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Sarri, il nuovo Napoli

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Archiviata l’era Benitez, arriva Sarri, tecnico dal profilo basso, con un curriculum non proprio invidiabile come quello  dello spagnolo, ma grintoso e pragmatico. L’ex-impiegato, così come lo chiama ancora qualcuno per il suo passato trascorso da bancario, ha allentato solo un anno nella massima serie, guidando l’Empoli a una salvezza senza eccessivi patemi.

Pare che gioco del tecnico toscano, basato sul 4-3-1-2, a tratti spettacolare, abbia incantato il patron azzurro De Laurentiis, che ha strappato Sarri alle concorrenti, in primis al Milan. Forse, però, le cose non stanno proprio così, e forse Sarri non era la prima scelta della società partenopea: prima di puntare sul tecnico toscano, De Laurentiis si è mosso in prima persona per convincere il due volte campione dell’EL Unai Emery, che, puntualmente, ha rifiutato. Il progetto azzurro, senza l’attrattiva della Champions, era forse poco appetibile? O le garanzie tecniche offerte da ADL sono state considerate poco valide?

Senza dubbio passare da una dimensione internazionale, garantita da un tecnico con un palmares senza fine che adesso siede sulla panchina dei dieci volte campioni d’Europa, ad un tecnico, che per quanto energico e tatticamente preparato, rappresenta più di un passo indietro verso una dimensione calcistica provinciale, non è stata presa bene da gran parte dei tifosi.

Con Sarri sulla panchina azzurra, in altre parole, quale sarà il mercato del Napoli? Senza gli introiti della Champions quanto sarà disposto a spendere De Laurentiis per rinforzare la squadra? Intanto iniziano a scalciare i vari Callejón, Insigne e, soprattutto, Higuaín, abituato a ben altri scenari. Bene l’arrivo di Valdifiori, senz’altro funzionale al modulo del nuovo tecnico, ma forse non rientra nella categoria di quei calciatori che rendono grandissima una squadra. Reina, Allan e Darmian, considerando che anche Inter e Milan si stanno rinforzando, non dispiacerebbero affatto, ma per il momento solo il ritorno di Reina sembra realizzabile.

Tra i tanti dubbi che circondano l’inizio dell’era Sarri, non mancano, però, gli estimatori del nuovo tecnico, che, tra l’altro, tra i suoi pregi, vanta origini partenopee, il che non è assolutamente di poco conto per una squadra che tra i suoi tesserati può vantare solo Insigne come napoletano. Qualcuno si è anche divertito in storici paragoni richiamando alla memoria Sacchi, che, pur essendo privo di grandi esperienze prima dell’avventura rossonera, costruì il suo curriculum sulla panchina del Milan, riuscendo a scrivere un importante pezzo di storia del calcio. I risultati sul campo arrisero al tecnico del calcio totale italiano e proprio i risultati sanciranno l’esito del lavoro di Sarri. Noi, che siamo poco abituati a muovere aspre critiche prima di vedere la squadra in campo, ci limitiamo a notare che tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 tra le file rossonere militavano Van Basten e Baresi.

 

Carmelo Cutolo

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