra novità fu l’affidamento dei ruoli infantili di Clara e di Fritz a dei bambini che per la prima volta calcarono il palcoscenico in un balletto, scelti tra le file della Scuola imperiale di balletto di San Pietroburgo.

Dopo il debutto del 1892, il balletto andò in scena in Russia, a Londra a Parigi, alla Scala di Milano e altre mete europee. Negli anni a seguire, le modifiche al testo di Petipa furono numerose, ma la popolarità dello Schiaccianoci a teatro esplose con la coreografia firmata da George Balanchine nel 1954 per il New York City Ballet, che recuperò alcuni particolari del racconto di Hoffmann. Clara, per esempio, tornerà ad essere Marie Stahlbaum.

Successivamente, ‘Lo Schiaccianoci’ divenne la fiaba natalizia per antonomasia e fu riproposto ogni anno da coreografi del calibro di Rudol’f Nureev, Michail Baryšnikov, Maurice Béjart e Matthew Bourne.

Dopo aver passato in rassegna la storia dell’incantevole fiaba e averne approfondito le origini, resta la trepidante attesa per la messa in scena de ‘Lo Schiaccianoci – Il Regno incantato’, ideato e realizzato da Rossella Rocciola, insieme alla Compagnia Caserta Giovani Danzatori. Averne amabilmente discusso con lei, ha accresciuto sicuramente in me la curiosità.

Rossella, quali sono le ragioni per cui, tra le opere letterarie messe in musica, hai scelto proprio ‘Lo Schiaccianoci’?

L’opera di Hoffmann, di Dumas e poi di tanti altri, rappresenta storicamente in tutto il mondo l’icona tradizionale del Natale e della sua atmosfera.

Il mio è un modo coreutico di raccontarlo, attraverso un linguaggio vivace, creativo, multidisciplinare e di impatto, teso all’avvicinamento da parte di adulti, bambini, adolescenti a questo grande capolavoro letterario e artistico. ‘Lo Schiaccianoci’, il mio Schiaccianoci, inscena il bene che vince sul male, parla alle famiglie, agli adulti, ai bambini mettendo al centro l’adolescenza.

L’adolescenza, in particolar modo, è un tema complesso che richiede approfondimento ed empatia da parte degli adulti e, allo stesso tempo, voglia di comunicare da parte dei ragazzi. In che modo il tuo Schiaccianoci mette in connessione questi due universi?

Raccontando le urgenze e i desideri di questi due mondi che vanno in direzioni opposte, correndo o rincorrendo un tempo che non soddisfa mai alcuna necessità, ma che alla fine possono, se vogliono, incontrarsi a metà strada e raccontarsi. I ragazzi hanno fretta di crescere, gli adulti vorrebbero che le lancette dell’orologio girassero al contrario.
Esiste una dimensione però, quella dell’arte, in cui tutto è possibile. Anche fermare il tempo ed avvicinarsi.

Tra tutti i linguaggi artistici, quello che ti identifica è la danza. Come vivi il tuo rapporto con questa splendida disciplina?

La danza è l’essenza di quella che sono, della mia vita. Mi ha plasmata mentalmente, formata fisicamente. Mi ha insegnato a credere in me stessa e a lottare. Mi ha riempita di nozioni, ma soprattutto di emozioni. Mi ha dimostrato che da ogni esperienza possiamo trarne ricchezza, anche quando ci sentiamo sconfitti. La danza è parte di me, senza sarei solo un vuoto. Mi ha accompagnata lungo tutto questo cammino e lo farà ancora.

Ho creato un cast d’eccellenza. La Compagnia Caserta Giovani Danzatori si avvale della straordinaria partecipazione di Nicolò Noto, vincitore di Amici, dei primi ballerini Mariachiara Grasso dal teatro San Carlo e attualmente ballerina di Raffaele Paganini e Carlo Piacenza, di Roberta Romano, ballerina dell’Accademia Nazionale di Danza, di Federica Natangelo artista nazionale specializzata in danza aerea, di giocolieri, trampolieri, artisti circensi e acrobati di alta professionalità. Voce narrante sarà Piera Russo dal Teatro Stabile di Napoli, attrice televisiva e cinematografica.

Ricordiamo che ‘Lo Schiaccianoci – Il Regno incantato’ di Rossella Rocciola andrà in scena al Teatro Don Bosco di Caserta il 25 novembre alle ore 18:30 e il 26 novembre in un doppio appuntamento per le rassegne scolastiche della provincia di Caserta, il primo alle ore 9:30 e il secondo alle 10:45. Chiunque vorrà, potrà godere di questa nuova esaltante lettura del grande classico, piena di incanto e di magia.

Non bisogna mai smettere di essere bambini.

Rossella Rocciola

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Marilena Scuotto

Autore Marilena Scuotto

Marilena Scuotto nasce a Torre del Greco in provincia di Napoli il 30 luglio del 1985. Archeologa e scrittrice, vive dal 2004 al 2014 sui cantieri archeologici di diversi paesi: Yemen, Oman, Isole Cicladi e Italia. Nel 2009, durante gli studi universitari pisani, entra a far parte della redazione della rivista letteraria Aeolo, scrivendo contemporaneamente per giornali, uffici stampa e testate on-line. L’attivismo politico ha rappresentato per l’autore una imprescindibile costante, che lo porterà alla frattura con il mondo accademico a sei mesi dal conseguimento del titolo di dottore di ricerca. Da novembre 2015 a marzo 2016 ha lavorato presso l’agenzia di stampa Omninapoli e attualmente scrive e collabora per il quotidiano nazionale on-line ExPartibus.