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La zavorra del genere nei percorsi iniziatici

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Polarità lunare e polarità solare


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Come l’ignoranza iniziatica nuoccia allo scopo

L’articolo è scritto a quattro mani da Mariarosaria Murmura e Pietro Riccio, proprio per prendere in considerazione la polarità lunare, quella femminile, e la polarità solare, quella maschile, sfidandovi a riconoscere le diverse posizioni.

Perché una donna non dovrebbe poter intraprendere un cammino iniziatico?
Perché, ancora oggi, c’è chi promuove la soluzione di percorsi collaterali, sovente sotto la guida più o meno palese di un uomo, o Logge esclusivamente femminili?

Lo stesso Mackey a commento del diciottesimo Landmark scrive:

Fin dalla nostra entrata nell’Ordine abbiamo trovato certi decreti che stabiliscono che potessero entrarvi solo uomini capaci di affrontare fatiche o di adempire al dovere dei massoni speculativi.
Noi abbiamo preso l’impegno solenne di non alterare questi regolamenti che non potrebbero esser cambiati senza una completa disorganizzazione del sistema intero della Massoneria speculativa.

Ovvero, la spiegazione, liquidata brevemente, è solo rimandata ad una consuetudine, non si fonda su alcuna tradizione tantomeno vengono addotte delle motivazioni di natura esoterica.

Sul sito della  Gran Loggia Unita d’Inghilterra, quella che cioè si erge ad arbitro della regolarità, forse solo per aver codificato per prima delle regole, nella pagina delle FAQ, ovvero delle Frequently Asked Questions, si legge:

Are there women Freemasons?
Yes. Whilst UGLE, following the example of medieval stonemasons, is, and has always been, restricted to men, women Freemasons have two separate Grand Lodges, which are restricted to women.

Che tradotto in italiano suona così:

Ci sono donne Massoni?
Sì, mentre la Gran Loggia Unita d’Inghilterra, seguendo l’esempio dei tagliapietre medioevali è, e sarà sempre, ristretta agli uomini, le donne Massoni hanno due Gran Logge separate che sono ristrette alle donne.

A nostro parere, sussistono almeno due buoni motivi per contestare questa giustificazione.

Il primo è di natura storica. Ci dilettiamo a citare alcune testimonianze dell’accettazione di donne nelle corporazioni medioevali di muratori.

In Francia, già nel 1268, il ‘Livre des Métiers’ di Etienne Boileau ammetteva le donne al grado di Maestro nelle varie corporazioni artigiane, anche quelle legate a mestieri all’apparenza esclusivamente maschili.

La Gilda dei Carpentieri di Norwich negli Statuti del 1375 faceva riferimento a Fratelli e Sorelle.

Lo Statuto della Loggia di York del 1693 recitava:

Colui o Colei che deve esser fatto Massone pone le mani sul Libro ed allora le istruzioni sono date.

Questi gli esempi più citati, ma ve ne sono tantissimi altri. Il motivo di questa tradizione ha una spiegazione molto semplice. I Maestri che non avevano figli maschi potevano assicurarsi il controllo del patrimonio di famiglia ammettendo le proprie mogli o figlie, che nel caso di morte prematura del Maestro, potevano così assumere il controllo della Loggia.

Si tratta, nella maggior parte dei casi, di un’ammissione non operativa. E qui, qualcuno, tirerà fuori la solita, letterale e superficiale differenziazione tra Massoneria operativa e Massoneria speculativa.

Questo ci porta al secondo motivo secondo il quale il richiamo alle consuetudini delle corporazioni medioevali di muratori non è assolutamente sufficiente a giustificare il rifiuto di ammettere le donne.

I criteri che erano indicati per la Massoneria operativa sono proponibili nella Massoneria speculativa? Il passaggio che vieta l’ingresso a chi è affetto da qualsivoglia menomazione è scomparso abbastanza presto, senza che nessuno sia stato accusato di eresia o di irregolarità.

Ma siamo sicuri che anche questa non fosse un’avvisaglia di un politically correct ante litteram piuttosto che di un’ignoranza palese delle qualificazioni necessarie ad una qualsiasi via iniziatica?

In virtù di ciò, non appare evidente che ogni importante menomazione fisica o psichica sia di intralcio all’immissione sulla via e, a maggior ragione, al raggiungimento del suo scopo?

E, ancora, siamo così sicuri che la Massoneria cosiddetta speculativa, per differenziarla da quella che fisicamente costruiva cattedrali, non abbia come scopo un lavoro reale, operativo?

Il voler ancorare la tradizione Massonica alle sole corporazioni medioevali risulta senza dubbio riduttivo. Del resto, la posizione critica nei confronti dei Landmark da parte di autori come lo stesso Guénon sono note.

[…] la questione dei Landmark che è, come si sa, soggetta a interminabili discussioni, appena chiarite riferendosi al significato originale della parola, applicata nella Massoneria operativa ai segni, mediante i quali era fissato il centro, e gli angoli di un edificio prima della sua costruzione, che può permettere d’interpretare i caratteri generalmente riconosciuti ai Landmark nel senso di una verità immutabile, universale e atemporale in se stessa, e nello stesso tempo suscettibile, nei diversi domini d’esistenza e d’azione, di applicazioni che sono dei riflessi, a dei diversi gradi, d’un “Archetipo” puramente spirituale; e va da sé che, in queste condizioni, i veri Landmark non possono in alcuna maniera essere assimilati a un insieme di regole scritte, che non saprebbero esprimere tutt’al più che il riflesso più indiretto e più lontano […]
René Guénon – Études sur la Franc-maçonnerie et le Compagnonnage 

Se una giustificazione può essere addotta al divieto di ammettere le donne, dunque, non va cercata sicuramente nelle pratiche della Massoneria operativa, per i motivi che abbiamo detto, ma piuttosto fondata su verità immutabili, universali e atemporali. Su verità che siano dunque esoteriche, iniziatiche nel senso più autentico e profondo.

In effetti la giustificazione, seppur debole, fornita dal G.O.I. si trova nei Rituali, in particolare nel rituale di iniziazione al grado di apprendista, ed è comunque basata su un assunto esoterico.

Essendo la nostra iniziazione solare, le donne non sono ammesse ai nostri Lavori.
Rituale di iniziazione

Spostiamoci, finalmente, sul piano iniziatico. Il riferimento ad una tradizione Solare ed una Lunare è chiaramente legato ad una distinzione che non si fonda minimamente su una connotazione di genere.

Come sottolineato in diverse occasioni, si tratta piuttosto di una differenza tra Piccoli Misteri e Grandi Misteri come, ad esempio, nel caso dei Misteri Osiridei o Isiaci della tradizione egizia. Sicuramente, il sesso non era discriminante per l’accesso a queste scuole misteriche. Di contro si dovrebbe, di fatto, precludere l’accesso agli uomini a qualsiasi iniziazione di carattere lunare.

Ad esempio, Lucio, ne ‘L’asino d’oro’ di Apuleio, viene iniziato prima ai misteri isiaci.

Mentre cercavo di risolvere questi dubbi religiosi riflettendo un po’ con me stesso, un po’ parlandone ai sacerdoti, venni a scoprire una cosa del tutto nuova per me e veramente stupefacente, cioè che io ero iniziato soltanto ai misteri di Iside ma non ancora a quelli dell’invitto Osiride, il padre sommo di tutti gli dei e per quanto i legami tra questi due culti fossero molto stretti, anzi tali da formare un’unica religione, tuttavia in fatto di iniziazione la differenza era grande; di qui dovevo aspettarmi d’esser chiamato a servire anche questo grande dio.
Apuleio – L’asino d’oro 

Questa posizione è ribadita anche da Paolo Lucarelli, che scrisse:

Le persone ammesse come membri di una loggia devono essere uomini buoni e leali… di età matura e prudente… non donne…
Ancora oggi la stragrande maggioranza dei corpi massonici nel mondo si attiene rigorosamente a questa regola, e considera decisamente irregolare chi non lo fa. I motivi addotti sono diversi.
Si dice che è così:

– Perché nei cantieri operativi dei muratori non c’erano donne.
(In realtà basta prendere un buon testo di medievalistica per scoprire che ce n’erano, e svolgevano spesso lavori molto delicati, come preparare la malta, il cordame, ritoccare le sculture ecc.).

– Perché la Massoneria è un ordine iniziatico solare. (Ma la storia ci dice che molti culti solari, come quelli di Apollo e Dioniso, avevano soprattutto sacerdotesse).

– Perché le donne possono essere iniziate, ma non trasmettere al loro volta l’iniziazione massonica.
(Qui si entra in ragionamenti così complessi, raffinati e sottili, che sono costretto a dichiarare la mia totale incomprensione e incompetenza).

– Perché la Massoneria è un ordine cavalleresco. (Ineccepibile se si accetta l’assunto, ma l’affermazione è molto controversa).

– Perché la presenza delle donne turberebbe la serenità dei lavori massonici.
Paolo Lucarelli – Introduzione a ‘Simbolica Massonica del Terzo Millennio’ di Irène Mainguy

Come afferma lo stesso Lucarelli, molte iniziazioni solari, come quelle di Apollo e Dionisio, riscontravano la presenza preponderante di sacerdotesse.

Altro elemento introdotto da questo passo è la presunta impossibilità da parte delle donne di trasmettere l’iniziazione. Posto che tale assunto supera, comunque, il principio di non iniziabilità femminile, su cosa si fonda? Partiamo da una prima citazione, molto frequente tra coloro che negano la possibilità di ammettere le donne.

Se per iniziazione si intende semplicemente il procedimento nel quale può esser raggiunto il contatto con il sovrasensibile, devesi dire che, in linea di principio, l’iniziazione è aperta anche alla donna. Resta, nel riguardo, il problema della via. Normalmente, la via propria dell’uomo è quella “secca” ed attiva di un metodo in cui la presenza a sé non è mai perduta ed il rito è controllato in tutte le sue parti da un principio che si mantiene in tutti i cambiamenti di stato, fino alle fasi realizzatrici. Invece, per una donna, la via naturale sarebbe quella “umida”.
Invito alla magia – Gruppo Ur

La diversa natura femminile, dunque, non consentirebbe il controllo dei cambiamenti di stato. La prima cosa che deve balzare all’occhio è l’utilizzo di una terminologia che è assolutamente alchemica. Rispetto alle due vie, praticamente tutti gli autori sono concordi nell’individuare nella via umida quella più lunga ma più sicura.

E v’è un secondo invito alla riflessione: l’utilizzo del termine “normalmente” e del tempo verbale condizionale nell’ultima frase, scelte che fanno sorgere quanto meno il dubbio che gli autori stessero generalizzando riferendosi ad una sorta di media statistica.

Inoltre, il risultato finale è lo stesso. Si tratta di due strade che qualsiasi alchimista, a prescindere dal sesso, può intraprendere. Si tratta, a nostro parere, della confusione tipica di chi scambia il percorso con il punto di arrivo, il mezzo con il fine non essendo capace di intuire la natura dello Spirito. Questa citazione, sovente utilizzata da chi si ferma davanti al genere fisico senza voler o poter andare oltre, rappresenta una comoda stampella per chi si trova a corto di argomentazioni.

Un lampo di amara riflessione merita, ora, l’ultimo punto citato da Lucarelli: la presenza delle donne turberebbe la serenità dei lavori massonici. Ci chiediamo, non senza una vaga vis polemica, se la questione dei metalli, magari negli “alti gradi”, potrà mai essere compresa e superata.

Ma veniamo alle argomentazioni addotte da chi rifiuterebbe alle donne la possibilità di iniziare che lo stesso Lucarelli, pregevole esoterista e grande alchimista, forse l’ultimo, liquida dichiarandosi incompetente, affermazione intrisa di quell’ironia tipica del vero iniziato, non ispirata certamente da una reale “incapacità” a seguire la discussione.

Quando il padre (umano) l’emette così, come semenza nel grembo della donna, è in realtà il sole che là lo emette; là, in verità, lo regge e lo conduce di là da questa morte; in seguito nasce, conformemente al seme ed al soffio.
Jaminiaupanishad bramâna

Tale citazione, che ci sembra utilizzata un po’ a casaccio, proviene da una tradizione non strettamente collegata a quella massonica. Ma volendola prendere per buona, se la “semenza” è emessa dal sole, non dall’uomo, ciò significa che l’uomo fa solo da tramite, è mero strumento. L’iniziazione resta solare, che a trasmetterla sia un uomo o una donna, è il “sole” a conferirla. Nulla che ci appaia incompatibile, anche in questo caso.

Nei Misteri di Mithra, dai quali le donne erano escluse, si affermava che il potere delle iniziazioni solari era “taurino” ed “ammonio” e che “questo potere nessuna donna può conoscere senza morire”.
Vittorio Vanni

La citazione potrebbe apparire piuttosto superficiale se non ci si interroga sul significato iniziatico del verbo “morire” che, però, è strettamente legato alla natura lunare, non certo al genere, quindi, per maggior chiarezza, gli esseri umani di sesso maschile non si ritengano al di sopra di tale riflessione.

E ancora lo stesso Vanni cita due passi a conferma della non iniziabilità femminile che, invero, non fanno altro che sconfessarla.

Nella tradizione massonica, dal XVII secolo ai nostri giorni, vi è la stessa operatività rituale di formazione androgenetica. Nei rituali 10 del Rito Egiziano Femminile di Cagliostro, oggi usato dalle Logge Androgene d’Adozione dipendenti dai Riti Uniti di Misraim e Memphis – Gran Santuario Adriatico, è previsto il Ricevimento di una Maestra Egizia, (chiamato anche rito simbolico o d’Osiris). In questo rituale, la Gran Maestra, accompagnata da un Maestro IV° grado con la spada in pugno, riceve così la nuova Maestra:

(Con la spada tocca il capo della Neofita. Depone la spada e slaccia il cordone dalla sua vita e la invita a spogliarsi della veste di lutto e ad indossare il grembiule di Maestra, la sciarpa di Sibilla e i guanti bianchi della purezza, Poi toglie il collare bianco con la scritta E.S.H. e lo cinge al collo della Neofita.)

Poi recita:
EGO SUM HOMO. Sono uomo. Questo è scritto sul collare che vi ho cinto. E, in effetti, la parte spirituale, quella che rappresenta la vostra propria essenza, è maschia e non femmina. O, meglio, non ha sesso. Un giorno mi comprenderete meglio. Allora non sarete più caratterizzata per il vostro sesso, ma per il vostro spirito che si deve elevare senza tregua per adattarsi alla vostra nuova condizione.

In questa citazione il grassetto è nostro. L’iniziazione, oltre che essere in potenza, non è fisica, è spirituale. Lo spirito non ha sesso. Tale riferimento non è utilizzato solo da Vanni ma anche da chi, in generale, nega il potere iniziatico femminile, tanto che ci è stato praticamente impossibile risalire a chi abbia fatto per primo ricorso a questo tipo di argomentazione.

La riportiamo riferita a Vanni perché la sua esposizione ci è sembrata la più completa e quella meglio organizzata. Ma conferma solo che l’iniziazione solare si propone di veicolare la luce, di cui il sole è il simbolo filosofico ed esoterico.

La citazione parla inoltre di essenza, che è propriamente maschia. Anche questo non fa una grinza. L’essenza è luce, è la scintilla divina, non ha sesso, è solare per ognuno di noi. Il Dio dentro di noi non ha sesso, l’essenza non ha sesso.

Analoghe riflessioni possono essere fatte per il seguente riferimento:

Simon Pietro disse loro: [agli Apostoli] Maria se ne vada da noi, perché le donne non sono degne della Vita. Gesù disse: Ecco, io la attrarrò in modo da farne un maschio, affinché anche lei diventi uno spirito vivente simile a voi maschi. Perché ogni donna che si farà maschio entrerà nel Regno dei Cieli.
Vangelo di Tommaso

Anche in questo testo apocrifo viene utilizzata, di fondo, la stessa simbologia.
Si tratta di un’opposizione tra la polarità solare e lunare che qualche autore definirebbe non umana ma da interpretarsi sul piano cosmico.

In definitiva, la donna non potrebbe iniziare perché non è in grado di trasmettere lo sperma. L’analogia tra quello che è in alto e in basso porta a dire che una donna che non possiede il principio attivo per generare la vita sul piano fisico, non può trasmetterla sul piano iniziatico. Anche questo contribuisce a creare confusione. Sul piano cosmico il principio resta quello solare, certo, come abbiamo detto, ma su questo piano l’essenza può essere solare a prescindere dal sesso.

Lo stesso Vanni ci offre un passo per concludere:

Si può quindi ipotizzare la regolarità dell’iniziazione femminile in Massoneria, quando questa poi non pretenda autonomamente i poteri di trasmissione, che sono solari e maschili (o luni-solari androgeni). In nome di questo principio è necessario che durante l’iniziazione da parte di una Maestra Venerabile vi sia il contatto fisico di un Fratello (mano destra sulla spalla sinistra) su una Sorella, o che sia seguita passo per passo da un Fratello con la spada puntata.

Il simbolo fondante è quello della spada, esplicitato da diversi autori. Simbolicamente, la spada può essere retta da chiunque, a prescindere dal sesso, poiché è la spada ad essere, appunto, simbolo e veicolo del potere iniziatico.

Secondo la Bibbia, anzi, la prima iniziazione umana è stata opera di una donna. Di fatto, è Eva a porgere ad Adamo il frutto della conoscenza.

Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò.
Genesi 3, 6 – Bibbia CEI

Eva, avendo mangiato dell’albero, è già a conoscenza del bene e del male, è – dunque – già “iniziata”. A sua volta, quindi, “inizia” Adamo trasferendogli la conoscenza avviando quel percorso che porta dal Paradiso Terrestre alla Gerusalemme Celeste.

Non possiamo pensare di tornare qui su tutte le questioni concernenti il Centro supremo, da noi già trattate altrove più o meno compiutamente: la sua conservazione in modo più o meno nascosto a seconda dei periodi, dall’inizio alla fine del ciclo, cioè dal «Paradiso terrestre» fino alla «Gerusalemme celeste» che ne rappresentano le due fasi estreme.
René Guénon – Simboli della Scienza Sacra

Si tratta di un percorso che passa attraverso la conoscenza che inizialmente – e su questo piano – è duale.

Nel momento stesso della caduta Adamo diventa «conoscitore del bene e del male» (Genesi, III, 22), cioè incomincia a considerare tutte le cose sotto l’aspetto della dualità; la natura duale dell’Albero della Scienza» gli appare quand’egli si trova scacciato dal luogo dell’unità prima, alla quale corrisponde l’Albero della Vita».
René Guénon – Simboli della Scienza Sacra 

Il dualismo, inteso come coppia di complementari e non di opposti inconciliabili, è solo momentaneo, transitorio, perché è strumento della sua stessa ricomposizione. Dall’uno di ciò che non è generato al dualismo e pluralità di ciò che è generato, ovvero la discesa, per poi tornare dal generato a ricomporre l’unità del non generato, ovvero la risalita.

Un ultimo riferimento alla questione dell’ammissione delle donne in Massoneria, rispetto alla quale già troppo ci siamo dilungati, riguarda proprio il dualismo, che il nostro percorso iniziatico tiene fortemente in considerazione.

Effettivamente molti simboli dei nostri Templi si rifanno al dualismo. Ma si dice anche che il Maestro debba superare i dualismi riuscendo a procedere lungo la sottile riga che separa il bianco dal nero. Perché, dunque, non superare anche il dualismo maschio – femmina?

Tutto, cose e persone, sono fondati su questo principio; ogni elemento femminile ne contiene uno maschile e viceversa.
Il Kybalion – I tre iniziati

Ogni cosa ha il suo elemento maschile e femminile. Del resto, le prime divinità erano androgine. L’esempio può essere quello del Giano bifronte. Solo successivamente la parte maschile e quella femminile sono state separate per dare origine a due divinità diverse. Soprattutto con il cambiare del ruolo sociale della donna. Non a caso i primi gruppi umani erano matrilineari.

Il quarto principio dell’ermetismo, quello della polarità, recita:

Tutto è duale; tutto è polare: per ogni cosa c’è la sua coppia di opposti. Come simile e dissimile sono uguali, gli opposti sono identici per natura e differiscono solo di grado. Così gli estremi si toccano; tutte le verità non sono che mezze verità e ogni paradosso può essere conciliato.
Il Kybalion – I tre iniziati

Gli opposti sono identici. Basterebbe ricordare questa semplice quanto fondamentale affermazione per sciogliere ogni dubbio.

La vera discriminante, invece che fondarsi sul genere, dovrebbe focalizzarsi sulle “qualificazioni” necessarie a chi aspira a ricevere la luce, quelle qualificazioni indispensabili all’iniziabilità, spesso ignorate, generatrici dei disastri attuali, evidenti. Quelle stesse qualificazioni che ci fanno rammentare di una luna oscurata dal dito deforme che pretende di indicarla.

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Autore Mariarosaria Murmura

Mariarosaria Murmura, imprenditore e formatore in comunicazione e marketing, interprete, scrittore, ha pubblicato interviste ed articoli su diverse testate culturali ed un romanzo 'Ho quasi quarant’anni - un'anamnesi sentimentale' pubblicato da Città del Sole Edizioni.