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Mondiali per trapiantati, altre 8 medaglie per l’Italia

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World Transplant Games


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Fadda e Dall’Acqua tornano sul gradino più alto del podio, mentre Samantha Ciurlini porta a casa due argenti nella marcia e nel lancio del peso

Riceviamo e pubblichiamo.

L’atmosfera d’Australia fa volare gli italiani. Ai XXIII World Transplant Games 2023 di Perth la Nazionale Trapiantati arricchisce ulteriormente il proprio medagliere con due ori, altrettanti argenti e quattro bronzi.
La penultima giornata è una giornata di conferme: il comasco Enrico Dall’Acqua e il cagliaritano Giovanni Fadda tornano sul gradino più alto del podio a 48 ore dall’ultimo successo individuale.

Dopo la vittoria nella 10 km, Dall’Acqua domina anche nel lownbowl, parente delle bocce e si aggiudica il titolo iridato. Fa ancora meglio Giovanni Fadda, al suo terzo oro, questa volta nei 400 metri piani, battendo di due secondi l’atleta di Hong Kong.

Tutta d’argento, invece, la prestazione di Samantha Ciurlini, originaria di Fermo, trapiantata di polmoni, capace di raggiungere il secondo posto a livello mondiale sia nel lancio del peso che nella tre chilometri di marcia.

Ampio, infine, il parterre di medagliati di bronzo dove non mancano le conferme.

Dopo le lacrime dorate per aver vinto la finale con la Nazionale di Pallavolo, Margherita Mazzantini si piazza terza nei 400 metri piani, categoria 50/59. Gioia identica per Carolina Panico che sulla medesima distanza nella categoria 69/69 si piazza dietro le dominatrici inglesi e statunitensi.

Nuove soddisfazioni per l’Italia anche dal doppio maschile di tennis, con Francesco Fiore che, in coppia con Luca Colli, vince la sua seconda medaglia di bronzo.

Ultima ma non certo per importanza Patrizia Viglietti che chiude i 3 chilometri di marcia in 24.37 minuti, dietro solo alla francese Lagree e alla sud africana Ruiters.

Sottolinea Giuseppe Vanacore, presidente di Aned Onlus, l’Associazione Nazionale Emodializzati, Dialisi e Trapianto e rappresentante per l’Italia:

Ogni medaglia di questa spedizione racconta due verità. La prima è che non ci si deve mai arrendere, perché anche chi si trova in condizioni di fragilità estrema può tornare ad una vita attiva grazie alla medicina e alla scienza.

La seconda è che nulla di quello che abbiamo visto qui a Perth sarebbe mai stato possibile senza il coraggio e l’altruismo di tutti quei donatori anonimi, che con la loro generosità hanno dato una seconda chance a questi atleti. Che ora stanno ripagando tutti noi.

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