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‘Indivisibili’, il Cinema di De Angelis tra attrazione e repulsione

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Il terzo film di Edoardo De Angelis, dopo ‘Mozzarella Stories’ e ‘Perez.’, è un piccolo gioiello della cinematografia moderna; ‘Indivisibili’ è un’opera autoriale che attraverso le eccellenti prove interpretative di tutto il cast racconta una storia toccante e simbolica, viscerale e “squallida”, in cui il realismo assume tratti surreali più per il “ritratto” dei personaggi che non per un vezzo stilistico del regista.

L’amena Castel Volturno e il litorale domizio, “un simulacro straziato di una bellezza passata”, fanno da scenario ideale al film, la cui riuscita parte dalla scrittura condivisa da De Angelis con Barbara Petronio e Nicola Guaglianone, passando per la fotografia di Ferran Paredes Rubio e il montaggio di Chiara Griziotti, per finire al fondamentale tappeto musicale del maestro Enzo Avitabile.

Tutto questo sarebbe stato inutile senza il gruppo di attori capitanato da Massimiliano Rossi e Antonia Truppo, magistrali nel ruolo dei controversi genitori delle gemelle-cantanti; è riduttivo definire comprimari Gianfranco Gallo, Tony Laudadio, Marco Mario de Notaris e Gaetano Bruno le cui interpretazioni definiscono alla perfezione l’ambigua umanità che circonda le protagoniste… Viola e Dasy, Angela e Marianna Fontana da applausi al loro esordio cinematografico per una fatica non solo emozionale ma fisica per un ruolo che le ha viste recitare unite aumentando considerevolmente le difficoltà dell’interpretazione delle sorelle “inseparabili”.

Viola e Dasy sono due gemelle siamesi che cantano ai matrimoni e alle feste e, grazie alle loro esibizioni, danno da vivere a tutta la famiglia. Le cose vanno bene fino a quando non scoprono di potersi dividere. Il loro sogno è la normalità: un gelato, viaggiare, ballare, bere vino senza temere che l’altra si ubriachi… fare l’amore, “Perché sono femmina”.

‘Indivisibili’ è un film sulla separazione e sul dolore che comporta. Edoardo De Angelis ha detto di aver ragionato sull’idea che a volte, per crescere, bisogna farsi del male, rinunciare ad un pezzo di se stessi, e ha pensato e cercato un’immagine che rappresentasse al meglio questo concetto trovandola in due gemelle siamesi appena maggiorenni che scoprono di potersi dividere.

Due ragazze attaccate per il bacino che, guardate singolarmente, dovevano essere belle per permettermi di realizzare quell’equilibrio tra attrazione e repulsione che è la linea guida estetica di ogni inquadratura che compongo. Io vedo il mondo così: sempre in bilico tra la bellezza e la bruttezza.

La frequentazione assidua di questo bilico mi ha portato ancora una volta a Castelvolturno.

C’ero già stato, è vero, infatti questo film comincia dove finiva il precedente – ‘Perez.’ -, sulla riva destra del Volturno, scenario perfetto per costruire la gabbia dalla quale i miei uccellini vogliono disperatamente scappare.

Per raccontare questa storia ho voluto riprese sempre un po’ fuori tempo, come la vita del resto.

‘Indivisibili’ ha ricevuto 6 David di Donatello, 5 Nastri d’Argento, 1 Globo d’Oro e 8 Ciak d’Oro, ulteriore conferma che Edoardo De Angelis è uno del registi più originali e talentuosi dello scenario cinematografico europeo contemporaneo.

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Paco De Renzis

Autore Paco De Renzis

Nato tra le braccia di Partenope e cresciuto alle falde del Vesuvio, inguaribile cinefilo dalla tenera età… per "colpa" delle visioni premature de 'Il Padrino' e della 'Trilogia del Dollaro' di Sergio Leone. Indole e animo partenopeo lo rendono fiero conterraneo di Totò e Troisi come di Francesco Rosi e Paolo Sorrentino. L’unico film che ancora detiene il record per averlo fatto addormentare al cinema è 'Il Signore degli Anelli', ma Tolkien comparendogli in sogno lo ha già perdonato dicendogli che per sua fortuna lui è morto molto tempo prima di vederlo. Da quando scrive della Settima Arte ha come missione la diffusione dei film del passato e "spingere" la gente ad andare al Cinema stimolandone la curiosità attraverso i suoi articoli… ma visto i dati sconfortanti degli incassi negli ultimi anni pare il suo impegno stia avendo esattamente l’effetto contrario. Incurante della povertà dei botteghini, vagamente preoccupato per le sue tasche vuote, imperterrito continua la missione da giornalista pubblicista.