Home Territorio Estero Sanità, Bezzini: ‘Così non va, più risorse nel Recovery Plan’

Sanità, Bezzini: ‘Così non va, più risorse nel Recovery Plan’

492
Simone Bezzini


Download PDF

‘Insufficienti i fondi ipotizzati per la sanità, appena il 4,3% delle risorse del programma europeo. Serve una svolta radicale, questa impostazione va corretta subito. Sì al MES’

Riceviamo e pubblichiamo da Agenzia Toscana Notizie.

Bene l’accordo UE sul Recovery Fund che porterà all’Italia 209 miliardi, ma nelle ipotesi di piano del Governo le risorse destinate alla sanità sono decisamente insufficienti. Così non va.

A dichiararlo, senza mezzi termini, l’Assessore alla sanità della Regione Toscana, Simone Bezzini, che denuncia l’insufficienza dei fondi alla sanità, che sembra emergere dal lavoro sul Recovery Plan del Governo.

Hanno ragione le tante voci che chiedono più fondi per la sanità: a oggi sono solo 9 i miliardi ipotizzati, appena il 4,3% delle risorse del programma europeo. Serve una svolta radicale, questa impostazione va corretta subito, così la sanità rischia di essere la Cenerentola del Recovery Plan.

Uno schiaffo a tutti gli operatori sanitari e al sistema sanità in generale, che tradisce tutto quello che è stato detto fino ad ora, gli impegni e le promesse degli ultimi mesi.

Oltre a più risorse per la sanità nel Recovery Plan serve dire sì al MES, con i suoi 37 miliardi, anche per i rimborsi dell’emergenza Covid, che non possono gravare sui bilanci delle Regioni. Basta indugi, non ci possiamo permettere il lusso di sprecare questa opportunità, il sistema sanitario necessita di ingenti finanziamenti strutturali e non provvisori.

Servono risorse e subito, bisogna realizzare interventi di edilizia sanitaria ammodernando gli ospedali e riqualificando le strutture, potenziare la prevenzione, le case della salute e la rete dei servizi territoriali, investire nella telemedicina e su innovazione, ricerca e digitalizzazione dell’assistenza sanitaria.

Vanno inoltre affrontate quelle che l’OMS definisce ‘le nuove epidemie’: le cronicità, la non autosufficienza, il disagio mentale, che riguardano le persone più esposte anche ai rischi e alle conseguenze dell’emergenza da Covid-19.

Sul reclutamento di nuovo personale come Regione chiediamo e siamo pronti a condividere con il Governo un piano di assunzioni straordinarie stabili di medici, infermieri e professionisti sanitari, sociosanitari e amministrativi, fortemente carente a seguito dei blocchi decennali, e un deciso potenziamento delle risorse per la formazione per rispondere ai nuovi fabbisogni di personale, per valorizzare le competenze e qualificare i servizi.

Va anche aumentato il numero di posti nelle scuole di specializzazione per i giovani medici che si laureano, pena la carenza di specialisti, soprattutto alcune figure, come gli anestesisti. Servono strategie di medio e lungo termine.

Come Regione Toscana abbiamo fatto ampiamente la nostra parte, presentando a inizio novembre il nostro contributo al Piano nazionale per la ripresa e la resilienza, PNRR.

Nove progetti, chiari e precisi, con relativi tempi di attivazione e fabbisogno finanziario: connected care e telemedicina, case della salute, cure intermedie, investimenti sugli ospedali, riqualificazione delle strutture, gestione delle risorse umane basata sulle competenze, infrastrutture di ricerca e sostegno alla stessa.

Ci tengo a sottolineare che siamo stati l’unica Regione italiana a presentare una proposta per la valorizzazione delle politiche per il personale sanitario.

È necessario cambiare rotta subito, per fare tutto questo servono ben altre risorse. La sanità merita un ruolo primario nella ripartizione dei fondi del Recovery Plan. Il diritto alla salute va tutelato e la posta in gioco è troppo alta.

Se verrà confermata la linea attuale vorrebbe dire non aver imparato nulla dalla pandemia e non voler guardare in faccia le criticità, i bisogni e le prospettive del nostro sistema sanitario, che si configurerebbe come il fanalino di coda delle politiche del Governo.

Print Friendly, PDF & Email