Lombardia, approvata Risoluzione programma UE Europa Creativa 2021/2027

Lombardia, approvata Risoluzione programma UE Europa Creativa 2021/2027

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Consiglio regionale Lombardia


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Le interrogazioni e le interpellanze trattate nella seduta mattutina del 6 novembre

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa del Consiglio Regionale della Lombardia.

La competitività e la valorizzazione della produzione culturale europea sono state al centro di una Risoluzione approvata questa mattina, 6 novembre, all’unanimità in Consiglio regionale.
La Risoluzione, illustrata dal consigliere Franco Lucente, FdI, che ne è stato il relatore, invita la Giunta a farsi parte attiva perché vengano sviluppate politiche regionali e nazionali per il pieno utilizzo delle risorse previste dal programma europeo Europa creativa 2021/2027.

Si tratta di un programma di sostegno per i settori culturali e creativi, che sostituisce i programmi precedenti, con l’intento di aiutare i settori culturali e creativi a cogliere le opportunità dell’era digitale e della globalizzazione e facilitare l’accesso a mercati e pubblici nuovi, al di fuori dei confini nazionali.

Europa Creativa si articola in tre sottoprogrammi: un programma per i media, uno per la cultura e una sezione per favorire l’accesso al credito e il sostegno a studi, analisi, raccolta dati.

La declinazione lombarda del programma, si legge nelle “raccomandazioni” che corredano il testo della Risoluzione, comporta anche l’invito a far valere presso il Governo la richiesta di “valutare deroghe al regolamento, che prevedano la possibilità – per le Regioni che sono in grado di farlo- di partecipare attivamente alla piattaforma con un coinvolgimento diretto”.

All’inizio della seduta odierna il Consiglio regionale ha trattato alcune interrogazioni e interpellanze.

Partorienti straniere
Secondo quanto riportato da alcuni articoli apparsi nei giorni scorsi sulla stampa, sarebbero sempre più frequenti i casi di “ricongiungimento lampo” di donne straniere, per lo più provenienti dall’Egitto, che arrivano in Italia giusto il tempo per partorire nelle strutture sanitarie lombarde e poi far ritorno al proprio Paese d’origine. La notizia è stata rilanciata da Viviana Beccalossi e Silvia Sardone, entrambe del Gruppo Misto, in un question time all’Assessore regionale al Welfare per far luce sul fenomeno ed evitare abusi al sistema.

Da parte sua l’Assessore Giulio Gallera ha precisato che l’assistenza a stranieri con permessi temporanei, purché irregolari, sono garantiti sulla base di una circolare ministeriale, poi recepita in un Accordo Stato-Regioni, al fine di assicurare cure urgenti ed essenziali. Secondo quanto riportato dall’Assessore, in Lombardia ci sono circa 80mila parti all’anno: l’anno scorso i parti di donne straniere in Lombardia sono stati 608, quest’anno, fino a settembre, circa 370.

Terapia Intensiva Neonatale all’Ospedale San Carlo di Milano
Nonostante le delibere regionali e gli impegni di spesa previsti per le forniture necessarie alla Terapia neonatale intensiva, il reparto dell’Ospedale San Carlo di Milano è ancora inutilizzato. Su questo tema Consolato Mammì, M5S, ha presentato un question time per conoscere i motivi della prorogata inagibilità del servizio e verificare la sussistenza di eventuali responsabilità amministrative.

Ha spiegato l’Assessore al Welfare Giulio Gallera:

Nessuna irregolarità ma solo spese per approntare culle per la stabilizzazione delle acuzie neonatali. Stiamo inoltre valutando la creazione di un unico punto nascita tra gli ospedali San Carlo e San Paolo, dove complessivamente si effettuano circa 2000 parti.

Utilizzo farmaci a base di cannabis nei centri di cure palliative
Entro l’anno in corso anche i Centri di Cure palliative degli ospedali lombardi saranno autorizzati a prescrivere terapie a base di farmaci cannabinoidi. Lo ha annunciato oggi l’Assessore al Welfare Giulio Gallera, rispondendo a un’interrogazione di Carlo Borghetti, PD, in cui si sollecitava la Giunta a intervenire tempestivamente per rimuovere gli ostacoli normativi.

Vendita ex Cappella Frati Cappuccini presso Ospedali Riuniti di Bergamo
La vicenda della vendita alla Comunità musulmana dell’ex cappella dell’Ospedali Riuniti di Bergamo è stata al centro di due distinti question time al Presidente della Giunta regionale, Attilio Fontana. La chiesa è stata venduta dall’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo tramite un bando pubblico, vinto dalla Comunità musulmana.

Solo successivamente alla notizia dell’aggiudicatario, la Regione ha dichiarato di voler esercitare un diritto di prelazione su questo immobile. Da qui la presentazione in Aula di due documenti presentati rispettivamente dal gruppo Lombardi Civici Europeisti e dal Movimento Cinque Stelle. Il primo, a firma dei Consiglieri Nicolò Carretta ed Elisabetta Strada, chiede l’avvio di un Tavolo tecnico-politico per rivedere la normativa regionale in materia di luoghi di culto. Il secondo, presentato da Dario Violi, sollecita chiarimenti circa la posizione di Regione Lombardia. L’Assessore al Welfare Giulio Gallera, dopo aver ricostruito la vicenda, ha assicurato che tutto sta avvenendo nel rispetto normativo e che l’istruttoria del bando è in corso e sarà valutata la correttezza dei documenti e la natura delle risorse ai fine della legittima aggiudicazione.

Realizzazione di una REMS nel Comune di Limbiate (MB)
Sarà presentato entro fine novembre il progetto definitivo per la realizzazione nell’ex Ospedale psichiatrico di Limbiate (MB), della REMS, Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza, organismo sanitario istituito dopo il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari. Lo ha detto oggi l’Assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, rispondendo al question time presentato da Andrea Monti, Lega, in cui si lamentava il grave ritardo nei lavori di ristrutturazione dei padiglioni Forlanini e Ronzoni e le ripercussioni sullo stato di degrado dell’area di pregio. L’Assessore Gallera ha inoltre assicurato il grande interesse di Regione Lombardia nel rilancio e valorizzazione dell’area, cui sono dedicati complessivamente 17 milioni di euro.

Pratica della pesca sportiva sul territorio
Un nuovo piano ittico regionale che aggiorni il regolamento di gestione della pesca.
È quanto chiede l’interrogazione della Lega, prima firmataria Federica Epis, che sottolinea l’opportunità di incontrare periodicamente le associazioni di pescatori al fine di aggiornare costantemente i regolamenti di bacino, le dimensioni e le quantità prelevabili per determinate specie in determinati corsi d’acqua. L’Assessore all’Agricoltura Fabio Rolfi ha confermato che il nuovo Piano Ittico e la Carta Ittica sono inseriti nella programmazione di bilancio con uno stanziamento di €73.200,00.

Ha spiegato Rolfi:

La realizzazione di questi due documenti consentiranno una conoscenza più precisa della popolazione ittica presente nelle acque lombarde e questo sarà utile per una corretta programmazione del prelievo nei periodi di pesca consentiti.

Rolfi ha inoltre ricordato che a settembre è stato istituito un tavolo di lavoro con le istituzioni e le associazioni interessate per raccogliere osservazioni e proposte di modifica e integrazione dei regolamenti di bacino.

Intesa sull’Autonomia, ai sensi dell’articolo 116 terzo comma
Il Partito Democratico, primo firmatario Jacopo Scandella, ha presentato un documento per conoscere i contenuti dell’intesa tra Regione e Governo in merito all’assegnazione di ulteriori forme e condizioni di autonomia, al loro finanziamento, ai costi standard delle nuove attribuzioni e alla ripartizione di competenze e risorse.

Ha spiegato l’Assessore all’Autonomia Stefano Bruno Galli:

Il comitato istituito a seguito dell’ordine del giorno approvato in Aula nel giugno scorso ha elaborato un dossier che abbiamo consegnato al Governo.

Su quei contenuti abbiamo svolto la trattativa col Governo.
L’intesa raggiunta non è altro che la trasformazione in articolato normativo dei contenuti del dossier che scorpora le competenze in funzioni.

Galli, concludendo il suo intervento, ha assicurato che il tema dell’autonomia resta al centro dell’attenzione della Giunta regionale e di questa legislatura.

Mini Pc Referendum
Il PD, primo firmatario Gian Antonio Girelli, ha presentato un question time per sapere quante scuole avessero ricevuto i mini PC portatili, acquistati dalla Regione per il referendum del 22 ottobre 2017 e una volta terminate le operazioni di voto resettati e destinati alla didattica nelle scuole.

L’Assessore al Bilancio Davide Caparini ha spiegato che

ad oggi sono arrivate 606 richieste per un totale di 19.101 dispositivi. Di questi 16.649 sono già stati consegnati e i rimanenti sono in fase di consegna. In precedenza, nel dicembre scorso, altri 1500 mini PC erano stati assegnati a 57 istituti selezionati dall’Ufficio Scolastico Regionale. 4159 portatili sono infine conservati in magazzino presso Arexpo.

Caparini ha infine detto che 530 scuole hanno risposto un questionario dove il 71% ha dichiarato di usare i mini PC soprattutto per l’impiego in aula o in laboratorio. E il 62% ha espresso soddisfazione circa il servizio.

Piani emergenza esterna, PEE, degli impianti di stoccaggio gas naturali
In Lombardia è allocato il 40% della capacità nazionale di stoccaggio gas naturale in sotterraneo, ma dei cinque siti attivi, Bordolano, Brugherio, Settala, Ripalta e Sergnano, mancano i Piani di Emergenza Esterna, PEE, dei siti di Ripalta e Brugherio.

Il tema è stato sollevato da un’interpellanza di Marco Degli Angeli, M5S, per sollecitare l’intervento di Regione Lombardia che però, come ha spiegato l’Assessore all’Ambiente Raffaele Cattaneo

non ha competenze dirette in merito all’adozione dei PEE, che spettano invece ai Prefetti.

Cattaneo ha inoltre ricordato che a Regione Lombardia spetta l’attuazione del piano annuale delle ispezioni, circa 30 all’anno. Complessivamente in Lombardia ci sono 140 aziende ad elevato rischio sopra la soglia superiore e 130 sotto la soglia. Tutti i siti di stoccaggio hanno comunque in corso istruttorie per la messa a norma dei PEE.

Problematiche gestionali di Trenord
Nuovo dibattito su Trenord: al centro della discussione alcuni aspetti riguardanti la gestione e il trattamento del personale della società di trasporto pubblico ferroviario.
Ad accendere i riflettori, un’interpellanza proposta da Simone Verni, M5S, in cui si chiede conto, tra l’altro, dell’assunzione di altri cinque dirigenti e di alcune pratiche adottate dall’azienda nei confronti del personale. Tutti temi che l’Assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti, Claudia Terzi, ha rimandato alla prevista audizione dell’amministratore delegato di Trenord, Marco Piuri, che si terrà nella seduta di giovedì 8 novembre in Commissione Territorio, in vista del dibattito in Aula di martedì prossimo.

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