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La ‘Mitteleuropa’ al Cavò di Trieste

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'Mitteleuropa'

Una narrazione in divenire in mostra fino al 21 dicembre

‘Mitteleuropa’ è un evento espositivo, multidisciplinare, ideato da Studio Iknoki per l’Associazione Culturale Cizerouno, nell’ambito del progetto Varcare la frontiera, in allestimento dal 23 novembre al 21 dicembre 2018 presso il Cavò di via San Rocco, 1 a Trieste.
La città della Venezia Giulia è da sempre un crocevia di popoli e di esperienze, dalla storia meticcia e complessa, come tutte le storie di scambio e contaminazione. Passeggiare per le sue strade equivale a respirarne la frequentazione armena, i lasciti semiti, la componente slovena; significa perdersi tra ciò che resta dei fasti dell’Impero austro – ungarico.

La mostra ne racconta, ne racchiude e ne rovescia l’identità. È un insieme complesso e variegato di suggestioni a 100 anni da quel novembre 1918 che segnò, con la fine dell’Impero Asburgico, la conseguente scomparsa di una patria secolare per alcuni e la nascita di patrie nuove per altri.

‘Mitteleuropa’ indaga in maniera ironica e speculativa, a cavallo tra realtà e finzione, le modalità contemporanee di narrazione collettiva di credenze condivise, riprendendo una mitologia del passato, ma, di fatto, svuotandola dalle sue connotazioni storiche per renderla post – politica.

La ‘Mitteleuropa’ di Studio Iknoki al Cavò è una narrazione in divenire, non solo un’etichetta per indicare un luogo geografico o geopolitico e, nel contesto attuale, diventa un campo interpretativo e di confronto su diverse tematiche.

Partendo dai simboli e dai significati a loro attribuiti dalla Comunità di riferimento, la mostra utilizza oggetti tangibili quali bandiere e monete; concetti, una scrittura, un linguaggio condivisi, svuotandone o rovesciandone il significato.

‘Mitteleuropa’ è anche la parola che segna lo spazio di via San Rocco, composta con le lettere del font Kranz, realizzato ad hoc, che nel riprendere il disegno tipico dei caratteri della secessione viennese, ne estremizza alcuni tratti distintivi per diventare qualcosa di altro e di attuale. Così ci viene raccontata, a cavallo tra immaginario e realtà, in maniera ambigua e sfuggente, la vera storia della Mitteleuropa.

È un guscio vuoto, un significate dal significato sfuggente e mutevole, strumentalizzato a piacimento a seconda del contesto sociale e politico del momento. Proprio per questo la Mitteleuropa, e il termine stesso che la identifica, sono diventati uno stereotipo, un mito a cui rifarsi quando l’insoddisfazione per la realtà presente diventa impotenza e si trasfigura in un costante sentimento nostalgico rivolto al passato.

Sissi, ovvero Elisabetta di Baviera, imperatrice d’Austria, diventa un’icona pop nei colori nero e giallo mentre saluta felice i suoi sudditi, otto bandiere sono completamente svuotate della loro connotazione politica, una serie di oggetti prodotti in tiratura limitata, coccarde e medaglie ripresi dalle divise di gala diventano gioielli, i gioielli dell’Impero ovviamente, cartografie e cartoline, sono solo alcuni degli elementi formali di ‘Mitteleuropa’. Un allestimento pensato per trasformare lo spazio in un gift shop che racconta, con gli strumenti del contemporaneo, il decaduto mito asburgico.

L’Impero, dopo il 1867, creò un’area di libera circolazione di persone e beni, una moneta unica, ma dimostrò tutta la sua incapacità, causa anche un vetusto apparato burocratico, nella gestione democratica delle differenze tra culture. Eppure, emerge, in periodi di crisi, un rinnovato interesse per l’esperienza asburgica. Evidentemente, l’impossibilità o l’incapacità di inventare nuove soluzioni, in un contesto attuale di profondo disorientamento, innesca dei meccanismi di rimando al passato, in nome di un ordine perduto e di un modello di riferimento ben presente nel tessuto storico e sociale di una comunità.

Se come affermano i sociologi Berger e Luckmann, le narrazioni, rappresentano un po’ la trama di cui è costituita la tela del cosiddetto immaginario collettivo, e cioè di quell’insieme di conoscenze tacite che comunemente condividiamo con tutti i membri dei gruppi ai quali apparteniamo, e che costituisce lo sfondo che ci consente di vivere insieme senza dover fare alcuno sforzo di comprensione teorica, edificando le radici stabili su cui si fonda la cosiddetta conoscenza di senso comune, Sissi, Francesco Giuseppe, così come i Borbone per il sud Italia, rappresentano e fanno parte di quelle conoscenze tacite ed endemiche.

‘Mitteleuropa’ resterà aperta al pubblico fino al 21 dicembre 2018, dal mercoledì al venerdì, dalle ore 17:00 alle ore 19:00.

Foto Studio Iknoki

'Mitteleuropa'

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Marilena Scuotto
Marilena Scuotto nasce a Torre del Greco in provincia di Napoli il 30 luglio del 1985. Archeologa e scrittrice, vive dal 2004 al 2014 sui cantieri archeologici di diversi paesi: Yemen, Oman, Isole Cicladi e Italia. Nel 2009, durante gli studi universitari pisani, entra a far parte della redazione della rivista letteraria Aeolo, scrivendo contemporaneamente per giornali, uffici stampa e testate on-line. L’attivismo politico ha rappresentato per l’autore una imprescindibile costante, che lo porterà alla frattura con il mondo accademico a sei mesi dal conseguimento del titolo di dottore di ricerca. Da novembre 2015 a marzo 2016 ha lavorato presso l’agenzia di stampa Omninapoli e attualmente scrive e collabora per il quotidiano nazionale on-line ExPartibus.