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‘Essere Melvin, tra finzione e realtà’

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La presentazione del libro domani a Catania

Riceviamo e pubblichiamo.

Mercoledì 9 dicembre alle ore 17.30, nell’ambito di “Oltre le parole, raccontarsi attraverso la scrittura creativa”, una serie di incontri con giovani autori siciliani, sarà presentato all’Anteas Catania di Catania, il romanzo “Essere Melvin, tra finzione e realtà” di Vittorio De Agrò.
Interverranno l’autore, la giornalista Maria Cristina Torrisi, il violinista Serghei Pascov e l’attrice Laura Rapicavoli.“Oltre le parole, raccontarsi attraverso la scrittura creativa” parte da un’idea in collaborazione con la sede catanese di ANTEAS (sezione di Barriera). Il programma degli incontri per quest’anno prevede, per ciascun appuntamento, la partecipazione di un autore per volta, accompagnato da relatori ed ospiti (attori, musicisti…), che si racconterà partendo dalla presentazione di un proprio testo letterario (narrativa o poesia).
Laura Rapicavoli

Programma

Mercoledì 09 Dicembre ore 17.30
Vittorio De Agrò presenta “Essere Melvin, fra finzione e realtà”, romanzo – Ed. Cavinato presso Anteas Catania Sede di Barriera, Via Saglietti n.1G, Catania.

Responsabile Pina Rapicavoli
Coordinamento a cura di Laura Rapicavoli
Si ringraziano le Nuove Edizioni Bohemine per il supporto giornalistico www.nuoveedizionibohemine.it

Interverranno: Vittorio De Agrò, Maria Cristina Torrisi, giornalista, Laura Rapicavoli, attrice, Serghei Pascov, violinista

A proposito dell’autore:
Vittorio De Agrò è nato in Sicilia, ma vive a Roma dal 1989.
È un proprietario terriero e d’immobili, conservatore, “diversamente ignorante” e orgogliosamente teledipendente. Dopo aver ottenuto la maturità classica nel 1995, ha gestito i beni e l’azienda agrumicola di famiglia fino al dicembre 2012.
Nel Gennaio 2013 ha aperto il blog: ilritornodimelvin.wordpress.com, letto, ad oggi, da circa 30mila persone in 105 paesi nei 5 continenti.
Collabora da Giugno 2014 con il blog letterario “Il Rumore dei libri”, da Novembre 2014 è redattore cinema e teatro del sito “Parole a Colori”, da Febbraio 2015 lavora per i siti ”Nuove Edizioni Bohemien” e “Mygeneration” e, da Marzo 2015, per “Passione Lettura”
Ha pubblicato nel 2014 con Cavinato Editore International il romanzo autobiografico “Essere Melvin”. “Amiamoci, nonostante tutto” è il suo secondo romanzo, autopubblicato nel febbraio 2015.

“Essere Melvin, tra finzione e realtà” – Ed. Cavinato

Genitori, scuola, amicizie, affetti, impegni tracciano un percorso lungo il quale Melvin, giovane proprietario terriero di origini siciliane, tenta faticosamente di avventurarsi, combattendo fin da bambino contro aspirazioni e proiezioni familiari che non gli appartengono. Fantasie, strambe millanterie, menzogne, che gli sembrano fin da subito una via di fuga da una realtà avvertita come insostenibile, non fanno che trascinarlo pian piano in una dimensione in cui il mondo concreto e quello immaginario slittano continuamente l’uno nell’altro, producendo senza sosta antitesi inconciliabili nello sviluppo della personalità e delle relazioni affettive con il pur ricco universo femminile che lo circonda. I riti virtuali del web e della comunicazione digitale lo conducono all’ossessiva frequentazione di un forum dedicato ad una starlette di una fiction televisiva, “l’Aspirante”; tra i due nasce un autentico sentimento le cui conseguenze, tuttavia, finiscono per amplificare la crisi di Melvin fino allo sdoppiamento di sé, in una crescente, e drammatica, deriva psicotica e autodistruttiva a causa della quale egli subisce un trattamento sanitario obbligatorio. Melvin chiederà aiuto allo Splendente, singolare ma lucidissima figura di psichiatra, cui si rivolgerà quando il peso dei ricordi e del senso di colpa per il tradimento dell’altrui fiducia si farà insopportabile, al punto da restringere ulteriormente i già risicati margini della sua sopravvivenza psichica. La memoria, improvvisamente ricomparsa dopo una prolungata amnesia, gli consentirà di recuperare episodi e situazioni – cui il protagonista dà il nome di file – e di illustrarli, con puntualissima dovizia di particolari, al suo terapeuta. Ne nasce una dialettica tra medico e paziente, per molti versi proficua e chiarificatrice, che però non prelude affatto, come ci si potrebbe aspettare, ad un finale prevedibile e consolatorio; giacché non siamo di fronte ad una finzione narrativa, bensì ad un racconto intensamente vissuto sulla propria pelle e a rischio della propria esistenza. Perciò nessuna invenzione, nessun artificio, nessuna ipocrita censura, nessuna remora nel mettersi a nudo e offrire al lettore una testimonianza che un conformistico riserbo preferirebbe seppellire nei sotterranei della rimozione e del pudore.
Melvin è una storia vera. Davvero.

Dal libro è stato liberamente tratto il testo teatrale “Il peso delle parole” di Laura Rapicavoli.

 

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