Home Rubriche Chacun son cinéma Alias e le “magagne” degli sceneggiatori

Alias e le “magagne” degli sceneggiatori

787


Download PDF

Alias. E’ la prima avvincente serie televisiva creata da J.J. Abrams, il genio di Lost e Fringe. Un po’ più ingenua delle altre due ma comunque molto funzionale e appassionante
(Altrimenti col cavolo che ne realizzavano 5 di stagioni). E’ da un po’ che ho cominciato a seguirla, forse prima la snobbavo un po’, ma ora che me la sono procurata nella sua interezza la sto letteralmente divorando avendo a disposizione tutti gli episodi. Per chi non lo sapesse il plot narrativo è questo qui ATTENZIONE PROBABILE SPOILER: Sydney Bristow, una studentessa universitaria, un giorno viene reclutata dalla SD-6 un’agenzia che dice  di essere un ramo segreto della CIA. Bla bla bla si scoprirà nell’episodio pilota che Sydney per sette lunghi anni è stata  ben circuita perché l’SD-6 non è affatto un ente della CIA bensì uno dei suoi principali nemici. Avrà combattuto e lavorato per il nemico che credeva di combattere.

Avendo lei scoperto il tutto, deciderà di lavorare per la CIA  infiltrata nell SD-6 come agente doppiogiochista. Fin qui tutto bene. Le sue missioni e le sue contro-missioni la porteranno a riesumare i segreti di un uomo (una sorta di Leonardo fuso con Nostradamus) vissuto nel XV secolo, ovvero Milo Rambaldi. SD-6, CIA, e le altre agenzie mondiali Direttorio K eccetera, vorranno tutte mettere le mani sui lavori e sui segreti riesumati dell’uomo-genio Rinascimentale. Bene. In un episodio della prima stagione la CIA, ottenuto il diario di appunti di Rambaldi,  decide di decifrarne gli scritti. Michael Vaughn, Supervisore capo di Sydney alla CIA ( quante volte bisogna scrivere CIA porca miseria ), mostra a quest’ultima il risultato della decriptazione dei documenti del ‘400. Vaughn prima di fare questo dice a Sydney che alcune parti sono scritte in italiano, lei gli fa un sorriso e apre il fascicolo. L’inquadratura sul foglio dura qualcosa come un secondo e mezzo. La mia curiosità nel leggere in un telefilm americano di quel calibro, le cosiddette ” Parti in italiano”, era alle stelle. Sarà stato per patriottismo o per mera curiosità che ho cliccato sul tasto Rewind ed ho creato a seguire il mio fermo immagine su quel cavolo di foglio. Il risultato è stato al contempo curioso, incredibile e…deludente. Pare infatti che gli sceneggiatori di Alias volessero prendere in giro i telespettatori di tutto il mondo con una magagna degna di nota. Le parti che Vaughn diceva fossero in italiano erano sì in italiano, ma col piccolo particolare che ciò che era scritto non c’entrasse una beata bistecca con Rambaldi, il Rinascimento, e per una questione di stile neppure con Alias stesso!
Voglio capire la finzione, ma qui parliamo del fatto che gli addetti alla sceneggiatura o alla creazione di quel foglio di scena, avendo bisogno di estratti in ITALIANO hanno preso il primo quotidiano sportivo (SUPPONGO), e hanno copiato dei trafiletti interi nel testo filmico. Ho dovuto fare una Shot per poterla riguardare ogni volta  che vorrò provare una sensazione di sgomento e di meraviglia.
Eccola!

 

Se ci riuscite a leggere, le parti scritte in corsivo grassetto sono quelle in italiano e tristemente recitano un fatto di cronaca italiana risalente circa al 2000.
Riporto il testo:Il calciatore rimasto vittima di un incidente sulla A/4 mentre andava a Parma per assistere alla partita. I giocatori del Brescia lo hanno saputo mentre giocavano la semifinale di coppa Italia contro la squadra di Sacchi e hanno deciso di rinunciare alla gara.”

Più giù continua ma non è del tutto leggibile nell’inquadratura ma anche lì seguita imperterrita la sagra delle notizie calcistiche. No comment. Penso di essere l’unico italiano ad essersene accorto visto che in rete non trovo altre attestazioni e sono fiero di questo. Ho smascherato le magagne dei geni che successivamente avrebbero partorito Lost. Volevano farci fessi Abrams, Bender e tutta la combriccola Bad Robot, ma anche stavolta la verità ha trionfato.

 

Alfredo Amoroso II , ( Dal mio blog Candy Wants a Bamscuit)

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedenteRock in autumn contest: a Napoli
Articolo successivoBiscotti al miele
Alfredo Amoroso
Filmmaker tristemente specializzato in regia para-cinematografica con la sfortuna di vivere lontano troppe miglia dal Walk of Fame, si "accontenta" di essere considerato il genio incompreso della cinematografia nel luogo in cui vive. Tiene una rubrica sull'argomento nella quale sfoga tutta la sua ira e nella quale infila le nozioni e i consigli cinematografici che preferisce.