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‘Vera’ di Jean-Pierre Orban

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La presentazione del romanzo alla Feltrinelli di largo Argentina a Roma

Presso la libreria Feltrinelli di Largo Argentina sita in Roma, ieri 11 maggio 2016 alle ore 18:00, è stato presentato il romanzo ‘Vera’ di Jean Pierre Orban, vincitore del Premio del Libro Europeo, assegnato a Bruxelles l’8 dicembre 2015 da una giuria presieduta da Erri De Luca.
A rendere omaggio all’autore c’erano Erri De Luca, il Direttore della Feltrinelli con la traduttrice dell’opera a moderare l’evento.
veraIl romanzo è ambientato a Londra, in un periodo davvero particolare: il 1930. La protagonista, figlia di due immigrati italiani, vive con la famiglia nella “Little Italy” londinese. Nella ragazza si evince una vera e propria scissione fra le sue radici linguistiche e quelle inglesi. Vivida in lei sin da piccola la bramosia d’appartenere ad un qualcosa. Ed è in questa realtà che si diffonde a macchia d’olio la propaganda fascista operata dall’Ambasciata Italiana presso i connazionali residenti a Londra. Sedotta da un’amica, Vera abbraccerà quest’ideologia facendola sua.

Dedicherà al Fascismo il periodo della pura adolescenza e del fervore, ovvero circa 4 anni, dai 14 ai 18. In questo lasso di tempo prenderà in mano la sua vita, pur limitata dalle difficoltà connesse al vivere con un padre analfabeta. Ma di lì a poco le sue certezze saranno destinate a crollare. Infatti, con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, il suo mondo perfetto andrà in frantumi. La sua famiglia verrà devastata per sempre. Lei subirà uno vero e proprio choc. Il padre morirà in seguito all’arresto ed alla deportazione fascista su una nave che colerà a picco nel Canale d’Irlanda.

Da allora la ragazza vivrà un fortissimo rigetto nei confronti di tale ideologia, tanto da allontanarsene per sempre e riversando su di sé tutte le colpe per la triste sorte del padre, tanto da arrivare a pensare che sarebbe dovuta morire lei al suo posto. Anche la sorte che toccherà alla madre non sarà delle migliori; affranta da tale perdita perderà il lume della ragione.

Erri De Luca, intervenendo in merito al Fascismo, afferma che nel Primo Ministro Winston Churchill si evidenziarono gesti di grande umanità in seguito ai bombardamenti tedeschi, partecipando alle sorti dei suoi concittadini, diversamente da quanto capitava in Italia.
Vera, giunta a questo punto, cercherà di non mandare all’aria la sua vita, dedicandosi a diversi mestieri. Fra questi, come non citare il suo lavoro come cameriera presso un ristorante francese. Esperienza che le darà modo di conoscere una nuova lingua ed un giovane ebreo. Da lui avrà un figlio, Ben, che poi diventerà muto. Successivamente inizierà a frequentare una libreria e a scrivere.

Le tematiche di questo romanzo sembrano quanto mai attuali perché parlano di identità, radici e speranze deluse. Il nome Vera ad es. può avere una triplice valenza: vera, verità, vera uguale fede nel Nord Italia. Anche per il nome del figlio, Ben, l’autore, che è di padre belga e di madre italiana, usa una parola che ha più significati: figlio e tra in ebraico.
Ci rendiamo quindi conto che la lingua si afferma come impronta determinante nella vita dei personaggi, perché rappresenta un Paese, è un Paese.

Nel concludere, Erri De Luca cita un proverbio russo: “Si taglia il bosco, volano le schegge”.

I grandi eventi mandano in malora le singole vite. Il Novecento ha distrutto una grande foresta di vite umane spedendone le schegge in ogni direzione. Vera racconta la storia di alcuni frammenti tenaci, che provano a resistere alla grande storia del Novecento, alla sua opera di disboscamento.

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