Home Territorio San Giuseppe: la zeppola regina del 19 marzo e orgoglio napoletano

San Giuseppe: la zeppola regina del 19 marzo e orgoglio napoletano

686
Rosario Lopa con zeppole di San Giuseppe


Download PDF

Lopa: ‘Appena le condizioni istituzionali ce lo consentiranno, avvieremo, con l’Associazione Pasticcieri Napoletani, il primo progetto di promozione e valorizzazione della pasticceria artigianale e tradizionale partenopea’

Riceviamo e pubblichiamo.

Dichiarazione del Portavoce della Consulta Nazionale dell’Agricoltura, componente del Dipartimento Nazionale Agroalimentare Agricoltura Turismo del MNS, Rosario Lopa:

Il 19 marzo la fanno da protagoniste le discendenti di quelle storiche frittelle: le zeppole di San Giuseppe, dolce tipico della cucina italiana, in particolare napoletana, che derivano da una tradizione antica risalente addirittura all’epoca romana.

Secondo la leggenda, dopo la fuga in Egitto con Maria e Gesù, San Giuseppe dovette vendere frittelle per poter mantenere la famiglia in terra straniera e, per questo motivo, i romani gli diedero il simpatico appellativo di frittellaro. Ecco perché le zeppole sono i dolci tipici della festa del papà, preparate per festeggiare e celebrare la figura di San Giuseppe.

Nella sua versione attuale, la zeppola di San Giuseppe nasce come dolce conventuale: secondo alcuni nel convento di San Gregorio Armeno, secondo altri in quello di Santa Patrizia. La prima zeppola di San Giuseppe che sia stata messa su carta risale comunque al 1837, ad opera del celebre gastronomo napoletano Ippolito Cavalcanti, Duca di Buonvicino.

Il 19 marzo si è sempre festeggiato, inoltre, la fine dell’inverno, la primavera è ormai nell’aria: durante i cosiddetti riti di purificazione agraria vengono accesi in molti paesi del meridione dei grandi falò, e preparate grosse quantità di frittelle. Dal latino cippus, pezzetto di legno, in grado di risolvere piccoli problemi di slivellamento. La zeppa è piccola e somiglia a quel pizzico di pasta lievitata che, messo a friggere nell’olio bollente, si gonfia, fino a dar vita alla classica “pastacrisciuta“.

La zeppola si fa, infatti, come la pastacrisciuta, ma è dolce: e come lei, a Napoli ha un’origine stradale. Farina, acqua, strutto, uova, zucchero e crema pasticcera. Ecco la ricetta della regina del 19 marzo a Napoli: la zeppola di San Giuseppe, orgoglio della pasticceria napoletana. La vera zeppola, d’altronde, è rigorosamente fritta, quella al forno è una risposta all’attenzione moderna a salute e colesterolo. Nel tempo la frittura si pensava facesse male allora si è rimediato facendola al forno. Ma la zeppola nasce e muore fritta.

Siamo riusciti ad ottenere l’iscrizione nell’elenco dei prodotti tradizionali italiani. Se c’è il cuore perfetto viene la zeppola perfetta.

Appena la condizioni istituzionali ce lo consentiranno, avvieremo, con l’Associazione Pasticcieri Napoletani, il primo progetto di promozione e valorizzazione della pasticceria artigianale e tradizionale partenopea.

Print Friendly, PDF & Email