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Malesseri improvvisi

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Malesseri improvvisi


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Per capirli occorre leggerli senza fretta

A volte arrivano lentamente…
Altre appaiono improvvisamente…

Ma esiste davvero ciò che è improvviso?
Oppure tutto cresce sotto la nostra distrazione…
Per poi presentarci il suo biglietto da visita in un sol colpo?

Relazioni spezzate urlano il proprio dolore…
Amicizie ingrigite hanno perduto il loro calore…
Padri e figli…
Madri e figlie…
Mariti e mogli… mogli e mariti…
Fratelli che parevano amici… amici che parevano fratelli…

Fino a che…
Un malessere improvviso…

Ma è mai improvviso un malessere?
Oppure… a nostra insaputa cresce nel torbido silenzio delle recriminazioni?

Fiori sbocciati apparentemente dal nulla…
Ma come enormi alberi hanno radici che contengono il virus dei sensi di colpa…

La malattia del volere l’altro come la nostra immagine l’ha concepito… e non come l’altro vorrebbe essere… è già presente nel tronco, al suo interno…

Rami di accuse reciproche si estendono senza sosta… nella speranza che l’altro ne venga intrappolato… riconoscendo e ammettendo le proprie colpe…

Dai rami… i fiori… che al primo sguardo sembrano così belli… ma che hanno invece in serbo un nascituro frutto della separazione e del distacco…

E se è vero che il distacco di un frutto dalla sua pianta è del tutto naturale e perfino utile… lo spezzarsi di un’amicizia, un amore, una relazione genitoriale, ha un non so che di innaturale e di tedioso…

Quel frutto che si è distaccato all’improvviso, in realtà, ha dovuto prima crescere nell’umiliazione delle condanne, delle accuse, dei sensi di colpa reciproci creati con l’astuzia del più esperto fra i manipolatori dell’anima… quella bramosia di possesso capace di far nascere dal nulla rimorsi di coscienza e contrizione…

Malesseri improvvisi?

Non credo…
O per lo meno non tutti…

Prima un sintomo trascurato… poi un altro… poi un altro ancora…
Poi sintomi mal sopportati… poi altri… poi altri ancora…
E alla fine…

Un frutto già marcio… cade dall’albero…
Un frutto chiamato… non ci siamo mai… sinceramente parlati…
Mai… sinceramente ascoltati…

E se è vero che mai potrai riattaccare un frutto ad un ramo…
È anche vero che puoi magicamente creare una nuova radice…

Perché il Cuore non ha limiti e confini…

E se hai davvero voglia di immergerti nei suoi sentimenti più puri…

Vi troverai il seme del Vero Amore… che ancora attende da Te… di esser piantato… nutrito… coltivato… e accudito e custodito… come il più prezioso dei gioielli.

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natyan
natyan, presidente dell’Università Popolare Olistica di Monza denominata Studio Gayatri, un’associazione culturale no-profit operativa dal 1995. Appassionato di Filosofie Orientali, fin dal 1984, ha acquisito alla fonte, in India, in Thailandia e in Myanmar, con più di trenta viaggi, le sue conoscenze relative ai percorsi interiori teorici e pratici. Consulente Filosofico e Insegnante delle più svariate discipline meditative d’oriente, con adattamento alla cultura comunicativa occidentale.