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Il decreto lavoro diventa legge.

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Il decreto lavoro è diventato legge, approvato alla Camera con 279 voti a favore, 143 contrari e 3 astenuti.Il testo è poi passato al Senato dove, dopo esser stato modificato in alcuni punti, è stato approvato. Manca però ancora la seconda parte del decreto lavoro che riguarderà i contratti a tempo indeterminato e le tutele universali, le quali saranno rivolte a tutti coloro che restano senza occupazione, a prescindere dal tipo di contratto che hanno.

Il decreto lavoro prevede:

– innalzamento da 1 a 3 anni della durata dei contratti a tempo determinato senza causale, cioè quelli per cui non è obbligatorio specificare il motivo dell’assunzione. La forza lavoro assunta con questa tipologia di contratto non potrà essere superiore al 20 per cento  del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1 gennaio dell’anno di assunzione.  Per chi inserisce oltre il 20 per cento di dipendenti a termine  è prevista una sanzione amministrativa  pari al 20 per cento dello stipendio, che sale al 50 per cento per i contratti  a tempo determinato successivi al ventunesimo; sono esonerati i ricercatori e personale tecnico degli istituti pubblici e privati di ricerca scientifica. Nella testo del decreto lavoro approvato alla Camera invece, era previsto l’obbligo di assunzione al posto della sanzione amministrativa.

– Apprendistato. Il contratto deve contenere il piano formativo individuale fin dall’inizio, anche se in forma sintetica. Per poter assumere nuovi apprendisti, i datori di lavoro saranno obbligati ad assumere a tempo indeterminato alcuni degli apprendisti già presenti all’interno dell’azienda. Quest’obbligo vale  solo per le aziende con almeno 50 dipendenti, anche se il PD aveva proposto  aziende con almeno 30 dipendenti. La quota minima da stabilizzare  è il 20 per cento degli apprendisti  e la loro busta paga  sarà pari al 35 per cento della retribuzione del livello contrattuale di inquadramento.  Anche i minori avranno la possibilità di accedere a percorsi di apprendistato, se utili ad acquisire un diploma.

-Donne. Il congedo di maternità potrà servire a determinare il periodo di attività lavorativa utile a conseguire il diritto di precedenza. Verrebbe riconosciuto alle donne in attesa anche il diritto  di precedenza nelle assunzioni a tempo determinato effettuate entro i 12 mesi successivi.  

Il Presidente del Consiglio Renzi si è detto soddisfatto dell’approvazione del decreto lavoro, in quanto mezzo per aumentare la possibilità di occupazione dei giovani, mentre per l’opposizione e per i sindacati , è semplicemente uno strumento per incentivare la precarizzazione.

Monica De Lucia.

 

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Autore Monica De Lucia

Monica De Lucia, giornalista pubblicista, laureata in Scienze filosofiche presso l'Università "Federico II" di Napoli.