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Il Salento è privo di acqua. I fiumi, i torrenti scorrono tutti sottoterra. Una terra carsica che risucchia ogni goccia in caduta. La vegetazione è bassa, fitta, interrotta a tratti dal giallo e dal rosso delle bacche. E ulivi. Ulivi a perdita d’occhio.

Il pomeriggio di morte a Barcellona è cominciato giovedì 17 agosto alle 16,50, quando un furgone è piombato sulla folla che passeggiava sulla celebre Rambla, nel cuore della capitale catalana. Almeno 13 morti e 100 feriti, 16 dei quali gravi, in un massacro che l’Isis ha rivendicato in serata.

Fonte RaiNews: http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Barcellona-attentato-17-agosto-2017-Furgone-investe-la-folla-sulla-Rambla-le-immagini-strage-in-spagna-3db4a790-5a80-4afd-8be1-f7bf03ede2ee.html#foto-1

Scopro dell’attentato a Barcellona in serata, sui social. I giornali lanciano a palla gli aggiornamenti e io mi trovo qui, davanti a Villa Sticchi.
Rido. Rido istericamente. Rido di amarezza, rido di sconforto.

Villa Sticchi è soltanto una delle bellissime costruzioni architettoniche salentine nel comune pugliese di Santa Cesarea Terme, Lecce. È un palazzo moresco di fine Ottocento “denunciato dal salmastro, orientale, come un riflesso sbiadito, scrostato sotto le volte degli archi e sulle cupole”.

Con queste parole Villa Sticchi viene descritta dalla salmodiante voce fuori campo di Carmelo Bene nell’incipit del suo film ‘Nostra Signora dei Turchi’, complessa opera cinematografica realizzata dall’attore, drammaturgo e scrittore pugliese nel 1968.

Lo stile moresco, tipica espressione dell’eclettismo architettonico diffuso in Europa nel XIX secolo caratterizzante le ville di questa zona termale del Salento: il Tacco d’Italia, fa dell’edificio un esempio meraviglioso di sincretismo di generi diversi affacciato sulla confluenza fra lo Ionio e l’Adriatico, all’incrocio fra culture e tradizioni, fra Oriente e Occidente.

Fonte italianways.com http://www.italianways.com/villa-sticchi-a-santa-cesarea-colori-doriente-sul-tacco-ditalia/

Guardo la magnificenza della Villa e penso. Penso a ciò che di magicamente funzionale l’Occidente capitalista troverà da dire riguardo a tutta la faccenda del terrorismo. Penso alla strumentalizzazione, all’odio razziale. Soprattutto temo. Temo le azioni di risposta e le motivazioni tese a giustificarle.

A proposito delle contaminazioni tra Oriente e Occidente mi fermo a leggere un poster davanti alla Villa che racconta dell’apporto arabo alla lingua italiana soprattutto nei settori relativi a titoli, professioni, all’agricoltura e all’idraulica, alle costruzioni, agli oggetti e utensili, ai tessuti, alla medicina e all’onomastica. Lo trovo divertente.

E scopro che albicocco viene da al-barquq, alchimia e chimica da al-kimya, alcool da al-kuhl, arancio da narang, camicia da qamis, limone da limun, ricamo da raqama, salamelecchi da salam ‘aleik, sorbetto da sherbet, zibibbo da zabib, e così a centinaia.

Mi chiedo sempre perché sia più facile soffermarsi su ciò che ci divide piuttosto che su ciò che ci unisce…

Moussa ha rubato i documenti al fratello Driss per poter affittare il furgone della strage. Driss, in stato di fermo, e Moussa, ucciso nello scontro a fuoco di Cambrils, erano registrati al consolato marocchino di Girona. I due fratelli avrebbero doppia nazionalità, marocchina e spagnola. Da molti anni vivono in Catalogna. Moussa ha appena 17 anni.

Fonte L’Avvenire https://www.avvenire.it/mondo/pagine/barcellona-auto-su-folla-rambla

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Marilena Scuotto

Autore Marilena Scuotto

Marilena Scuotto nasce a Torre del Greco in provincia di Napoli il 30 luglio del 1985. Giornalista pubblicista, archeologa e scrittrice, vive dal 2004 al 2014 sui cantieri archeologici di diversi paesi: Yemen, Oman, Isole Cicladi e Italia. Nel 2009, durante gli studi universitari pisani, entra a far parte della redazione della rivista letteraria Aeolo, scrivendo contemporaneamente per giornali, uffici stampa e testate on-line. L’attivismo politico ha rappresentato per l’autore una imprescindibile costante, che lo porterà alla frattura con il mondo accademico a sei mesi dal conseguimento del titolo di dottore di ricerca. Da novembre 2015 a marzo 2016 ha lavorato presso l’agenzia di stampa Omninapoli e attualmente scrive e collabora per il quotidiano nazionale online ExPartibus.