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Compagno d’Arte

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Compagno d'Arte


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Homo res sacra homini.
Seneca

Nessun Tempio può essere edificato se non su un solido e concreto terreno piano, e nessuna Pietra potrà essere impiegata nell’Edificazione del Tempio se prima non è stata pazientemente levigata.

Al futuro Compagno vengono concessi nuovi strumenti per valorizzare anche l’altra faccia dell’uomo, cioè gli aspetti ricettivi e non razionali. Se l’Apprendista agisce sull’animus, egli opera sull’anima, per elaborare la pietra fino a levigarla in modo che si inserisca perfettamente nell’Edificio che siamo chiamati a costruire, come viene ricordato dal Maestro Venerabile al termine del primo dei cinque viaggi, i cinque livelli del suo programma di crescita.

Se l’Apprendista lavora sulla Forza, il Compagno lavora sulla Bellezza e sui rapporti tra Bellezza e Forza.

Anche lui viene condotto lungo un quintuplice percorso.

Il primo viaggio si riferisce alla Levigatura della Pietra ed al perfezionamento della pratica del taglio, quindi utilizza Martello e Scalpello e gli vengono ricordati i cinque sensi affinché si rammenti che inizio del lavoro è la conoscenza di se stessi, ricercata partendo dal mondo sensibile e organizzata attraverso la duplice modalità degli strumenti in dotazione: la potenza del mazzuolo e il discernimento dello scalpello che permea di bellezza la forza di quello.

Il secondo viaggio si riferisce al Marchio della Pietra, o meglio, all’arte della marcatura, in quanto spiega come tracciare linee sulla pietra sgrossata, quindi utilizza Regolo e Compasso. Gli viene insegnato che deve misurare se stesso ogni sua azione, attraverso il regolo, ovvero uno strumento normativo, e aprirsi al nuovo, al non razionale, applicando su se stesso un utensile “comprensivo”, cioè il Compasso.

Il terzo viaggio si riferisce al Trasporto e al Sollevamento della Pietra, quindi utilizza Regolo e Paletto, che gli insegnano a misurare ogni atto umano, non solo rispetto a se stesso, ma anche in relazione agli altri. Il Regolo, infatti, è lo strumento che permette di “realizzare” il rapporto costruttivo con i fratelli.

Il quarto viaggio si riferisce all’Edificazione, quindi utilizza Regolo e Squadra. Gli viene così ricordato quello che sarà il momento più significativo del lavoro della Camera: posizionare la pietra correttamente nella costruzione, se avrà perseverato e appreso a regolarsi al “giusto” modo.

Il quinto viaggio si compie a mani libere, poiché è programmatico e di suggerimento; è per ricordarsi che gli strumenti non vanno mitizzati e universalizzati ma considerati come semplici mezzi: una volta esaurito il loro compito vengono sostituiti con altri.

Finalmente può pronunciare la Parola, non più limitarsi a compitarla.

Dal “sapere” delle conoscenze teoriche dell’Apprendista, al “saper fare” delle competenze pratiche del Compagno, per continuare poi con il “saper essere”, cioè il modo in cui il futuro Maestro Libero Muratore perviene al Sapere.

Quel che farà il Compagno dipenderà da quel che ha dentro di sé, se in lui abbonderanno bontà e bellezza, porterà all’Officina queste qualità.

Lavorerà sempre su se stesso per realizzare il suo Tempio interiore; lo farà anche con i Fratelli, per realizzare la costruzione del Tempio comune, con fiducia, entusiasmo, ottimismo.

Si avvicinerà ad argomenti di studio di diversa natura e su questi temi si confronterà. Il Rituale racchiude simbologie profonde, che devono rappresentare per il Compagno motivo di meditazione, per poterne ricavarne stimoli di ricerca, ovvero quegli insegnamenti che, assimilati, lo condurranno sulla strada della Maestranza Muratoria.

La speranza è che il Compagno persista nelle virtù che fino ad ora ha dimostrato di possedere e che queste si rafforzino ulteriormente.

La Libera Muratoria gli offre l’apprendimento di un’Arte, l’Ars Latomorum, detta anche Arte Reale, indicando con ciò la sua trascendenza filosofica e metafisica e facendo trasparire, nello stesso tempo, il lavoro spirituale iniziatico che occorre compiere per giungerne alla perfezione.

L’Ars Latomorum è una via di perfezionamento per consentire di raggiungere la saggezza, del tutto umana, che conduce verso la verità e il bene, rafforza le singole volontà; è, nel contempo, una disciplina di crescita spirituale di origine esoterica, di anelito alla divina Sapienza, il cui studio e pratica necessitano di conoscenze particolari. Il Compagno dovrà avere ben chiare la simbologia, il linguaggio e le regole, prima di poter cominciare a capire.

Gli sarà dato accesso ad un mondo culturale molto vasto. Gli sarà offerto un metodo efficace che gli permetterà, attraverso il lavoro introspettivo, di spezzare le pesanti schiavitù dei vizi in favore delle numerose virtù che possiede, come ciascuno di noi, e che sono assopite sotto la coltre dell’abitudine, da cui spesso è impossibile distinguere il buono dal resto.

Aderendo a questa “Scuola di Vita”, potrà sperimentare un modo di essere e di esistere… potrà riuscire a compiere un vero e proprio processo di trasmutazione del suo io, arrivando a purificarlo dalle numerose tentazioni, miraggi e superstizioni che normalmente ci legano alla materia e alle nostre scadenti sicurezze.

Potrà giungere ad una maggior conoscenza di se stesso per evolversi. Si tratta di un processo di cambiamento, un’evoluzione di emozioni, pensieri e comportamenti.

Il Compagno dovrà ristrutturare e, molto spesso, anche demolire tutto quello che ha realizzato per ricostruire secondo i principi dell’Arte.

A lui spetterà seguire la Stella Fiammeggiante quale stella polare che direziona le sue scelte e lo induce ad una progressiva introspezione delle conoscenze sino a quel momento apprese, così da renderlo maturo per il grado successivo. Quando nasce un Uomo Nuovo sempre brilla la Stella.

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Autore Rosmunda Cristiano

Mi chiamo Rosmunda. Vivo la Vita con Passione. Ho un difetto: sono un Libero Pensatore. Ho un pregio: sono un Libero pensatore.