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Il viaggio iniziatico di un Apprendista – Il Fuoco

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Fuoco


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La Fiamma che tutto trasforma.

Elemento vivificante attivo e maschile, che rappresenta le grandi passioni come l’amore e la collera. Al fuoco sono legati il sole, il colore rosso, l’oro, l’estate, il cuore, ma, allo stesso tempo, è simbolo di purificazione e di sacrificio, nonché di luce e di calore.

È considerato l’elemento motore, che anima, trasforma e fa evolvere tutti gli altri tre elementi. L’iter iniziatico vede uscire l’uomo dall’elemento Terra per bagnarsi con l’Acqua e purificarsi con l’Aria per assurgere, infine, con il Fuoco.

Ha le caratteristiche impetuose della Primavera, rappresenta la scintilla iniziale, istantanea e impaziente. È lo slancio dell’intraprendente, che non teme nulla e nessuno, che non può tacere, che non deve essere ostacolato. È in rapporto con “Agni”, il fuoco dei sacrifici, della riproduzione dei viventi in quanto energia fecondatrice, ma la sua capacità di penetrazione è ambivalente: può rendere fecondo o annientare. Dona una vitalità incandescente, intensa, istintuale, forti emozioni, prodezza e conflitti.

È rappresentato da Ercole, che compie le sue dodici fatiche. Corrisponde al fulmine, al fuoco veemente e virile.

Come tutti gli elementi possiede un aspetto vivificatore e uno distruttore che qui si manifestano nella potenza e giustizia e nell’impetuosità della forza incontrollata. È la fiamma irradiante nel pieno del calore e della luce di splendore e di potenza. Dona gioia di vivere, volontà, vigore concreto, ambizione, passione, elevazione.

Non brucia, ma si espande nell’atmosfera; corrisponde all’ascesa interiore, all’illuminazione dello spirito. È capace di sintetizzare il terrestre e il celeste, l’umano e il divino, la materia e lo spirito, il conscio e l’inconscio, la tensione e l’espansione.

È associato a Sutya, il sole del mondo superiore, un Fuoco che è un soffio, parola, spirito.

In tutte le tradizioni, la fiamma è considerata simbolo di purificazione, illuminazione e amore spirituale, è l’immagine della trascendenza.

La candela rappresenta la sintesi dei quattro elementi: il liquido dato dalla cera, il solido dallo stoppino, l’igneo e l’aureo dalla fiamma stessa.

Gaston Bachelard scrive:

La fiamma della candela fomenta la fantasticheria della verticalità.

I ceri accesi rappresentano la luce dell’anima, la fiamma spirituale che sale verso il cielo. Il Fuoco che si alza da essa è l’immagine della relazione esistente tra terra e cielo, della preghiera che si innalza verso Dio.

Il viaggio del Fuoco rappresenta l’ultima purificazione; è il simbolo dello spogliarsi dell’uomo vecchio per quello nuovo, il mutamento della pelle di serpente, la rigenerazione esteriore dopo quella interiore.

In questa ultima prova l’iniziato, attraverso il lavoro e la perseveranza nella ricerca della Verità, riesce a trovare la via di mezzo, la neutralità tra il bianco e il nero che gli consentirà una padronanza delle proprie emozioni e sensazioni, di ciò che lo circonda.

Il Fuoco è quindi Luce e con esso il massone è in grado di bruciare le ultime scorie del suo ego prima di rinascere in un essere migliore, capace di veder il Bello, il Vero ed il Buono che si celano in tutte le cose.

Questa fase corrisponde al piano causale, quello della struttura dell’Io, ciò che impedisce all’iniziato di percepire la sua sostanziale unità con l’assoluto.

La Prova del Fuoco porta con sé la Coagulazione e la Fissazione, «la solidificazione di una sostanza liquida per sottrazione dell’umidità». I Pensieri hanno perso quella componente estranea alla Materia Prima, che li metteva uno contro l’altro, rendendoli confusi, caotici e violenti. Lo Spirito purificato torna dunque nella Terra purificata.

A livello spirituale è giunto il tempo del Raccolto: Conscio e Inconscio, Ragione e Sentimento hanno finalmente imparato a lavorare armonicamente insieme.

L’iniziato ora Conosce se Stesso e il Maestro che era nascosto dentro di Lui è venuto fuori, diventando Colonna Portante del Tempio, Ponte tra Cielo e Terra, Albero carico di semi e di frutti. Anche se ha ancora molto da imparare dalla Vita, e quindi dovrà compiere ancora tante altre distillazioni per raffinare sempre più la sua Mente, ormai sa come produrre l’Energia che lo alimenta ed è pronto ad accendere negli altri lo stesso Fuoco, lo stesso Amore incondizionato per la Ricerca del Bene, del Bello, della Pace, della Conoscenza e della Giustizia. Proprio perché l’Elemento Fuoco rappresenta l’Energia Spirituale della Consapevolezza, in questa fase del Viaggio non ci sono più ostacoli.

Il rituale iniziatico non è quella sterile sequenza di affermazioni letterali, speculative o categoriche che contraddistingue le sue imitazioni esoteriche, ma è un modello vivente, che, una volta assorbito dalla mente del neofita, finisce per integrarsi nella sua coscienza in ogni sua parte. La coscienza, allora, integratasi con ogni suo elemento, finirà per farlo rivivere in tutte le sue attività, con la stessa naturalezza con cui prima animava ogni altra parte di sé.

Il processo che precede l’iniziazione si esprime, dunque, attraverso un prototipo emotivo, psichico nel quale rimane sempre impressa l’impronta di una natura vivente.

Il miglior modo per trasmettere il modello iniziatico è l’esempio, di cui non resta solo il ricordo ma vi si infonde l’insegnamento. E se quest’ultimo è stato modellato dall’esperienza di coloro che ci hanno preceduto nella sua completa realizzazione, non sarà solo utopia o speculazione mentale, ma un modello vivente perché, per animarlo, lo hanno fatto rivivere in se stessi.

Qui ha inizio la fase della maturità.

Il Fuoco non si “raggiunge” ma si “riceve”, fino a diventare noi stessi: un punto di Luce in un mondo di Ombre.

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Autore Rosmunda Cristiano

Mi chiamo Rosmunda. Vivo la Vita con Passione. Ho un difetto: sono un Libero Pensatore. Ho un pregio: sono un Libero pensatore.