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‘Unalampa’ di Roberto Azzurro al Teatro Il Siparietto

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In scena il 9 aprile

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa di Hermes Comunicazione.

Sabato 9 aprile 2016, alle ore 21,00, presso il Teatro Il Siparietto, Via Tufarelli, San Giorgio a Cremano, Napoli, Eventi Mediterranei e Ortensia T presentano ‘Unalampa’, un’invettiva di Roberto AzzurroTutto ciò che in qualsiasi altra città del mondo è ordinario a Napoli è straordinario. E naturalmente viceversa. Scritto, diretto e interpretato da Roberto Azzurro.

Per molto tempo ho inseguito l’idea che soltanto uno scandalo può far sì che qualcuno si accorga di noi – sempreché abbiamo qualcosa di interessante e di irrinunciabile da mostrare -, si accorga di noi in termini eclatanti e profondi: bisogna fare uno scandalo, di qualsiasi tipo, ma uno scandalo. Per cui, per molto tempo ho inseguito l’idea di farlo, questo scandalo. Poi, una bella mattina mi sono detto: lo scandalo non devo farlo io, lo scandalo esiste già: e si chiama Napoli.

Io sono napoletano, per cui posso permettermi di dire qualsiasi cosa su Napoli e sui napoletani, insomma la responsabilità è mia, soltanto mia e le mie parole ricadono anche su di me, inevitabilmente.
Anche la miccia, utile e perfetta a innescare il turbine, era pronta già, ed è ciò che mi capita continuamente durante il giorno, mentre sono in auto nel traffico, o dal giornalaio, o in fila alla posta, o al tabacchi per comprare un biglietto per l’autobus. Per meglio dire, dalla reazione che io ho in seguito a quello che mi capita. Ecco, il verbo che indica questo mio comportamento/atteggiamento è questo: inveire; la cui definizione è: lanciarsi, avventarsi con furore verbale contro qualcuno o qualcosa, investendolo con invettive, con rabbiose accuse giustificate o meno, parole di fuoco, oppure aggredendolo con vituperi, con parole violente e offese terribili.

Il verbo inveire deriva ovviamente dalla parola invettiva, che dal latino “invechi” significa appunto scagliarsi contro. L’invettiva è una figura retorica. Si tratta di una frase, un discorso violento contro qualcuno o qualcosa. Invettiva è una frase o discorso irruento diretto ad accusare o a oltraggiare qualcuno o qualcosa, a denunciare fatti o situazioni che sono o si ritengono deplorevoli.
Ci sono illustri predecessori che hanno al loro attivo prestigiose invettive, mi perdonino se mi infilo in punta di piedi in un elenco di grande rilevanza, ma è irrinunciabile: è frutto di un giuramento, fatto una volta mentre ero imbottigliato nel traffico, a un incrocio, dove sono rimasto per circa un’ora e mezza – e non a Zurigo, chiaramente, ma a Napoli. È stato allora che, mentre con i finestrini serrati – non ero ancora pronto allora per lo scandalo, e allo stesso tempo non volevo rischiare di essere linciato da qualche cittadino napoletano – sono, questi, sempre pronti a difendersi cominciando ad annoiarci con le solite frasi del tipo “Napoli è la città più bella del mondo” che sembra voler intendere: possiamo fare tutto tanto siamo i più belli e la nostra città è la più bella, atteggiamento che io non esiterei a definire comportamento di stampo e mentalità camorristici, ecco –, per cui da napoletano io rispondo: ettiritittittì!

Ma tornando all’elenco degli invettori o invettivisti o invettivi – facciamo “arrabbiatissimi” e non se ne parli più – nel passato, per esempio nel mondo romano poteva accadere che un poeta, un politico o un uomo di cultura scrivesse un’invettiva contro qualche uomo potente che lui considerava nemico proprio o della sua parte politica.
Dante Alighieri, nella Divina Commedia, in più occasioni si lancia in invettive contro personalità ed istituzioni del suo tempo (come ad esempio, la città di Firenze o l’Impero Germanico). E Luigi Pirandello ne “Il fu Mattia Pascal” ci dà esplicito saggio di cosa è un’invettiva.

Certo, pensai, una volta liberatomi dall’imbuto ferroso dell’ingorgo automobilistico – imbuto vivacizzato da un’umanità bestemmiante e anch’essa inveente e in più brutta e grassa, (mi chiedo dove siano i bei napoletani e le belle napoletane di una volta) – certo, pensai, è una fortuna che sia da considerarsi obsoleto o improprio l’uso che estende il verbo inveire ad azioni di una violenza che travalica le parole per sfociare in animosità fisica, altrimenti è certo che quando pronuncerò l’ultima terribile battuta della mia invettiva contro Napoli e i Napoletani, e che titolerò “Unalampa”, è certo che la suddetta ‘Unalampa’ rischierà di finire in rissa.
Roberto Azzurro

Organizzazione Tiziana Beato per Eventi Mediterranei.

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