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‘Le nostre donne’: intervista esclusiva a Edoardo Siravo

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Le nostre donne


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Una commedia brillante che si tinge di giallo

Dal 22 al 25 Settembre, presso il Teatro Sala Umberto, via della Mercede 50, Roma, andrà in scena la pièce ‘Le nostre donne’ di Eric Assous, con Edoardo Siravo, Emanuele Salce e Manuele Morgese, musiche originali di Patrizio Marrone, scene Lorenzo Cutùli, regia di Livio Galassi.
Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Zeta L’Aquila, ha debuttato proprio nel capoluogo abruzzese lo scorso anno.

È lo stesso Edoardo Siravo a raccontarci la trama.

Si tratta di una commedia molto diverte ed estremamente intelligente che, come tutte quelle d’oltralpe, ha in sé la capacità intrinseca di raccontare delle cose importanti e di lanciare messaggi significativi.

Ho avuto il piacere di conoscere personalmente Eric Assous qualche anno fa a Parigi, prima di approcciarmi ai suoi scritti. È un artista versatile: scrittore, dialoghista, sceneggiatore per tv e cinema, regista teatrale e cinematografico.
Da questo testo, che ha vinto anche il Premio Molière, è stato tratto un film che dovrebbe uscire in Italia in questa stagione.

Trovo tutte le sue opere decisamente interessanti. Come la maggior parte degli autori francesi, degni eredi della tradizione di Molière, sa scrivere molto bene le commedie brillanti.

Sul palco tre uomini che parlano delle proprie donne, in un meccanismo decisamente ironico che, in alcuni momenti, assomiglia, però, a quello di un giallo.

L’azione si svolge in casa di Max, interpretato da me; lui e Paul aspettano Simon per iniziare una partita a carte che non verrà mai giocata e che, simbolicamente, indicherà le infinite possibilità della vita.
Quando il ritardatario li raggiunge confessa, sconvolto, di aver commesso quello che lui crede un femminicidio e chiede loro di fornirgli un alibi.
Diverse le posizioni dei due amici: indulgente l’uno, intransigente l’altro. Mentire alla polizia per proteggere l’amico di sempre o nell’ottica della legalità denunciarlo e così tradirlo?
Una serie variegata di sentimenti contrastanti andrà a minare l’intensità della loro amicizia.

Sbigottimento, titubanze, timori, tensioni, egocentrismi che culmineranno, però, in esilaranti battute, a tratti grottesche, nel pieno rispetto della più classica delle tragicommedie.

Le donne, mai fisicamente presenti sulla scena, eppure onnipresenti nei quadri di Tamara de Lempicka appesi alle pareti, si materializzeranno in modo prepotente attraverso i loro dialoghi: tra amarezze, rancori, rimpianti, colpe, infelicità, in un gioco di continue e reciproche dipendenze e di scambi di ruolo.

Mentre i suoi amici sembrano apparentemente più appagati dai loro legami sentimentali, Max, al contrario, è quello che all’inizio manifesta più problemi nella sua relazione amorosa.

Alla fine di tutto un percorso interiore e psicologico che, coinvolgendo l’intero trio, passerà attraverso un potenziale delitto, Max sarà, invece, l’unico a realizzare un tentativo di approccio e di rapporto sincero con la propria donna. Sarà quella, infatti, l’unica coppia con un barlume di speranza; le altre due, al contrario, scoppieranno, incapaci di risolvere i problemi e le incomprensioni che si sono trascinati dietro per troppo tempo.

Lo spettacolo terminerà con una sorpresa finale, un colpo di scena che preferisco non svelare per non togliere allo spettatore il gusto della rappresentazione.
Nonostante sia un testo molto divertente, infatti, la suspense lo accompagna fino all’epilogo inaspettato, cambiando, così, le “carte in tavola”.

La pièce ‘Le nostre donne’ andrà in scena al Teatro Sala Umberto, via della Mercede 50, Roma, secondo il seguente calendario:

dal 22 al 23 settembre alle ore 21:00;
il 24 settembre ore 17:00 e ore 21:00;
il 25 ore 17:00.

Per informazioni e prenotazioni telefonare al 06.6794753 o scrivere a prenotazioni@salaumberto.com

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Autore Lorenza Iuliano

Lorenza Iuliano, vicedirettore ExPartibus, giornalista pubblicista, linguista, politologa, web master, esperta di comunicazione e SEO.