‘Messaggi dai Maestri’, di Brian Weiss

‘Messaggi dai Maestri’, di Brian Weiss

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'Messaggi dai Maestri', di Brian Weiss


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Titolo: Messaggi dai Maestri
Autore: Brian Weiss
Genere: Mente, corpo e spirito
Collana: Oscar nuovi misteri
Edizione: Mondadori
Anno pubblicazione: 2013
Prezzo di copertina: €12,00

‘Messaggi dai Maestri’ è uno dei tanti libri di Brian Weiss che accende e infiamma le innumerevoli discussioni tra addetti ai lavori e non, rispetto ad alcune teorie psicanalitiche dell’avanguardia contemporanea.
Weiss non è certo uno stupido, né tantomeno un millantatore di pratiche guaritrici da santone e neppure un approfittatore della disperazione dilagante nella società liquida di Bauman.

Laureato alla Columbia University e alla Yale Medical School, ha diretto per anni il Dipartimento di psichiatria al Mount Sinai Medical Center di Miami e si occupa di terapia regressiva e psicoterapia spirituale tenendo seminari a livello internazionale, corsi e programmi di training.

La sua teoria, ormai diffusa in tutto il mondo, spiega, con la tecnica dell’ipnosi regressiva, come riportare alla coscienza ricordi ed episodi delle nostre vite precedenti, i cui accadimenti cruciali hanno condizionato e continuano a condizionare i nostri comportamenti. Attraverso lo stato ipnotico e il relativo viaggio nelle diverse dimensioni spazio – temporali dei suoi pazienti, lo psicanalista compie delle vere e proprie esplorazioni nei diversi stadi della vita terrena nelle varie epoche e fa esperienza dei molteplici stati fisici dell’esistenza dopo la morte.

Educato da accademico e formato lungo il solco della medicina psichiatrica tradizionale, nessuno avrebbe mai potuto, anche solo pensare, dopo centinaia di pubblicazioni scientifiche e libri di psicofarmacologia e chimica del cervello, che Weiss aprisse un varco alle discipline non scientifiche e ne costituisse il ponte, il primo, precario, ma necessario, con le scuole di antica istituzione e tradizione.

Quando per la prima volta incontrò Catherine, la cui storia è ben raccontata nel libro ‘Molte vite, molti maestri’, Brian Weiss era già uno psichiatra di fama internazionale e soprattutto uno scettico convinto rispetto a tutti gli ambiti sfocianti nella branca della parapsicologia. Eppure, uno stravolgimento lo investì.

Catherine, una sua paziente, durante le sedute di ipnosi, ricordava inspiegabilmente fatti pertinenti a vite pregresse, eventi che riportati alla coscienza miglioravano inequivocabilmente e in maniera permanente la sua vita attuale.
Il medico scopriva la spiritualità, le potenzialità dell’emisfero destro del cervello, la dimensione non lineare, l’armonia tra la scienza e l’intuizione.

È diventato ufficialmente il teorico della reincarnazione, dopo vent’anni di esperienze di regressione, alcune a vita perinatale, altre intrauterina, molte altre post mortem. E così, la ricerca di Weiss continua, sul precetto fondante della comprensione. Capire e comprendere alcuni fenomeni di interconnessione con le vite vissute consente di districare nodi, dispiegare ricordi interrotti, disvelare dimenticanze e ridona lustro a una vita finalmente libera e autentica.

È altrettanto doveroso riconoscere che nella frammentarietà della società contemporanea, ormai superante lo stato di liquidità baumaniano, i finanziamenti per gli studi sull’agopuntura, sull’ipnosi e sugli stati di alterazione della coscienza aumentano, così come per la medicina erboristica. Le compagnie di assicurazione coprono tecniche e metodi curativi diversi.

Le accademie tradizionali hanno sostenuto per lunghissimi anni l’assunto che la tecnologia avrebbe risolto i problemi e le questioni di fondo dei variegati raggruppamenti sociali e che la scienza avrebbe condotto l’umanità alla salvezza materiale e spirituale.

A ben vedere, oggi, sappiamo che questa non è la verità e che scienza e tecnologia da sole, non fanno la felicità. Scienza e tecnologia, inoltre, se usate per scopi discutibili, risultano essere addirittura compromettenti e devastanti al fine di una giusta reciprocità tra le attività umane.

C’è indubbiamente bisogno di un percorso di liberazione dai dogmi religiosi, culturali e politici che da secoli affliggono le società umane e ancora le imbrigliano in intricatissimi rapporti di potere, di cui l’abuso è sempre e comunque l’assioma, oltre che il fine.

La ricerca, inoltre, di qualsiasi tipo, dovrebbe essere quel campo neutro sul quale si giocano le regole dell’avanzamento conoscitivo e cognitivo, esercitandone l’apertura in piena autonomia e libertà.

Ben vengano allora le teorie parapsicologiche di Weiss e anche quelle che esulano dai contesti di tradizione se foriere di nuove ed illuminanti intuizioni. La sperimentazione e l’esercizio autentico della ricerca, aperta e libera, faranno sicuramente il resto.

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Marilena Scuotto

Autore Marilena Scuotto

Marilena Scuotto nasce a Torre del Greco in provincia di Napoli il 30 luglio del 1985. Archeologa e scrittrice, vive dal 2004 al 2014 sui cantieri archeologici di diversi paesi: Yemen, Oman, Isole Cicladi e Italia. Nel 2009, durante gli studi universitari pisani, entra a far parte della redazione della rivista letteraria Aeolo, scrivendo contemporaneamente per giornali, uffici stampa e testate on-line. L’attivismo politico ha rappresentato per l’autore una imprescindibile costante, che lo porterà alla frattura con il mondo accademico a sei mesi dal conseguimento del titolo di dottore di ricerca. Da novembre 2015 a marzo 2016 ha lavorato presso l’agenzia di stampa Omninapoli e attualmente scrive e collabora per il quotidiano nazionale on-line ExPartibus.