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A Empoli (FI) seconda tappa della mostra su virus e vaccinazioni

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Con cura, con amore, con rigore. Viaggio nella storia dei vaccini


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‘Con cura, con amore, con rigore. Viaggio nella storia dei vaccini’ è promossa da Regione Toscana, ASL Toscana Centro e Fondazione Santa Maria Nuova Onlus

Riceviamo e pubblichiamo da Agenzia Toscana Notizie.

Seconda tappa ad Empoli (FI), nell’hub vaccinale della città, della mostra ‘Con cura, con amore, con rigore. Viaggio nella storia dei vaccini’, una cavalcata in ventisei pannelli attraverso i secoli che racconta la battaglia dell’uomo contro virus e malattie, ma anche l’impegno di scienziati e medici che grazie alle loro scoperte hanno salvato migliaia di vite.

Proprio come sta accadendo ora, in questa stagione della pandemia da Sars-Cov 2.

Il progetto ha preso forma all’interno del Museo delle Arti sanitarie dell’Ospedale degli Incurabili di Napoli. Dopo le tappe di Napoli e Roma, grazie alla volontà di Regione Toscana e di ASL Toscana-Centro, in collaborazione con Fondazione Santa Maria Nuova Onlus, ha iniziato, nel maggio scorso il suo viaggio in Toscana, a Firenze.

Tra documenti storici, fotografie, illustrazioni e infografiche, il percorso espositivo spiega nel dettaglio come la medicina abbia affrontato il tema delle epidemie e si scopre anche che, dal vaiolo all’influenza, il tema dei vaccini ha sempre scatenato reazioni difformi.

Un capitolo della mostra viene dedicato espressamente alla Toscana, una terra che è sempre stata all’avanguardia sul fronte delle vaccinazioni e della ricerca, con l’ottocentesco Istituto Vaccinogeno Fiorentino e con la Sclavo di Siena, dove nel 1950 venne prodotto il vaccino che sconfisse la poliomelite.

Chiude la mostra la storia dell’Ospedale Santa Maria Nuova di Firenze, fondato nel 1288 da Folco Portinari, padre della Beatrice di Dante, e ancora oggi attivo, anche sul fronte della lotta al Covid.

Sottolinea il Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani:

È importante che questa mostra abbia un’ampia circolazione perché testimonia una realtà che si intreccia da sempre con la vicenda delle donne e degli uomini del pianeta, ma soprattutto perché ci consente di misurare il cammino che, grazie alla ricerca e alla scienza, ha consentito all’umanità di dare sempre più forza alla sua capacità di sconfiggere la malattia.

Ed è significativo che sia ospitata in un hub vaccinale, dove si sta combattendo, e con crescente successo, una nuova e decisiva fase di quella battaglia contro il Covid per lungo tempo affidata all’esperienza e all’abnegazione del nostro personale sanitario, negli ospedali e nel territorio. Viviamo un tempo che merita memoria e anche questa mostra aiuterà a tenerla viva.

Le parole del Consigliere regionale Enrico Sostegni:

Questa mostra richiama l’attenzione dei cittadini sull’importanza della vaccinazione e lo fa richiamando la grande storia che c’è dietro i vaccini e come abbiano salvato milioni di vite dal ‘700 ad oggi.

Nella battaglia contro il Covid si è arrivati ai vaccini dopo solo un anno. Ora l’obiettivo è convincere tutti cittadini a vaccinarsi: si tratta di una sfida non individuale ma collettiva , di comunità. Ora i vaccini ci sono e tutti devono contribuire a debellare il Covid.

Dichiara Paolo Morello Marchese, Direttore dell’Azienda USL Toscana Centro:

I pannelli, attraverso un approfondimento sulla storia della vaccinazione, spiegano le conoscenze che nel tempo si sono avute dei vaccini nella tutela della salute pubblica.

Ripercorrendo passaggi fondamentali legati al tema delle vaccinazioni, la mostra fa chiarezza sui vantaggi e sull’importanza sociale dei vaccini ancora oggi per la comunità.

Per questo è un’occasione per riportare la nostra sensibilità e attenzione su un tema quanto mai attuale e sul quale occorre sempre maggiore consapevolezza.

Afferma il Sindaco della città, Brenda Barnini:

Accolgo con piacere la scelta dell’hub vaccinale di Empoli come allestimento temporaneo perché quello che stiamo affrontando è un evento eccezionale ed è importante averne memoria.

Avere la consapevolezza che generazioni prima delle nostre abbiano già affrontato e sconfitto delle pandemie, da un lato aiuta a capire che anche noi ne usciremo e un giorno potremmo raccontarlo come un’esperienza vissuta, dall’altro contribuisce a diffondere sempre di più il messaggio che vaccinarsi è davvero indispensabile per lasciarci definitivamente alle spalle questa pandemia.

Commenta Alessio Spinelli, Presidente della Società della Salute Empolese-Valdarno-Valdelsa:

Ripercorrere le tappe della lunga storia delle vaccinazioni e di come queste abbiano cambiato il destino dell’umanità rappresenta un modo per far comprendere l’importanza della campagna vaccinale contro il Covid nella quale le istituzioni sono impegnate, tutte, a vario titolo.

C’è ancora bisogno di informazione per far comprendere ai cittadini l’importanza del momento che stiamo vivendo e la portata medico-scientifica dell’evento. Farlo attraverso la storia e i tanti successi che la medicina ha avuto nel corso degli ultimi secoli credo sia un modo molto concreto per parlare di vaccini.

Oltretutto la Toscana, da questo punto di vista, ha una grande tradizione: la poliomielite negli anni 50 si è iniziata a combattere grazie al vaccino prodotto dalla Sclavo a Siena e in precedenza la ricerca era iniziata addirittura nel 1800 con l’Istituto Vaccinogeno Fiorentino. L’impegno dei nostri giorni deve essere tutto rivolto a portare più toscani possibile a vaccinarsi, perché questa è l’unica arma che abbiamo oggi contro il Covid.

Sottolinea Giancarlo Landini, Presidente della Fondazione Santa Maria Nuova Onlus

Nel passare da Firenze a Empoli, la mostra ‘Con cura, con amore, con rigore. Viaggio nella storia dei vaccini’ si arricchisce del valore della condivisione, contribuendo a farci sentire più uniti, vicini, solidali. Vaccinarsi, del resto, è un atto di consapevolezza e di responsabilità.

Empoli, come Firenze, ha portato avanti il proprio impegno nella gestione dell’emergenza pandemica con ottimi risultati. L’Hub vaccinale empolese ha lavorato bene grazie alla dedizione del personale medico e volontario.

Mi piace pensare che da oggi, tutti coloro che passeranno da qui potranno dedicare qualche minuto a riflettere su temi che ci accomunano.

Abbiamo fatto tanta strada da quando i medici indossavano la mascherina a becco di uccello, ma i timori e le incertezze davanti a virus sconosciuti sono sempre gli stessi, o perlomeno hanno la stessa matrice.

Per questo credo che conoscere meglio il nostro passato sia un passo fondamentale verso una maggiore consapevolezza, nonché un antidoto a molte delle nostre paure.

Per questo la mostra si sta svolgendo in modalità itinerante, da Napoli a Roma, da Firenze ad altre città legate insieme dalla lotta al Covid e dalla tradizione rappresentata da ospedali antichissimi ma ancora attivi sul territorio e capaci di fare rete, come il nostro Santa Maria Nuova, tappa conclusiva dell’esposizione.

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