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Celentano: gli 80 anni di un mito

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Adriano Celentano


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Gli anni passano, il magnetismo del più iconico dei nostri artisti dello spettacolo, resta

Adriano Celentano compie oggi, 6 gennaio, 80 anni, oltre sessanta dei quali trascorsi sulle scene dello spettacolo. Sempre primo, sempre in anticipo sui tempi, sempre imitato e mai imitabile, sempre se stesso, mai uguale agli altri e mai uguale nemmeno a se stesso.
L’amico che tutti vorrebbero, il punto di congiunzione tra tradizione e innovazione.
Il rocker, il regista sperimentale, fonte d’ispirazione per intere generazioni di artisti di ogni settore: la musica, il cinema, la tv. I suoi gesti, i suoi atteggiamenti, la sua coscienza ecologica ante litteram, le sue gambe snodate, il suo corpo tra il cartone animato e il richiamo al rock “erotico” alla Elvis.

Sempre in cima e sempre nel mezzo. A metà tra sacro e profano, tra antiche suggestioni e futuristiche invenzioni. In mezzo tra il perfezionismo e la volata naïf, tra la Terra e il Cielo, tra il talento dell’imprenditore di se stesso che cavalca i decenni come un surfista sulle onde sotto i suoi piedi e quello dell’artista disinteressato che ama il rischio e gioca il suo gioco fino in fondo, purché sia un gioco di libertà e indipendenza dagli schemi precostituiti.

Ho trascorso, dei miei quasi 42, trentasei anni seguendoti, studiandoti, ammirandoti come si può ammirare un uomo come tanti ma diverso da chiunque, un ragazzo semplice che è però come un alieno sceso sulla Terra per giocare con nuovi ritmi e portare il vento della sorpresa e dell’imprevedibile.

Potrei quindi, con il mio bagaglio celentaniano, continuare a scrivere per ore di te, caro Adriano. Ma potrei farlo meglio delle decine di filosofi, giornalisti, scrittori, esperti di ogni settore che di te hanno scritto e scrivono da oltre sessant’anni? E, soprattutto, potrei essere davvero esauriente e capace di rendere l’idea di cosa rappresenti Adriano Celentano per noi italiani e per i milioni di fan sparsi per il mondo?

È possibile, insomma, inquadrarti, dipingere un ritratto che contenga tutte le tue espressioni, i tuoi profili, le tue alzate di sopracciglia, le tue risate trascinanti come una canzone, come quelle di un bambino?

È possibile raccontare i ‘dietro le quinte’, le cronache delle battaglie per difendere la tua libertà editoriale da quello storico Fantastico, principale trasmissione della Rai negli anni ’80, a RockPolitik, trasmissioni che hanno scardinato le regole del giochino televisivo e che hanno “costretto” gli spettatori, in qualche modo, a riflettere sui temi più disparati della società italiana quando tu, Adriano, ci puntavi sopra il riflettore del tuo carisma animale?

Se ti ponessi questa domanda, se potessi farlo avendoti di fronte, mi risponderesti, sono certo, proprio con un sorriso sconfinato e bonariamente beffardo, di quelli che ti fanno dire “mi arrendo”!

E allora soltanto due parole per te, Adriano: ‘auguri’ e ‘domani’.

Auguri a te, innanzitutto, che sei impegnato, come sempre, nei preparativi dei tuoi nuovi progetti e, doverosamente, il pensiero corre subito alla regina che è da sempre al tuo fianco, Claudia Mori, la quale oltre che una bellissima donna, protagonista spesso di tuoi film e interprete di canzoni entrate anch’esse nella hit parade delle nostre vite, è anche una delle figure femminili più intelligenti e capaci che il mondo dello spettacolo italiano possa vantare.

Claudia Mori ha avuto ed ha, specialmente a partire dagli anni ’90, un ruolo importantissimo nella difficile gestione di un artista di proporzioni immense come Adriano, gestione che conduce in maniera impeccabile e non immaginiamo quanto sia complicato, visto il personaggio e visti, soprattutto, i tempi plumbei e le atmosfere spesso ottuse del nostro paese. Insomma, Claudia e Adriano: non sappiamo immaginare l’uno senza l’altra.

80 anni sono un traguardo di vita importante. Ma quando si tratta di te, Adriano, l’unico giorno che conta è sempre un eterno domani. Quello cioè in cui accendendo la tv, aprendo i giornali o navigando in Internet, potremmo scoprire gli indizi della tua prossima trovata, per ricadere come ogni volta accade in quella “febbre”, tanto familiare ai tuoi fan di tutto il mondo, che solo tu sai alimentare: la febbre dell’attesa, dell’entusiasmo spasmodico che segue l’annuncio di una data, poniamo, di un tuo concerto, di una tua ospitata o di un nuovo programma tv, come presto avverrà.

E allora ecco la seconda parola per chiudere questo articolo: a domani, Adriano!

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