Grande debutto per ‘Come uno straniero’

Grande debutto per ‘Come uno straniero’

566
'Come uno straniero. L’autismo per comunicare'
Download PDF

Un’intensa storia che affronta l’attuale tema della disabilità

Ha debuttato domenica 22 ottobre, ore 19:00, presso il Teatro Don Bosco, via Roma, 73, Caserta, lo spettacolo teatrale ‘Come uno straniero. L’autismo per comunicare’ di Angelo Callipo, regia Giovanni Allocca, con Michele Tarallo e Francesca Ciardiello, musiche Alberto Giordano, disegno luci Tommaso Toscano, responsabile tecnico Yasmine Ferretto.

Un ring la scena al cui interno si incontrano e si scontrano a suon di ritornelli ossessivo-compulsivi e sensi di colpa, Mario, affetto da autismo, e Veronica, sua sorella.

È la storia, come tante, di una famiglia alle prese con tutti i drammi, le difficoltà e la disperazione di un caso di autismo al suo interno.

Un colpo al cuore l’incipit in cui Veronica, con grande consapevolezza e lucidità, racconta della sua storia inesorabilmente legata a quella del fratello autistico Mario ancor prima che lei nascesse.

La mia storia è iniziata quarant’anni fa, anche se ne ho dieci di meno.

E sarà così. Dalla sua nascita, Mario condizionerà l’intera esistenza della sua famiglia e dopo la morte dei genitori, in maniera prepotente di quella di Veronica.

Sì, in maniera prepotente:

perché se noi siamo egoisti e sappiamo di esserlo, tu sei egoista senza saperlo.

Questa l’affermazione di Veronica all’ennesima richiesta non realizzabile del fratello.

L’opera teatrale e la sua scrittura affrontano benissimo e, a tutto tondo, la questione della diversità: se non è l’autismo il problema, lo è sicuramente l’incontro/scontro della differenza, in questo caso l’autismo appunto, con una normalità condivisa.

Vorremmo che tu ti comportassi come noi, che seguissi le regole.
Ma se fossimo noi a comportarci come te.

Dall’altro lato tutta la solitudine che questa diversità comporta. Mario viene spesso abbandonato da amici e conoscenti per la pedanteria delle sue frasi ripetute meccanicamente, per i suoi atteggiamenti, per il fatto di essere diverso.

D’altronde è una faccenda quanto mai attuale e controversa quella della diversità contrapposta a una normalità che non ha mai ben chiara forma e sostanza.

Quando si definisce una persona autistica se ne sottolineano soprattutto la perdita di contatto con la realtà e la corrispondente costruzione di una vita interiore propria, che viene anteposta alla realtà stessa; se ne riconoscono la difficoltà nell’uso del linguaggio, l’apatia, la ripetitività nei giochi e rigidità nei movimenti.

Siamo proprio sicuri che quello giusto sia solo il nostro punto di vista?

Alla festa di compleanno per i suoi quarant’anni Mario sarà solo con Veronica.

La conclusione dell’opera è drammatica. La donna conosce Saverio, si innamora e decide di passare una notte, la prima, fuori casa. Non aveva mai lasciato Mario solo di notte. Lui non ce la fa, apre la finestra e si ammazza.

L’unica nota di dolcezza di questo epilogo amaro sarà che dall’incontro con Saverio, Veronica resterà incinta. Una sorpresa che non farà in tempo a raccontare al fratello.

Ottima la sinergia tra la scrittura dell’opera di Angelo Callipo e la regia di Giovanni Allocca. Strepitosi gli unici due attori in scena: Michele Tarallo nei panni di Mario e Francesca Ciardiello nelle vesti di Veronica.

Impeccabile l’aspetto tecnico coordinato da Yasmine Ferretto reso denso ed armonioso dalle musiche di Alberto Giordano e dalle luci di Tommaso Toscano. Bella ed efficace la scenografia di Antonio Ciardiello.

Print Friendly, PDF & Email
Marilena Scuotto

Autore Marilena Scuotto

Marilena Scuotto nasce a Torre del Greco in provincia di Napoli il 30 luglio del 1985. Archeologa e scrittrice, vive dal 2004 al 2014 sui cantieri archeologici di diversi paesi: Yemen, Oman, Isole Cicladi e Italia. Nel 2009, durante gli studi universitari pisani, entra a far parte della redazione della rivista letteraria Aeolo, scrivendo contemporaneamente per giornali, uffici stampa e testate on-line. L’attivismo politico ha rappresentato per l’autore una imprescindibile costante, che lo porterà alla frattura con il mondo accademico a sei mesi dal conseguimento del titolo di dottore di ricerca.
Da novembre 2015 a marzo 2016 ha lavorato presso l’agenzia di stampa Omninapoli e attualmente scrive e collabora per il quotidiano nazionale on-line ExPartibus.