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downloadNei giorni scorsi il Parlamento ha dato il via libera al disegno di legge  ribattezzato la Buona Scuola; ennesima riforma dell’istruzione volta a favorire l’innovazione, la tanto  auspicata autonomia scolastica e la creazione di una scuola più vicina al mondo del lavoro, agli studenti ed al territorio, ma forse sempre meno ” statale”.

download (1)Il Governo, come il Ministro dell’Istruzione Giannini, si son detti soddisfatti precisando che ora sarà il Parlamento a decidere i tempi per trasformare la Buona Scuola in un decreto legge; il Ministro Giannini però di dice fiduciosa e convinta che ” il Parlamento farà presto e bene”. Ed ha ribadito l’importanza dell’autonomia scolastica che significa: ” responsabilità diretta ovvero esser chiamati direttamente a rispondere delle azioni che si fanno. Se le scelte dei Presidi non saranno giuste,  ne risponderanno loro”. Anche i diretti interessati ovvero gli studenti hanno voluto far sentire l loro voce di protesta e disapprovazione nei confronti del disegno di legge: in molte città italiane come Roma e Milano hanno sfilato in piazza per  sottolineare lo strapotere dato ai presidi, la cancellazione degli sgravi fiscali per le paritarie ed i meccanismi di finanziamento privato diretto.

I punti salienti della Buona Scuola sono:

– 4oo ore di stage al terzo anno per gli istituti tecnici o professionali, 200 ore facoltative per i licei alternandosi tra aziende ed enti pubblici così da creare un ponte con il mondo del lavoro;

-lo stipendio degli insegnanti aumenterà in base all’anzianità. Ma nel 2016 si potrà guadagnare di più se meritevoli. Viene istituito il bonus annuale delle eccellenze, una sorta di premio di produzione all’impiegato più produttivo, proprio come nelle fabbriche, solo che qui ha decidere è il Preside. Egli infatti, sentito il Consiglio d’Istituto, assegnerà il bonus al 5%  dei suoi insegnanti  per premiare chi si è impegnato di più. Si terrà cinto della qualità dell’insegnamento, della capacità di utilizzare metodi didattici innovativi, si guarderà al contributo dato a miglioramento complessivo della scuola. Per il bonus verranno stanziati 200 milioni all’anno.

– Previsto un bando per la costruzione di scuole altamente innovative e tecnologiche.

– Verranno valorizzati nella scuola primaria l’insegnamento della musica e di educazione fisica. Alle superiori verrà dato maggior spezio ad arte, diritto ed economia ed infine verrà potenziato il settore delle competenze linguistiche: italiano per gli stranieri e l’inglese per tutti. Più spazio verrà dato  al’educazione ai corretti stili di vita ed allo sviluppo delle competenze digitali degli studenti ( pensiero computazionale, utilizzo critico e consapevole dei social network e dei media.

Piano straordinario di assunzioni, 100 mila, per il 2015/2016 per coprire le cattedre vuote e download (2)creare l’organico. Si attingerà dalle graduatorie ad esaurimento e dai vincitori del concorso 2012, poi si ritornerà ad assumere per concorso. La  domanda sorge spontanea: e coloro che hanno fatto il tfa nell’ultima tornata? E coloro che invece aspettano di poterlo fare? Forse toccherà aspettare ancora per un pò a quanto pare.

– Verranno dati ai Presidi maggiori strumenti per gestire le risorse umane, tecnologiche e finanziarie.  In questo modo si creare la vera autonomia. L’organico verrà potenziato e potrà essere usato in modo flessibile,( usato in modo flessibile? Dove c’è uno spazio libero li mi inserisci, anche si trova dalla parte opposta dell’Italia ed è opposto alla mia classe d’insegnamento?) evitando così la formazione di classi pollaio. In questo modo si potrà rispondere alle nuove esigenze didattiche, potenziare l’offerta formativa, fronteggiare la dispersione scolastica e rendere la scuola più inclusiva. Eliminare le supplenze di anno in anno in modo da garantire una continuità didattica. Le scuole potranno indicare il fabbisogno di docenti e strumenti per attuare i piani dell’offerta formativa, i quali diventano triennali e saranno predisposti dai dirigenti scolastici, sentiti gli insegnanti, il Consiglio d’Istituto e le realtà territoriali.

– il dirigente scolastico potrà individuare e scegliere i docenti più adatti. Questo, unito al punto precedente, di fatto trasforma il Preside in un manager che all’interno di un’azienda, quale oramai sta diventando la scuola, deve decidere, gestire e scegliere cosa  o chi è più produttivo, meno “fastidioso” e più inquadrato in una prospettiva di insegnamento legato alle procedura e non alla trasmissione di cultura e spirito critico e problematico a cui gli studenti dovrebbero esser educati.

Carta del Prof: è un vaucher di 500 euro da utilizzare per l’aggiornamento professionale attraverso l’acquisto di libri, testi, strumenti digitali, iscrizioni a corsi, ingresso a mostre ed eventi culturali. La formazione in servizio diventa obbligatoria e questa è una  novità positiva con la speranza  di poter avere  insegnanti più preparati, ma non capiamo il motivo di tutte queste agevolazione a coloro che già godono di uno stipendio, forse l’ingresso ad eventi culturali dovrebbe esser facilitato agli studenti oppure ai senza reddito, per dare a tutti la possibilità di ricevere gli stessi servizi e la stessa educazione come una buona democrazia prevede.

Scuola trasparente: viene istituito un portale unico di dati della scuola con la pubblicazione di tutti i dati relativi al sistema d’istruzione: bilanci delle scuole, anagrafe edilizia, piani dell’offerta formativa, CV degli insegnanti, incarichi di docenze.

-Ed infine forse uno dei punti più contestati: la possibilità di avere detrazioni fiscali nel caso in cui si iscrive il proprio figlio a  scuole paritarie, dando di fatto soldi pubblici a scuole private. Ma non è finita, perchè si istituisce uno school bonus: chi farà donazioni a favore delle scuole per la costruzione di nuovi edifici, per la manutenzione, per la promozione di progetti dedicati all’occupabilità degli studenti avrà un beneficio fiscale in sede di dichiarazione dei redditi. Questo comporta non solo un maggiore esborso da parte delle famiglie, le quali rientrando in una sorta di “ricatto psicologico”  sono disposti a finanziare le scuole affinchè possano assicurare una preparazione ai loro figli, ma anche la possibile entrata dei privati, di aziende che decidono di finanziare delle opere per avere un loro tornaconto. un esempio di ciò è stato fornito dalla trasmissione Presa Diretta, la quale non molto tempo fà dedico un’intera puntata alla Buona Scuola. In una scuola elementare del nord la scuola aveva stretto una convenzione con la catena si supermercati Conad: essa su ogni tot di spesa dava alle famiglie dei punti al raggiungimento del quali l’azienda avrebbe ” donato” alla scuola una lavagna interattiva che il Ministero tanto vuole nelle scuole. Ma questo è solo uno degli esempi, forse il meno  grave, rispetto alla possibile ingerenza di questo

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Monica De Lucia

Autore Monica De Lucia

Monica De Lucia, giornalista pubblicista, laureata in Scienze filosofiche presso l'Università "Federico II" di Napoli.