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Presidente della Toscana a Palermo per i lavori dell’assemblea CRPM

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Rossi: ‘Fondi coesione cruciali nella nuova programmazione 2020 – 2027’

Riceviamo e pubblichiamo da Agenzia Toscana Notizie.

Il primo passo per rafforzare una politica di coesione che sia pilastro principale di una governance economica riformata per sostenere la crescita, è l’esclusione del cofinanziamento regionale e nazionale dai parametri del Patto di stabilità.

Un atto, questo, che potrebbe assicurare più investimenti in settori chiave come quello ambientale. E il secondo passo da fare, è coinvolgere di più le Regioni in ogni fase decisionale.

Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che stamani, 18 ottobre, a Palermo è intervenuto ai lavori della 47a assemblea della Conferenza delle Regioni Periferiche Marittime, CRPM, di cui è Vicepresidente.

Ha proseguito:

È importante che i fondi di coesione siano stati definiti ‘cruciali’ da Ursula Von der Leyen nelle Linee guida della nuova Commissione e sono certo che molte Regioni sapranno cogliere al meglio la sfida dei cambiamenti climatici nella nuova programmazione.

Siamo anche entusiasti dell’obiettivo che si è prefissata la commissaria Elisa Ferreira di battersi per una politica di coesione inserita in un quadro finanziario ‘il più elevato possibile’, ma non si può nascondere la preoccupazione per gli eventuali tagli finanziari che il Consiglio ci potrebbe imporre.

A questo proposito Rossi ha citato il ‘Just Transition Fund’ proposto da Ursula Von der Leyen:

Potrebbe essere anche un utile strumento aggiuntivo per rispondere ad alcune di queste sfide, penso soprattutto all’ambiente, a patto, però, che le sue risorse siano ‘nuove’ e che non vadano a intaccare quelle dei fondi di coesione.

La sua governance, invece, dovrebbe ispirarsi al nostro modello, con una gestione condivisa tra Commissione, Stati membri e Regioni e degli accordi di partenariato.

Rossi ha indicato anche un altro punto fondamentale del confronto con la Commissione: la soppressione della ‘condizionalità macroeconomica’, cioè il congelamento dei fondi strutturali per i Paesi che non rispettano i parametri macroeconomici, il patto di stabilità, della UE.

Ha ricordato il Presidente toscano:

La CRPM ne ha da tempo chiesto il superamento e questa linea è anche passata al Parlamento europeo. So benissimo quanto sia difficile farla accettare dal Consiglio e dalla Commissione, ma non dobbiamo tirarci indietro.

Non possiamo far pagare alle Regioni le scelte economiche degli Stati membri, perché così si penalizzano anche i beneficiari che non hanno alcuna responsabilità sulla pianificazione del bilancio nazionale e sulla disciplina fiscale.

La commissaria Ferreira ha affermato che la condizionalità deve essere ‘proporzionata’ e tenere conto delle circostanze economiche e sociali di ogni Stato membro: è già un passo avanti, ma il confronto deve proseguire.

Benissimo anche il legame tra politica di coesione e governance economica sostenuto dalla commissaria Ferreira. È importante, sottolineare, anche alla luce del portafoglio che le è stato attribuito, non solo coesione ma anche riforme strutturali, che la Coesione non è un ‘bancomat’ in mano agli Stati membri, chiamati a finanziare le proprie riforme interne. Ma una vera politica prevista dai prevista dai Trattati e pensata da Delors per bilanciare gli squilibri del mercato interno.

Alcuni Stati membri mettono in discussione la obbligatorietà degli accordi di partenariato nella preparazione dei Por, i piani operativi regionali, ma i principi fondamentali della politica di coesione, come la gestione condivisa, il partenariato e la governance multilivello, non si toccano. Questa posizione sarebbe dannosa per gli stessi Stati che perderebbero il loro contatto non solo con le Autorità regionali, ma anche con la società civile e tutti gli altri attori implicati nella preparazione e attuazione dei Programmi operativi.

In un Europa che è accusata di non essere troppo vicina ai cittadini, non sarebbe un buon segno.
Si diminuirebbe la legittimità del progetto europeo, al quale le autorità regionali danno un contributo significativo, grazie alla loro prossimità con i territori.

In questa fase politica, non possiamo permettercelo. Anzi forse ci dovremmo porre una questione diversa: come avvicinare di più i cittadini alla programmazione regionale, come coinvolgerli, come consultarli.

E se la coesione economica e sociale deve essere anche territoriale, come ha riconosciuto la stessa Commissaria Ferreira, allora va riconosciuta la grande diversità dei territori europei.

In questa sala siamo tutti d’accordo, su questo. E proprio da questa sala e da questa bellissima Regione che ci accoglie, e che ringrazio per l’ospitalità, sottolineo la centraluità del lavoro fatto dalla CRPM per le isole e aggiungo, come presidente della Toscana, per le aree interne, che per i problemi di accessibilità, spopolamento e mancanza di investimenti, possono essere definite come delle ‘isole senza mare’. So che il Parlamento europeo è riuscito con il Rapporto Cozzolino ad attirare l’attenzione su questi territori. Secondo noi, hanno pari dignità rispetto alle aree urbane a cui è, e sarà riservata, una quota obbligatoria della programmazione. Chiedo alla Commissione di essere nostro alleato in questa battaglia.

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