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Notorius, la “quintessenza di Hitchcock”

2014
Notorious


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Mac Guffin: il segreto del Cinema di Hitchcock

Nel 1944 Alfred Hitchcock aveva già una certa fama in ambito cinematografico, ma era ancora in balia delle decisioni dei produttori, fin troppo restii alle idee innovative di un genio dell’immagine come il regista e alle sue volontà di mettere su pellicola storie quanto mai semplici all’apparenza ma in realtà destabilizzanti per la fragile psiche umana.

Da pochi anni Hitchcock aveva cominciato a lavorare negli Stati Uniti dopo aver mutato il modo di fare Cinema in casa propria, in Gran Bretagna; i mezzi e i finanziamenti erano certamente superiori a quelli avuti fin lì a disposizione ma in quel momento non c’era nessun testo che lo attirasse a tal punto da farci un film.

Così con il suo fido sceneggiatore ed amico Ben Hecht, partorisce un’idea su cui si basi tutta la lavorazione: una ragazza deve andare a letto con una spia per ottenere delle informazioni!

Quello che manca loro per proseguire nella scrittura della sceneggiatura e per cominciare ad organizzare le riprese è il “Mac Guffin”.
Che cos’è il Mac Guffin? Mac Guffin è un nomignolo con il quale Hitchcock ha sempre amato indicare “l’apparente movente, componente principale dei suoi film”, una cosa cui tutti danno la caccia e che poi si rivela del tutto secondaria a fronte dei reali intenti dell’autore.

Dopo un po’ di ricerche come Mac Guffin venne scelto un campione di uranio nascosto in una bottiglia di vino; questo particolare fece andare su tutte le furie il produttore Hal Wallis a cui sembrava un’idea idiota quella di basare una storia su dell’uranio che servisse a costruire una bomba atomica e quindi pensò bene di vendere in blocco tutta la produzione del film alla RKO di David O. Selznick, non solo facendo un pessimo affare per gli incassi ultramilionari che ci sarebbero stati nel mondo intero ma anche perdendo di credibilità per l’intuizione mancata nell’anticipare di un anno l’argomento che segnerà per sempre la storia mondiale, le bombe di Hiroshima e Nagasaki.

La gemma di celluloide a cui Hitchcock darà vita s’intitolerà ‘Notorious’, famigerato, inteso come il massimo dell’ambiguità.

Tra spy story e melodramma sentimentale

Notorious è ambientato nel periodo immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale: la protagonista Alicia Huberman, Ingrid Bergman, è figlia di una spia nazista, condannata a vent’anni di reclusione per spionaggio negli USA. Contattata dall’agente segreto americano Devlin, Cary Grant, per annientare una rete di spie naziste ancora attiva a Rio de Janeiro, la donna accetta la missione e con l’ausilio delle autorità brasiliane s’infiltra nella vita di Alexander Sebastian, Claude Rains, membro dell’organizzazione nazista un tempo amico del padre, al fine di carpirne i segreti e passarli al servizio segreto americano.

'Notorius', foto dal set

Mentre Alicia e Devlin nell’organizzare il piano si innamorano perdutamente, Sebastian chiede alla donna di sposarlo non essendosi mai spento il sentimento che provava per lei dai tempi delle frequentazioni americane.

Alicia accetta e viene incaricata di impadronirsi di una chiave; una volta in suo possesso la cede a Devlin che, entrando nella cantina di casa Sebastian, scopre della polvere di uranio nascosta in alcune bottiglie di vino.

L’intrigo non rimarrà a lungo celato e porterà i tre protagonisti a fare i conti con quel destino che bene o male si sono cercati.

L’intuizione di fondere l’intreccio spionistico con la love-story, che aveva decretato il successo dei migliori film del periodo inglese di Hitchcock, costituisce la struttura narrativa di base, ma in ‘Notorious’ la forza risiede anche nel desiderio che attanaglia i tre personaggi principali guidandoli in ogni loro azione.

Definito da Truffaut “la quintessenza di Hitchcock”, il film è una spy-story che presenta alcune sequenze memorabili di suspense hitchcockiana, come la claustrofobica scena che si svolge nella cantina di Sebastian.

È una delle pellicole meglio riuscite nella prima parte della carriera del regista e deve molto del suo successo agli straordinari interpreti, Ingrid Bergman, Cary Grant e Claude Rains su tutti, ma soprattutto all’accuratissima sceneggiatura di Ben Hecht.

Con Notorious prende forma il mito di un regista che diverrà leggenda

Venne girato nel 1946, a sei anni dall’arrivo di Sir Alfred in America: la guerra era finita, ma incombeva la presenza di un nuovo conflitto, la guerra fredda, condito da intrighi e cospirazioni da sventare a colpi di servizi segreti.

La storia di ‘Notorious’ unisce, con esemplare armonia, thriller e melodramma sentimentale, mentre la suspense regna incontrastata in ogni sequenza; l’atmosfera angosciosa ed ambigua è creata da un’illuminazione molto particolare, da imprevedibili angolazioni di ripresa e da un mai banale accompagnamento musicale.

Fondamentale per far divenire questo film una vera e propria gemma di celluloide è l’importanza riservata da Hitchcock alla gestualità dei personaggi, come nel caso delle scene dei party o nella minuziosa devozione che si nota nella scena girata per tendere il tranello a Sebastian durante la passeggiata a cavallo.

In quest’opera, probabilmente, Hitchcock comincia a dedicarsi al disegno accurato delle ambiguità morali dei singoli personaggi ricercando con humour e profonda partecipazione di mostrare le varie facce della personalità umana.

La ricerca che comincia con questa pellicola è anche stilistica, molte delle trovate che il regista mette in pratica in ‘Notorious’ le ripresenterà nella loro perfezione nelle opere che girerà in seguito: lo scegliere un luogo come la cantina per affidargli la scena più emozionante tornerà in Psyco, il leggendario piano sequenza che all’interno di villa Sebastian stringe dal totale del salone affollato dagli ospiti del ricevimento al dettaglio della mano di Alicia che impugna nervosamente la chiave della cantina verrà ripreso più volte dal maestro nella sua storia cinematografica, per esempio neLa finestra sul cortilequando Grace Kelly in casa del dirimpettaio-uxoricida trova una chiave che nasconde dietro la schiena e l’obiettivo, in quel momento rappresentato da James Stewart e dalla sua macchina fotografica, mostra il particolare proprio come in Nodo alla gola con la mano del padrone di casa che stringe la pistola nella tasca della giacca o con le mani dello stesso James Stewart che legano e slegano il nodo della corda da lui trovata ed usata in precedenza per l’assassinio.

Il bacio censurato in un film da avere in cineteca

Appena uscito ‘Notorious’ dovette arrendersi alla censura che tagliò il bacio mozzafiato tra la Bergman e Cary Grant, ancora oggi uno dei più travolgenti e sensuali della storia del cinema; del resto, come disse Hitchcock:

La storia di Notorious non è altro che il vecchio conflitto tra l’amore ed il dovere!

Bacio Bergman Grant in 'Notorius'

Il film, per fortuna, viene riproposto nella programmazione televisiva soprattutto notturna, anche se sporadicamente ma, indubbiamente, meglio che mai, viste le amnesie cinematografiche che colpiscono gli organizzatori dei palinsesti degli ultimi anni.

Da qualche anno le pellicole della RKO vengono proposte in formato DVD  in versione rimasterizzata e, dato che nei cofanetti dedicati ad Hitchcock fin qui creati di ‘Notorious’ non ve n’è traccia e visto che l’altra versione in DVD distribuita dalla Ermitage Cinema è introvabile, meglio non lasciarsi scappare questa gemma.Bacio Bergman Grant in 'Notorius'

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Autore Paco De Renzis

Nato tra le braccia di Partenope e cresciuto alle falde del Vesuvio, inguaribile cinefilo dalla tenera età… per "colpa" delle visioni premature de 'Il Padrino' e della 'Trilogia del Dollaro' di Sergio Leone. Indole e animo partenopeo lo rendono fiero conterraneo di Totò e Troisi come di Francesco Rosi e Paolo Sorrentino. L’unico film che ancora detiene il record per averlo fatto addormentare al cinema è 'Il Signore degli Anelli', ma Tolkien comparendogli in sogno lo ha già perdonato dicendogli che per sua fortuna lui è morto molto tempo prima di vederlo. Da quando scrive della Settima Arte ha come missione la diffusione dei film del passato e "spingere" la gente ad andare al Cinema stimolandone la curiosità attraverso i suoi articoli… ma visto i dati sconfortanti degli incassi negli ultimi anni pare il suo impegno stia avendo esattamente l’effetto contrario. Incurante della povertà dei botteghini, vagamente preoccupato per le sue tasche vuote, imperterrito continua la missione da giornalista pubblicista.