Home Rubriche ScomodaMente Buon anniversario della Liberazione a tutti gli italiani

Buon anniversario della Liberazione a tutti gli italiani

493
25 aprile


Download PDF

Buona festa della Liberazione a chi mantiene saldo il ricordo di un evento cruciale per il destino del nostro Paese, a chi orgogliosamente ne manifesta la memoria, a chi è consapevole che una società plurale e democratica non può che partire da lì, ogni anno, ed ogni anno più del precedente.

Buona Liberazione a chi crede fermamente nella libertà come valore etico e filosofico, pur conscio della sua velata parentela con una sorta di strana solitudine; a chi la protegge, come cittadino, finanche da se stesso, dalle sirene delle appartenenze, delle ideologie che lo blandiscono come individuo, chiamandolo a nuove, eroiche e rabbiose divisioni.

Buona Liberazione agli ignoti che hanno bruciato la statua della staffetta partigiana Giulia Lombardi a Vighignolo; a quelli dello striscione “Onore a Benito Mussolini” sciorinato qualche giorno fa nei pressi di Piazzale Loreto; al Sindaco di Todi, che ha negato all’ANPI il patrocinio per le celebrazioni perché la festa “è di tutti, e non solo di alcuni”; ai Sindaci che proibiscono che si canti ‘Bella Ciao’ durante le manifestazioni; a chi ha pensato di deporre fiori sulla tomba di Michael Seifert, il boia nazista che torturò i deportati nel lager di Bolzano, seppellito nel cimitero di Santa Maria Capua Vetere, a pochi metri d’aria da casa mia.

Buona Liberazione a chi considera il 25 Aprile una festa “divisiva” tra fascisti e comunisti, a chi “il fascismo è morto”, a chi “ancora questa roba?”; buona liberazione e in questo caso complimenti, mica è facile banalizzare il mondo con divisioni da lavagna delle elementari seguitando ad ottenere consensi, o liquidarla col ciuffo sbarazzino del giovanotto che viaggia leggero verso il futuro.

Buon anniversario della Liberazione a tutti, ma soprattutto a chi opera per silenziarne, sminuirne, manipolarne, ridicolizzarne la memoria: dovrebbe benedirlo invece, più di tutti, per la libertà che gli concede, da settant’anni, di continuare ad umiliarla.

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente‘Via Sentimento n.19’ a Palazzo San Giacomo
Articolo successivo‘Armi, acciaio e malattie’, di Jared Diamond
Giuseppe Maria Ambrosio
Giuseppe Maria Ambrosio, laureato in giurisprudenza con una tesi in filosofia del diritto sull’ermeneutica di Hans-Georg Gadamer, ha conseguito il dottorato di ricerca in filosofia politica nel 2012 presso il dipartimento di Studi Politici della Seconda Università di Napoli, dove attualmente collabora. I suoi lavori trattano in particolare del rapporto tra stato e sovranità, dell’impatto delle teorie neocostituzionaliste sui sistemi nazionali e sovranazionali e delle libertà del singolo in ambito etico e giuridico. Collabora con riviste scientifiche e non. È membro del comitato di redazione della rivista “Persona” diretta da Giuseppe Limone.