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Foto Romanzi, di Maria Cristina Russo

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Titolo: Foto Romanzi
Autore: Cristina Maria Russo
Editore: Homo Scrivens
Prezzo:  € 13,00

Cristina Maria Russo nasce a Roma il 19 ottobre, un venerdì di un anno bisestile. E gli anni bisestili tracciano il percorso della sua esistenza, dal primo giorno di scuola alla laurea, dalla specializzazione post lauream alla pubblicazione del suo primo romanzo, soltanto per citare quelli favorevoli.

Maria Cristina RussoSuccessivamente frequenta, per diversi anni, il laboratorio di scrittura creativa Homo Scrivens, nel 2013 L’isola delle voci di Nando Vitali e, infine, dal 2014 al 2016, il laboratorio di scrittura drammaturgica di Lucia Stefanelli Cervelli che le apre nuovi orizzonti sull’uso della parola come immagine suono azione evocazione…

Intanto, a tempo perso, vince alcuni premi letterari come Granelli di Parole, secondo posto nel a sezione favole con Il Regno di Giustopeso, e Donne ieri, oggi, domani, Primo posto 2010 e 2011.
Nel 2012 scrive racconti per l’antologia Immaginapoli, Photocity 2012, e, sempre auspicando di diventare una scrittrice esistente, partecipa anche al a nuova edizione dell’Enciclopedia degli scrittori inesistenti 2.0, Homo Scrivens 2012.
Ricordiamo tra questi il Nano Dotto e il Poeta Shekspì famoso per l’ambo 8 e 44 che l’Autrice consiglia di giocare puntando sulla ruota di Napoli, ovviamente.

“Foto Romanzi” è il libro d’esordio della scrittrice Cristina Maria Russo. È ambientato a Napoli in un palazzo che è il vero protagonista della storia. Un condominio in una delle vie più popolari della città, “il Rione Sanità”. Non è la strada a farla da padrona, ma l’interno delle abitazioni, con i vari personaggi pieni di umanità, raccontati con chiaroscuri per cui nessuno è buono o cattivo fino in fondo. È un microcosmo al femminile; gli uomini fanno da contorno solo per poter presentare la storia di queste donne con tragedie personali, spesso violentate dalla vita, chiuse dietro l’uscio di casa. Sono frammenti di esistenza, brevi episodi che rivelano il momento più drammatico e forse più significativo delle loro vite.

I capitoli sono numerati con il numero dell’interno in cui abita la protagonista della storia.
I racconti sono storie slegate una dall’altra ed ogni lettore sicuramente troverà quella più vicino alle sue corde e alla sua sensibilità.

La voce narrante è quella di Anna che abita al quinto piano, interno 13. È a lei che Viviana decide di raccontare le diverse vicende lasciandole, nella cassetta delle lettere, un plico non affrancato contenente delle polaroid e un foglio che ne svela la storia. Sono scatti rubati, di attimi di vita delle inquiline del palazzo.

Anna è seduta di nuovo al tavolo con la foto di Elena tra le dita e osserva la bellezza della ragazza che fuma affacciata al balcone che dà sulla piazza. Tentenna prima di iniziare a leggere perché sa che Viviana avrà inventato poco in questa storia che già conosce. Eppure spera in un racconto con un finale diverso, in una favola magari, anche semplice, senza principi e castelli.

Primo piano. Interno 3. Elena.

I personaggi sono veri, veraci, con un’umanità dirompente. La scrittrice entra nelle loro vite e le racconta con semplicità, con mano leggera, tracciando un profilo di rara umanità e una buona dose di tenerezza.

Viviana attraverso le lettere inviate ad Anna racconta le storie cercando di capire le tragedie della vita di altre donne. Il risultato finale è uno splendido mosaico di esistenze.
Le foto sono un modo per rendere reali e, forse, eternare la vita di persone comuni, che semplicemente cercano di vivere.

Ogni storia ha un sottofondo di luci ed ombre e attraverso le ombre viene delineata la psicologia delle protagoniste. Un percorso quasi terapeutico in quella quotidianità che nessuno ricorda e racconta, così familiare però da far sì che ogni lettrice possa quasi rispecchiarsi in una delle figure femminili.

Eppure non è un libro scritto per le donne, anzi, lo consigliere agli uomini proprio perché è un bel modo per capirle, per viverle e, magari, guardarle con un occhio critico ma sempre affettuoso.

Dove sei Viviana, mi hai fatto un regalo davvero singolare con questi tuoi racconti tristi assai tristi io sto molto male per quanto hai scritto sono una persona già fragile di mio ma queste vicende mi hanno proprio buttata giù il desiderio mi spinge la paura mi frena apro e se poi tu mi riservi una condanna tutto ciò che ho letto non mi promette nulla di  buono sono tentata di sapere ma voglio anche ignorare un magone è nel mio petto mi manca il respiro basta non ne posso più è finita ecco strappo la busta leggo.

La trama
Anna Jodice vive in un vecchio palazzo napoletano denso di misteri. Un giorno riceve da Viviana Maier, una fotografa che un tempo viveva lì, un plico contenente una lettera chiusa che dovrà leggere soltanto dopo aver esaminato i fogli collegati alle fotografie.
Anna leggerà così le storie delle donne che hanno vissuto nel suo stesso palazzo, spesso sole, stanche e violate, eppure forti e determinate, in grado di liberarsi dalle maledizioni dell’esistenza.

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Autore Elisa Santucci

Divoratrice di libri e sperimentatrice culinaria.