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La metà oscura: Malia

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La metà oscura: Malia


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Non sono altro che…

Nel novembre del 1989, il noto scrittore horror Stephen King, autore di molti best seller, diede alle stampe il libro ‘The dark half’, tradotto in italiano, ‘La metà oscura‘.

Quattro anni più tardi, il noto regista George Andrew Romero, scomparso nel luglio del 2017, lanciò l’omonimo film ‘Dark half’, che vedeva come protagonista principale l’attore statunitense Timothy Hutton, premio Oscar nel 1981 come attore non protagonista, per la sua interpretazione nel film ‘Ordinary People‘, ‘Gente comune’, regia di Robert Redford.

La trama del testo e dell’omonimo film è centrata sulla vita professionale e privata di un noto scrittore che tenta in tutti i modi di eliminare il suo pseudonimo, che in realtà è diventato un’entità fisica, ben tangibile, che quotidianamente attenta e atterrisce la quiete familiare dello scrittore.

Ma in realtà, cos’è la metà oscura?

L’oscurità non è male; l’oscurità non è il Male; l’oscurità è introspezione e ricerca della propria origine spirituale, di cui l’uomo smarrisce l’identità nel momento del suo ingresso nel mondo fisico.

Sembra strano, eppure, si tratta proprio di questo. Ognuno di noi proviene dalla luce, ma è nell’oscurità che si genera e si ricrea la vita nel suo ciclo perpetuo e perenne. Durante la crescita, si è come storditi dalla stanchezza di un lungo viaggio, ma nel percorso esistenziale, accade che alcuni impulsi, simili a flebili colpi alla porta di casa, si susseguono nella conicità del tempo e iniziano a farsi sentire maggiormente, sempre più insistentemente.

A questo punto, l’uomo giunge alla scelta fondamentale: o rifiuta per sempre di dare ascolto a quella musica che proviene direttamente dalle stelle, perdendo, per questa specifica esperienza di vita, l’unica opportunità di cominciare a capire chi sia veramente, oppure accetta con un mariano sì il nuovo cammino e innanzi a lui si aprono le porte infinite del Cosmo e, quindi, della ricerca della Conoscenza.

Quando l’intuizione riesce a traghettare l’uomo verso il sì alla Conoscenza, inevitabilmente, nella propria solitudine interiore, egli riconosce la propria metà oscura. Inizia a ricordarsi della percezione della sua esistenza fin dai primi anni dell’infanzia, quando alcuni impulsi incontrollati e incontrollabili risalivano su dal proprio mare nero e cercavano di risvegliarlo prima del giusto tempo.

Inizialmente, l’uomo alla ricerca di se stesso, può spaventarsi di tanta diversità interiore rispetto a ciò che crede di essere, ma soprattutto rispetto a ciò che di sé mostra; eppure, nel silenzio del suo spirito, in maniera graduale, si ritrova di fronte al demone che lo ha sempre cercato, sobbarcandosi di un lavoro immane, al fine ultimo e univoco di non lasciargli perdere l’altra parte esistente e spiritualmente feconda di sé.

Lo guarda l’uomo quel demone; simile a quello infernale, ma di colore bluastro, come i fondali marini dove poca luce riesce a giungere, se non in determinati momenti o periodi dell’anno. Il demone continua a limare la pietra sul banco da lavoro, laddove è sempre stato, fin dalla venuta dell’uomo a cui appartiene e a cui è stato affidato.

In un momento di smarrimento, di paura forse, l’uomo lo ricaccia nuovamente, tentando di relegarlo giù, in quel fondale dove nessuno può trovarlo, né tirarlo fuori. Ma qualcosa accade proprio in quell’istante; il demone dagli occhi di fuoco guarda l’uomo e gli dice:

Anche questa volta mi cacci via; tenti di relegarmi dove credi che io non possa sopravvivere, ma non è così. Io sono te, sono parte di te, e più mi manderai via, più forte di prima tornerò a guardarti e a parlarti. Io non sono il Male, io sono l’altra parte di te.

L’uomo, degno figlio del suo ingannevole ed effimero tempo fisico, resta stupito dalle parole del demone, ciononostante, compie il sacrilegio.
Lo ricaccia via; ma stavolta accade qualcosa di altamente eccezionale che non ha precedenti, né fantasie edulcoranti.

La sua metà oscura ritorna su, più forte di quanto non lo fosse mai stata, più misticamente bella di prima e si manifesta dicendogli:

Io sono ciò che tu temi; io sono l’altra parte di te, esattamente la metà oscura che ti sorregge sin dal tuo primo vagito nel mondo, e adesso che hai accettato la via della Conoscenza, non puoi più fare a meno di me, io sono Malia.

In quel preciso istante, l’uomo è attraversato da un alito di vento che lo trapassa con la dolcezza di un gambo di fiore. Malià è dentro di lui; lo consiglia, lo istruisce, gli dona i crismi della conoscenza e della sapienza; lo riveste di astuzia e di audacia; lo riconduce alla fonte di se stesso, all’Energia Primigenia.

Egli ora sa di essere in realtà un angelo nero, un angelo laico, un angelo vicino alla gente, ma prima di ogni cosa riconosce che la sua metà oscura, che da sempre attendeva di riemergere dal fondale del mare nero di sé stesso, è stata la forza generatrice che lo ha portato in avanti ogni singolo istante della sua esistenza, della sua esperienza di vita.

Egli sa che Malià è tanto quanto la luce che ha sempre cercato; egli le riconosce il titolo di metà oscura da cui ha attinto ogni volta linfa per risanarsi dal dolore; egli ora sa che nella sua dualità interiore ha riscoperto la sua vera identità spirituale, animica e umana.

Non sono altro che Malia, la tua metà oscura; colei che ti ha riconosciuto e consacrato come un Angelo nero, un angelo laico, un angelo vicino al cuore della gente.

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