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Vittorio Storaro: un ‘cinematografo’ al Social World Film Festival

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Vittorio Storaro


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Golden Spike Award per il 3 volte Premio Oscar Vittorio Storaro alla kermesse di Vico Equense (NA)

Ascoltare Vittorio Storaro che parla di Cinema è una rivelazione, una lezione affascinante sulla Settima Arte.

Il Social World Film Festival, giunto alla X edizione, gli ha assegnato il Golden Spike Award, un riconoscimento ad una straordinaria carriera cominciata negli anni ’60 e che lo ha visto lavorare con registi come Bernardo Bertolucci, Francis Ford Coppola, Woody Allen, Warren Beatty, Dario Argento, e conquistare ben tre Oscar alla ‘Fotografia‘, anzi alla ‘Cinematografia‘, per ‘Apocalypse Now‘, ‘Reds‘ e ‘L’ultimo imperatore‘.

Grazie al premio alla carriera tributatogli dalla Mostra Internazionale del Cinema Sociale i giornalisti hanno potuto ‘incontrare’ il maestro Storaro in videoconferenza nella sala stampa del festival, al Castello Giusso di Vico Equense.

Ci è voluto poco per rendere estremamente interessante l’incontro, dato che alcuni secondi dopo il collegamento video Vittorio Storaro ha letto in sovraimpressione, sotto la sua immagine, la dicitura ‘Direttore della Fotografia’, e con elegante fermezza ha esclamato:

Non chiamatemi Direttore della Fotografia!

Da lì è iniziata una vera e propria lezione:

Io non sono un direttore della fotografia. Sono un cinematografo. Un film è come un’orchestra in cui ci sono vari solisti ma c’è solo un direttore, il regista. Io sono uno dei solisti. Da qualche anno gli Academy Award hanno sostituito la dicitura ‘Director of photography’ con ‘Cinematographer’ per la categoria degli Oscar.

Una battaglia intrapresa da me e da molti miei colleghi perché la differenza è sostanziale. La fotografia, l’arte fotografica riguarda la singola immagine, uno scatto: ‘cinematographer’, il cinematografo è colui che ‘scrive’ con le immagini, noi scriviamo Cinema attraverso le immagini.

Dopo aver mostrato alle sue spalle una copia del quadro la ‘Vocazione di San Matteo’ il Maestro ha detto:

Caravaggio può essere considerato un cinematografo ante-litteram perché nonostante le sue opere siano dipinti paiono in continuo movimento.. una scrittura per immagini.

Il mio lavoro è una continua ricerca di equilibrio tra inconscio e consapevolezza, tra oscurità e luce… e in questo il genio di Caravaggio può considerarsi emblematico.

Parlando del riconoscimento alla carriera assegnatogli dal Social World Film Festiva, un evento organizzato da giovani, Storaro, oltre a ringraziare, ha voluto dare un consiglio a coloro che intendono intraprendere il suo lavoro:

Accetto sempre volentieri i premi perché li considero riconoscimenti al mio percorso figurativo.

Ai giovani che vogliono fare Cinema dico che per prima cosa bisogna studiare: io ho fatto il Centro Sperimentale di Cinematografia e credo sia ancora una delle migliori soluzioni per chi vuole imparare i mestieri del Cinema. 

Poi, però, ci vuole l’amore; è fondamentale avere una profonda passione per ciò che si fa… nessuno può insegnarvi ad amare ciò che fate. Io ho avvertito di amare profondamente il mio lavoro quando ho capito di essere felice e di stare bene mentre lo facevo esattamente come nella mia vita privata, senza alcuna distinzione.

Non sono mancate per Vittorio Storaro domande sull’attualità, sul Coronavirus, sull’incidenza del periodo emergenziale nel suo lavoro:

Purtroppo non posso essere a Vico Equense a ritirare il Premio del Social World Film Festival perché per la mia età sono una persona facilmente soggetta al rischio contagio e ora che la situazione pare si stia di nuovo aggravando mi hanno sconsigliato di viaggiare troppo. Ma penso che si possa essere presenti spiritualmente o anche visivamente grazie alla tecnologia, come in questo caso.

Durante il lockdown e in generale negli ultimi mesi ho cercato di mettere a posto il mio passato e di preparare il mio futuro. 

Ho scritto un libro sul lavoro che ho fatto con Bernardo Bertolucci, e ho cominciato a restaurare tutti i film girati con lui, ben dieci, anche perché col tempo si è riusciti a ridurre molto i costi di queste operazioni che considero doverose per la salvaguardia dell’Arte Cinematografica… bisogna impegnarsi affinché il Cinema del passato non venga dimenticato, non scompaia.

Dal 2016 uno dei più grandi Direttori della Fotografia, pardon, Cinematografi, della Storia del Cinema ha cominciato un sodalizio con Woody Allen con cui ha lavorato a ‘Cafè Society‘, ‘La ruota delle meraviglie‘, ‘Un giorno di pioggia a New York‘ fino al recente ‘Rifkin’s Festival‘ in uscita a novembre nelle sale cinematografiche. Dopo Bertolucci è probabile che Vittorio Storaro abbia trovato in Woody Allen l’ideale  direttore d’orchestra per cui fare il solista.

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Paco De Renzis

Autore Paco De Renzis

Nato tra le braccia di Partenope e cresciuto alle falde del Vesuvio, inguaribile cinefilo dalla tenera età… per "colpa" delle visioni premature de 'Il Padrino' e della 'Trilogia del Dollaro' di Sergio Leone. Indole e animo partenopeo lo rendono fiero conterraneo di Totò e Troisi come di Francesco Rosi e Paolo Sorrentino. L’unico film che ancora detiene il record per averlo fatto addormentare al cinema è 'Il Signore degli Anelli', ma Tolkien comparendogli in sogno lo ha già perdonato dicendogli che per sua fortuna lui è morto molto tempo prima di vederlo. Da quando scrive della Settima Arte ha come missione la diffusione dei film del passato e "spingere" la gente ad andare al Cinema stimolandone la curiosità attraverso i suoi articoli… ma visto i dati sconfortanti degli incassi negli ultimi anni pare il suo impegno stia avendo esattamente l’effetto contrario. Incurante della povertà dei botteghini, vagamente preoccupato per le sue tasche vuote, imperterrito continua la missione da giornalista pubblicista.