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Meno smart – phone più smart – brain

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Il concetto di smart nasce nella fine degli anni novanta. Si inizia ad usare questo termine proprio con l’ascesa delle tecnologie digitali e delle telecomunicazioni. L’incontrastabile progresso scientifico, tecnologico e digitale ha cambiato la nostra vita.

Tutte queste soluzioni innovative introducono il termine smart come sinonimo di “intelligente”

Il termine smart, oramai entrato nel repertorio lessicale di tutti noi, è uno dei tanti esempi di prestito linguistico, ovvero parole appartenenti ad un diverso idioma che entrano nel vocabolario comune di un altro Paese. La lingua italiana, negli ultimi decenni, si è rivelata molto propensa all’utilizzo di lemmi esteri; ad oggi sono più di 5000 le voci di altri lessici rientrati nell’uso corrente.

Smart, in italiano così come in inglese, assume molteplici significati e rivendica proprio concetti come intelligenza, scaltrezza, furbizia oppure viene accostato ad immagini legate alla tecnologia, al lavoro, alle città, ad un persona. Si sente spesso dire: “Come sei smart”. Sicuramente, a favorirne l’ingresso nel nostro lessico, è stato il boom tecnologico avuto negli ultimi anni.

Un semplice cellulare, capace di connettersi al web, diventa intelligente e così si parla di smartphone. Un lavoro, svolto in maniera ingegnosa o con strumenti informatici che consentono di lavorare ad esempio da casa, diventa smartworking. Una città, che raccoglie ed eroga dati grazie alla propria rete digitale, diventa una smartcity.

Addirittura un frigorifero, un orologio, una bicicletta o qualsivoglia oggetto, connesso ad internet, diventano un articolo intelligente e smart. Infatti, agli inizi del nuovo millennio si parla di “IoT”, ovvero: Internet of Things, definendo possibile, finora qualcosa d’impensabile, il collegamento di un oggetto al web. Anche un semplice oggetto, una volta connesso ad internet, diventa intelligente e capace di raccogliere – distribuire informazioni e dati accessibili in qualunque momento o posto.

La rivoluzione digitale è iniziata!

Il progresso scientifico, tecnologico e digitale ha radicalmente cambiato le nostre vite.
Se ci fermiamo pochi secondi ad analizzare il ciclo di evoluzione dell’uomo, in soli 20 anni e poco più siamo riusciti a realizzare cose che in migliaia di anni non si riusciva nemmeno ad interpretare come una possibile cosa giusta per l’uomo o voluta dal fato.

Questa rivoluzione, definita da alcuni Digital Revolution, è iniziata proprio grazie all’avvento delle tecnologie digitali ed informatiche ed è nata proprio con il web.

Quale potrebbe essere una strada giusta da prendere? Molte persone influenti di questo pianeta pensano sia opportuno focalizzarsi su un obiettivo comune e condiviso con il fine di ottimizzare l’utilizzo di risorse e massimizzare gli effetti derivanti dalle attività svolte. Uno dei motori principali di questo cambiamento è proprio legato all’evoluzione tecnologica e lo sviluppo del settore ICT, che ha consentito di amplificare i processi evolutivi delle persone, delle organizzazioni e, quindi, di riflesso, delle città che questi soggetti abitano.

Essere smart, lo abbiamo capito, significa proprio essere “intelligenti”

Questo, a prescindere da tutto, lo si è quando si inizia a pensare alla collettività, al benessere comune, a qualcosa di migliorativo per tutti e non solo per se stessi. Siamo sicuri che la direzione adottata da molti sia giusta? Nel mondo succedono, quotidianamente, oltre a tantissime cose belle anche alcune molto preoccupati.

Noi, nelle nostre piccole attività quotidiane, possiamo e dobbiamo adottare soluzioni intelligenti o, come dicono gli anglofoni, smart. Anche perché, per una semplice formula matematica dimostrata alle elementari, se A non è uguale a B allora B non potrà essere uguale ad A. Di conseguenza, se non siamo intelligenti allora siamo fessacchiotti e viceversa

In definitiva, la formula, definita da qualcuno “magica”, è quella di approfondire una cultura collaborativa che assicuri coesione, condivisione e sviluppo di idee – soluzioni creative, solidali e sostenibili. Viviamo in un mondo dove tutto è smart, dagli oggetti alle città, ma noi non lo siamo ancora. Forse tutti siamo a conoscenza di determinati doveri, ma anche vantaggi che implica essere intelligenti o adottare, appunto, soluzioni smart.

Spero tu abbia trovato interessante questo mio spunto di riflessione e sono curioso di conoscere il tuo punto di vista. Parliamone assieme. Aspetto di conoscere le tue idee, ti ringrazio per il tempo dedicato e se reputi interessante l’argomento sarei felice se lo condividessi.

Grazie, alla prossima.

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Gianluca Radice
Gianluca Radice, ama sviluppare idee innovative e lavorare per il posizionamento di un business. Dopo laurea in management delle imprese internazionali, ha iniziato a lavorare come Business Developer e consulente aziendale per numerose aziende ed in diversi settori. A 23 anni ha co-fondato weHUB, una dinamica digital agency napoletana che, grazie alla forza del network professionale, è cresciuta tanto in poco tempo. Eterno curioso, ama studiare nuove cose, viaggiare e stare in compagnia.