Home Molise Campobasso Per Antonio Picariello, uno storico dell’arte e lui stesso artista

Per Antonio Picariello, uno storico dell’arte e lui stesso artista

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Antonio Picariello


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L’intellettuale è deceduto il 15 maggio all’età di 64 anni in seguito a una malattia

La scomparsa di un amico è sempre un trauma, un inatteso che si para dinanzi senza forme particolari ma con un dolore dell’anima. Se quest’uno, come Antonio Picariello, ha vissuto rincorrendo nel suo lavoro la bellezza vuol dire che aveva un obiettivo in più che ha perseguito nella sua vita.
La bellezza non è solo riflesso di una idea assoluta e nemmeno una semplice incarnazione di essa, ma è la realizzazione della verità e del bene. La verità è la tuttunità della vita nel senso assoluto. La tuttunità è infatti il bene per tutto ciò che esiste. Perciò la bellezza viene intesa come un tessuto penetrato dalla verità che è tuttunità, e dunque che è la realizzazione del bene.

La “grande arte” è proprio la creazione di questo tessuto comunionale dove si esprime la realtà colta nell’aspetto della comunione, della vittoria sull’isolamento, la realtà svincolata dall’autoaffermazione, dove il principio ecclesiale, cioè della comunione, vince sul principio soggettivo.

Non si tratta di distruggere il soggettivo, ma di farlo vedere intrecciato in una trama di comunione.

Vedremo che l’arte finirà per non elaborarsi più intorno solo alla bellezza ma alla vita di ognuno che lascia negli altri un ricordo di un sorriso, di un abbraccio, di una speranza.

Ed allora Antonio lascia in noi la certezza che ogni vita ha una sua impronta speciale, si tratta proprio di una radicale metamorfosi che coinvolge i fondamenti stessi della vita sospesa di questo tempo che nessuno ci potrà restituire.

Avviene una specie di sganciamento dalla verità e dal bene, o almeno da un certo
modo di intendere sia il vero che il bene.

L’arte si esclude dalla conoscenza e, dunque, non è in grado di apportare qualcosa di significativo eppure parla dell’umano e si alimenta di una nuova intelligenza che è un radicale cambiamento. Il mondo è dipinto così come lo vede l’uomo e l’occhio dell’artista è la sua realizzazione per trovare parole e narrare una dimensione.

Antonio ci ha regalato la sua discreta presenza in un confronto libero da sovrastrutture.
Di lui ricorderemo il suo passo, il suo calore, la sua autenticità, la sua fascinosa affabulazione.

Desideriamo essere vicini alla famiglia.

Le amiche e gli amici tutti:
Esther Basile, Rosy Rubulotta, Luisa Festa, Rosy Selo, Maria Antonietta Selvaggio,
Susanna Canessa, Monica Doglione, Gioconda Marinelli, Martina Tarallo, Lucia Stefanelli, Antonio Cervelli, Nicola Rando, Carmen Dinota, Rita Felerico di Napoli.
Beatrice Tassara di Santa Margherita Ligure (GE).
Francesca Patton di Bedollo (TN).
Elio Scarciglia di Lecce.
Maria Stella Rossi di Cerro al Volturno (IS).
Maria Ester Mastrogiovanni e Titti Follieri di Firenze.
Lucia Daga, Vittorio Scuncio, Elio Pecora di Roma.
Marika Di Carlo di Castel di Sangro (AQ).
L’Istituto Italiano Studi Filosofici di Napoli.

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Esther Basile

Autore Esther Basile

Esther Basile, giornalista pubblicista, poeta, saggista, collaboratrice Istituto Italiano Studi Filosofici di Napoli. Presidente dal 1996 dell'Associazione Eleonora Pimentel, nata in seno all'Istituto Filosofico. Ideatrice del Festival Letteratura e Saggistica al Femminile a Narni da 15 anni con 2 Medaglie del Presidente Napolitano. Ideatrice del Premio L’Iguana dedicato ad Anna Maria Ortese. Tutor di Scuole Filosofiche di Alta Formazione Filosofica.