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Internet, un mondo vero o falso?

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Il famoso scrittore e umorista americano, Mark Twain, disse una volta

se non leggi i giornali non sei informato, se lì leggi sei informato male.

Concludiamo questo celebre aforisma in chiave moderna e diciamo che se ti informi su Internet non potrai mai sapere che cosa sei.

Sul web può scrivere chiunque e, con il passare degli anni, sono aumentati gli strumenti e le opportunità per ciascuno degli oltre cinque miliardi di utenti per mettere in rete, su un blog, un sito, una piattaforma social, tutto ciò che vuole.

Nessuna forma di controllo preventivo, nessuna verifica sull’autenticità o la provenienza di notizie e informazioni e, così, chiunque potrebbe scrivere – e lo fanno – che il famoso personaggio Tizio si nutre di carne di gatto o che il cancro si cura con limonata e clisteri di bicarbonato.

Conseguenza?

Non possiamo più sapere se ciò che stiamo leggendo è vero o falso e nel mare di informazioni che riceviamo quotidianamente, corriamo il rischio di imbatterci in qualche fake e prenderla per vera.

Chi non c’è mai cascato almeno una vola?

Tra le notizie false a cui possiamo aver creduto troviamo i cugini e cognati di qualche politico assunto in Senato come portaborse a dodicimila euro al mese.

Qualcuno ha rilanciato la notizia di navi con un milione di migranti pronti ad invadere l’Italia con l’immagine del concerto dei Pink Floyd a Venezia oppure la foto del famoso cantante nero Briano Maggio che non sarebbe più venuto in Italia fino a quando avremmo avuto Salvini come Ministro.

Molte altre bufale hanno invaso la rete ed erano accompagnate da slogan del tipo

Se sei indignato metti like e condividi.

Un successo, niente da obiettare, per gli autori di queste (forse) provocazioni.

Un successo invece preoccupante lo ebbe, e continua ad averlo, la notizia secondo cui sarebbe stata avanzata la proposta di adottare nelle nostre scuole i numeri arabi per favorire l’integrazione degli immigrati.

Premesso che i numeri arabi li usiamo fin dall’epoca di Leonardo Fibonacci, diventato famoso più per una citazione in un libro di Dan Brown che non per le sue opere matematiche, è allarmante il numero delle condivisioni e l’assurdità dei commenti.

Le fake possiamo inventarcele anche noi stessi, magari in buona fede, per fare uno scherzo oppure per vedere se gli utenti medi della rete siano davvero così sprovveduti.

La mente può andare al giorno in cui mezza America fuggì dalle grandi città durante la trasmissione, sotto forma di sceneggiato radiofonico, del libro ‘La guerra dei mondi’.

Il livello di realismo da parte di Orson Welles e del suo staff, fecero credere a milioni di americani che gli alieni realmente stessero per invadere la terra.

Sono forse meglio i titoli veramente goliardici di Lercio che, in questo, mantiene la tradizione dissacrante de Il Male oppure le notizie del fantomatico Comune di Bugliano, che per un periodo ha spopolato su Facebook?

Oggi sulle fake è possibile costruirsi un’immagine, una credibilità, una presenza televisiva, come nel caso di un personaggio dello spettacolo che, a fronte di un fisiologico calo di popolarità, si inventò un falso marito e anche dei figli. Però il pubblico ha dimostrato gradire.

La regina delle fake rimane, purtroppo, uno dei più grandi falsi della storia, che, periodicamente, torna galla e viene strumentalizzata nel modo peggiore. Si tratta dei Protocolli dei Savi, o Anziani, di Sion. Un documento spudoratamente falso, che iniziò a circolare in Russia dopo l’assassinio dello Zar Alessandro II nel 1881 e venne divulgato dalla polizia segreta zarista, la Ochrana, durante la vicenda Dreyfus.

Nel testo si fa menzione di un piano sionista massonico per la conquista del mondo. La falsità del documento venne dimostrata già negli anni Venti dal Times di Londra, ma i Protocolli vennero tradotti e diffusi; in Germania una versione venne curata dall’ideologo nazista Alfred Rosenberg e Hitler non mancò di inserirla nel suo ‘Mein Kampf’.

Purtroppo, il documento è ancora oggi in circolazione e gli effetti sono devastanti ed evidenti. Spesso qualche post lo tira nuovamente fuori e viene ancora diffuso.

Storia a parte, come è possibile difendersi da fake e bufale, specialmente se molte di queste appaiono vere?

Sta a noi iniziare, dal nostro discernimento e dalla capacità di informarsi su fonti affidabili. Ma questo è solo l’inizio e Internet è troppo grande.

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Autore Gianni Dell'Aiuto

Gianni Dell'Aiuto (Volterra, 1965), avvocato, giurista d'impresa specializzato nelle problematiche della rete. Di origine toscana, vive e lavora prevalentemente a Roma. Ha da sempre affiancato alla professione forense una proficua attività letteraria e di divulgazione. Ha dedicato due libri all'Homo Googlis, definizione da lui stesso creata, il protagonista della rivoluzione digitale, l'uomo con lo smartphone in mano.