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‘UNAVITADALEM’, mostra all’Accademia di Belle Arti di Brera

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Stefano Chiassai Salman


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Dall’8 al 12 febbraio a Milano

Riceviamo e pubblichiamo.

A partire dall’8 al 12 febbraio 2018 presso il Salone Napoleonico dell’Accademia di Belle Arti di Brera, via Brera 28, Milano, si terrà la mostra ‘UNAVITADALEM’, a cura di Stefano Chiassai, Creative Director SCS, e Paola Maddaluno, docente del corso di Design del tessuto.
LEM è un acronimo il cui significato è Little Ego Man. Ha la forma di un omino ed è il protagonista di questa esposizione. Nata dal confronto tra gli allievi di Brera e Chiassai, la mostra ruota intorno ad alcuni concetti-chiave su cui si basa il progetto-moda uomo. Interrogandosi su queste tematiche, gli allievi si sono concentrati sulle “architetture” della camicia, della giacca, di un capospalla.

Ogni elemento è stato rivisitato attraverso eterogenei interventi. Ad accomunare queste “azioni”: un senso della monumentalità, la presenza del bianco, il ricorso a misure lontane dalle consuetudini della sartorialità maschile. Sono nati così tredici “pezzi-oggetti” progettati e realizzati dagli studenti dell’Accademia che, idealmente, si misurano con le sculture neoclassiche custodite nel Salone Napoleonico.

Gli interventi progettuali degli allievi sono accostati ai capi di una inattesa sfilata messa in scena da Chiassai. Una collezione di ventuno outfit provenienti dall’archivio personale dello stilista e pensata in collaborazione con “MARCELLOPELLE”, pseudonimo di Marcello
Boschi.

In mostra, abiti senza tempo, segnati dall’utilizzo della tecnica dell’assemblage. Sospesi nel vuoto, questi abiti appaiono senza corpi. Una scelta che, spiega Chiassai, tende a “non limitare la possibilità di immaginazione, la possibilità a chiunque di poterli indossare”.

Definiti dallo stilista “Breralem”, questi outfit sono caratterizzati da abbinamenti e contaminazioni insolite tra capi in pelle, shearling, giacche, pantaloni, maglie, camicie, cravatte e foulard che vanno dagli anni ’20 ad oggi.

L’intento di questa collaborazione è stato quello di analizzare alcuni concetti chiave del progetto moda-uomo: la “manipolazione” della materia tessile, lo studio di diverse tecniche di lavorazione, la riformulazione di forme tradizionali. Per dar voce ad un’interessante lavoro tra uno stilista, che in questa occasione ha vestito gli abiti di un curatore e giovani progettisti provenienti da tutte le parti del mondo.

Per riprendere le parole di Chiassai:

In questo momento della mia vita, la più grande soddisfazione è quella di poter trasmettere e raccontare l’esperienza del mio ‘Lavorovita’ a ragazzi giovani
che saranno i professionisti del futuro.

Stilista/Curatore Stefano Chiassai
Stefano Chiassai inizia il suo percorso da giovanissimo nell’impresa di famiglia. Cresciuto tra tavoli da taglio, macchine da cucire e sarte comincia a sperimentare accanto alla madre ed al padre il significato del saper fare italiano, respirando l’atmosfera creativa degli anni ’60 e ’70. All’inizio degli anni ’80, lancia la sua prima collezione, conquistando
credito per l’innovazione dei suoi total look futuristici.
La sua è una carriera velocissima che lo vede protagonista sul palcoscenico di Pitti Immagine Trend, di Pitti Immagine uomo e della Men fashion week milanese. L’incontro con la moglie Alessandra dà una svolta decisiva anche al suo percorso professionale
portandolo ad aprire il suo studio stilistico.

“Stefano Chiassai Studio” è oggi uno tra gli hub di creatività più prolifici del panorama italiano, dedicato alla concezione di idee, al design e allo sviluppo di progetti che Stefano segue per brand internazionali della moda maschile.

Oggi dirige la sua attività di Creative Director focalizzando la propria espressività nel settore luxury e in progetti con impronta urbana legati alla sperimentazione.

Studenti Classico

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